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Cantico dei cantici 3

"Sul mio letto durante
le notti ho cercato
colui che la mia anima ha amato.
Lo cercai, ma non lo trovai.
Lasciami levare, ti prego,
e andare in giro per la città;
nelle strade e nelle pubbliche piazze
lasciami cercare colui che
la mia anima ha amato.
Lo cercai, ma non lo trovai.
Le guardie che facevano
la ronda nella città mi trovarono:
'Avete visto colui che
la mia anima ha amato?'
Le avevo appena oltrepassate
che trovai colui che la mia anima ha amato.
L'afferrai, e non lo lasciavo andare,
finché l'ebbi introdotto
 nella casa di mia madre
e nella stanza interna di colei che era stata incinta di me.
Vi ho posto sotto giuramento,
o figlie di Gerusalemme,
per le gazzelle o per le cerve del campo,
di non cercar di svegliare
né di destare [in me] l'amore
finché esso non vi sia incline"

- Salomone

 

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« Messaggio #152..... »

Preghiera di uno che si è perso

Post n°153 pubblicato il 18 Aprile 2008 da laurabrowns

Preghiera di uno che si è perso, e dunque,

a dirla tutta, preghiera per me.

Signore Buon Dio, abbiate pazienza, sono di nuovo io. 
Dunque, qui le cose vanno bene, chi più chi meno, ci si arrangia,

in pratica, si trova poi sempre il modo di cavarsela, voi mi capite,

insomma, il problema non è questo.
Il problema sarebbe un altro, se avete la pazienza di ascoltarmi.

Il problema è questa strada, bella strada questa che corre e scorre

e soccorre, ma non corre diritta, come potrebbe e nemmeno storta

come saprebbe, no. Curiosamente si disfa. 
Credetemi (per una volta voi credete a me) si disfa.

Dovendo riassumere, se ne va un po' di qua, un po' di là,

presa da improvvisa libertà. Chissà. 
Adesso, non per sminuire, ma dovrei spiegarvi questa cosa,

che è cosa da uomini, e non è cosa da Dio, di quando la strada

che si ha davanti si disfa, si perde, si sgrana, si eclissa,

non so se avete presente, ma è facile che non abbiate presente,

è una cosa da uomini, in generale, perdersi. Non è roba da Voi.

Bisogna che abbiate pazienza e mi lasciate spiegare.

Faccenda di un attimo. Innanzitutto non dovete farvi fuorviare dal fatto

che, tecnicamente parlando, non si può negarlo, questa strada che corre,

scorre, soccorre, sotto le ruote di questa carrozza, effettivamente,

volendo attenersi ai fatti, non si disfa affatto.
Tecnicamente parlando. 
Continua diritta, senza esitazioni, neanche un timido bivio, niente.
Diritta come un fuso. Lo vedo da me. Ma il problema, lasciatevelo dire,

non sta qui. Non è di questa strada, fatta di terra e polvere e sassi,

che stiamo parlando. La strada in questione è un'altra. E corre non fuori,

ma dentro. Qui dentro. Non so se avete presente: la mia strada.
Ne hanno tutti una, lo saprete anche voi, che tra l'altro,

non siete estraneo al progetto di questa macchina che siamo, tutti quanti, ognuno a modo suo. Una strada dentro ce l'hanno tutti, cosa che facilita,

per lo più, l'incombenza di questo viaggio nostro, e solo raramente,

ce lo complica. Adesso è uno dei momenti che lo complica.

Volendo riassumere, è quella strada, quella dentro, che si disfa,

si è disfatta, benedetta, non c'è più. Succede, credetemi, succede.

E non è una cosa piacevole.

Io credo che quella vostra trovata del diluvio universale,

sia stata in effetti una trovata geniale. Perché a voler trovare un castigo,

 mi chiedo cosa sia meglio che lasciare un povero cristo da solo

in mezzo a quel mare. Neanche una spiaggia. Niente. Uno scoglio.

Un relitto derelitto. Neanche quello. Non un segno per capire da che

parte andare, per andarci a morire. ... So perfettamente qual è la

domanda, è la risposta che mi manca.
Corre questa carrozza, e io non so dove. Penso alla risposta,

e nella mia mente diventa buio. Così questo buio io lo prendo e lo metto

nelle vostre mani. E vi chiedo Signore Buon Dio di tenerlo con voi

un'ora soltanto, tenervelo in mano quel tanto

che basta per scioglierne il nero, per scioglierne il male che fa nella testa,

quel buio nel cuore, quel nero, vorreste?

Potreste anche solo chinarvi,guardarlo,sorriderne,aprirlo,

rubargli una luce e lasciarlo cadere che tanto a trovarlo ci penso poi io,

a vedere dov'è.Una cosa da nulla per voi, così grande per me.

Mi ascoltate Signore Buon Dio?Non è chiedervi tanto,è solo una preghiera,

che è un modo di scrivere il profumo dell'attesa.

Scrivete voi dove volete il sentiero che ho perduto.

Basta un segno, qualcosa, un graffio leggero sul vetro di questi occhi

che guardano senza vedere, io lo vedrò. Scrivete sul mondo

una sola parola scritta per me, la leggerò. Sfiorate un istante

di questo silenzio, lo sentirò. Non abbiate paura, io non ne ho.

E scivoli via questa preghiera con la forza delle parole,

oltre la gabbia del mondo,fino a chissà dove. Amen.

A. Baricco

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Commenti al Post:
Auroras77
Auroras77 il 24/04/08 alle 21:04 via WEB
bellissima!..ciao cucciola
 
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Nella mia giovinezza ho navigato
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un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.

"Ulisse" U. Saba