La cronaca la conosciamo, inutile ripetersi. E' chiaro e limpido, i giri di parole sono superflui. Per Daniele Mastrogiacomo rapito in Afghanistan probabilmente si è 'strafatto' - far liberare dei pericolosi criminali non è così edificante - e dell'ostaggio rimasto nelle mani dei tullitullitulliban se ne sono fregati tutti. Era una storia dal finale scontato, non occorreva certo essere dei veggenti per sapere che le cose sarebbero andate così. In questi casi le polemiche si sprecano sempre e all'opposizione non poteva presentarsi migliore occasione per attaccare il governo e la sua gestione della faccenda. Sentire Gasparri parlare di 'inciviltà' mi ha dato i brividi. Forse si è dimenticato di quanto poco peso fu dato al rapimento di Enzo Baldoni, che non a caso in quattro e quattr'otto venne ucciso, senza che l'allora governo di centrodestra si muovesse più di tanto per arrivare a una trattativa. E' un po' come quando rubi una caramella e poi vedi qualcun'altro che si comporta allo stesso modo e gridi 'al ladro! al ladro!', quando forse sarebbe prima utile un esame di coscienza. Ed ecco che, guarda caso, Berlusconi tira il freno a mano e invita i suoi alleati a non strumentalizzare gli ultimi avvenimenti. Che sia di colpo diventato un placido coniglietto pasquale a cui piace la mortadella? No, la chiave di lettura è piuttosto semplice. Stiamocene zitti, che ne abbiam combinate pure noi di ogni sorta, in casi analoghi; abbiamo pagato i nostri cospicui riscatti - seppur abbiamo negato, negato e negato - quindi restiamocene buoni ed evitiamo di far scoprire il calderone che ci si ritorcerebbe contro come un boomerang. Questa deve essere stata la sua strategia nell'evitare lo scontro con Prodi. Che sia stato proprio il quotidiano di Feltri a piazzare questa chiave di lettura in prima pagina, oggi, mi ha un po' stupita. Sulle presunte differenze con cui il governo allora in carica trattò fatti simili, citate nell'editoriale, stendo invece un velo. Sono tutti pietosi. Tutti, dal primo all'ultimo. E i fatti sembrano proprio dimostrarlo.