Creato da laurabrowns il 06/07/2006

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Cantico dei cantici 3

"Sul mio letto durante
le notti ho cercato
colui che la mia anima ha amato.
Lo cercai, ma non lo trovai.
Lasciami levare, ti prego,
e andare in giro per la città;
nelle strade e nelle pubbliche piazze
lasciami cercare colui che
la mia anima ha amato.
Lo cercai, ma non lo trovai.
Le guardie che facevano
la ronda nella città mi trovarono:
'Avete visto colui che
la mia anima ha amato?'
Le avevo appena oltrepassate
che trovai colui che la mia anima ha amato.
L'afferrai, e non lo lasciavo andare,
finché l'ebbi introdotto
 nella casa di mia madre
e nella stanza interna di colei che era stata incinta di me.
Vi ho posto sotto giuramento,
o figlie di Gerusalemme,
per le gazzelle o per le cerve del campo,
di non cercar di svegliare
né di destare [in me] l'amore
finché esso non vi sia incline"

- Salomone

 

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bivio

Post n°159 pubblicato il 12 Novembre 2008 da laurabrowns

 

 

 

“C’erano due strade nel bosco
e io – io ho preso quella meno battuta.
E questo ha fatto la differenza”

(Robert Frost)

 

28.04.09 E continuerò per questa strada

perchè è la sola che posso percorrere,

perchè è la sola che so percorrere.

Perchè, lo so, nello stomaco, che mi porterà alla luce.

 

 

 

 
 
 

...........

Post n°158 pubblicato il 10 Settembre 2008 da laurabrowns

 

Alice incontra il Gatto: Alice:``Mi vuoi dire quale strada devo fare per uscire

di qui?''``Dipende in gran parte da dove vuoi andare…'' rispose il Gatto.

“Oh non importa dove” disse Alice

“ Allora importa poco sapere quale strada prenderai” - soggiunse il Gatto.

“...purchè giunga in qualche parte” - riprese Alice come per spiegarsi

meglio.

“Oh certo che vi giungerai!” - disse il Gatto, “non hai che da camminare”

Alice incontra il Bruco: “Chi sei?” disse il Bruco.

Non era un bel principio di conversazione.Alice rispose con qualche timidezza:

“Davvero non te lo saprei dire ora. So dirti chi fossi, quando mi son levata

questa mattina, ma da allora credo di essere stata cambiata parecchie volte.”

“ Che cosa mi racconti”? - disse austeramente il Bruco. – “Spiegati meglio.”

“Temo di non potermi spiegare” disse Alice, “perchè non sono più quella

di prima, come vedi.

 

 

 

 
 
 

Post N° 157

Post n°157 pubblicato il 21 Luglio 2008 da laurabrowns

quand'ero piccola pensavo alla crescita come ad un viaggio

avventuroso e misterioso...ci pensavo specialmente

come ad un'esperienza futura, e lontana...

solo da poco tempo (da poco tempo interiore, che ha una misura

completamente diversa dal tempo esteriore....

è così lento e denso e circolare)

mi sto rendendo conto che la crescita, intesa come formazione

della personalità e del carattere, come comprensione

delle proprie esigenze, avviene quotidianamente, non si attende,

non sarà provocata da eventi sensazionali futuri.

il mio percorso interiore è un fiume che scorre in un letto che

 necessariamente cambia giorno per giorno, perchè le acque

lo corrodono, lo assecondano, lo combattono:

in alcuni punti ne spostano gli argini,

in altri zolle di terra li rinforzano e lo rimpiccioliscono...

ma questa mutevolezza non provoca instabiità ed insicurezza:

al contrario l'incessante scorrere delle acque,

 nonostante (anzi per fortuna) i piccoli cambiamenti di rotta,

 le impercettibili o improvvise e devastanti variazioni di percorso,

non pregiudicano la perpetuià del suo scorrere

 
 
 

----

Post n°156 pubblicato il 19 Giugno 2008 da laurabrowns

 

 

In ufficio.

La signora delle pulizie: 'Quanto pesare tu?'

Io: '43 kg'

Lei:' Tu pesare quanto pecora russa!'

Io: ' ......'

 
 
 

Post N° 155

Post n°155 pubblicato il 15 Giugno 2008 da laurabrowns

...come hai fatto ad andartene?

...hai lasciato una bambina, attonita, ferma e stupita nell'attesa...

...il coraggio di andarsene è la misura dell'amore..

....la misura inversamente proporzionale di esso....

....ma gli occhi di quella bambina sono puri, luminosi nella loro verità....

...non avranno mai quel coraggio...quella tranquillità dell'addio...

...e per fortuna che è così...

...sta imparando che la sua fragilità e la sua purezza sono la sua forza...

 
 
 

.....

Post n°154 pubblicato il 30 Aprile 2008 da laurabrowns

U

Un passo dopo l'altro, fino ad arrivargli vicino. E dirgli:
-non mi farai del male, vero?
Non le farà del male, vero?
-No.
No.
Allora Elisewin prese tra le mani il volto di quell'uomo,

e lo bacio'.
Nelle terre di Carewall, non smetterebbero mai di

raccontare questa storia. Se solo la conoscessero.

Non smetterebbero mai. Ognuno a modo suo, ma tutti

continuerebbero a raccontare di quei due e di un'intera

notte passata a restituirsi la vita, l'un l'altra, con le labbra

e con le mani, una ragazzina che non ha visto nulla e un uomo

che ha visto troppo, uno dentro l'altra-ogni palmo della pelle

é un viaggio,di scoperta, di ritorno nella bocca di Adams a

sentire il sapore del mondo, sul seno di Elisewin a

dimenticarlo- nel grembo di quella notte stravolta, nera

burrasca, lapilli di schiuma nel buio, onde come cataste

franate, rumore, sonore folate, furiose di suono e velocità,

lanciate sul pelodel mare, nei nervi del mondo, oceano mare,

colosso che gronda, stravolto-sospiri, sospiri nella gola di

Elisewin-velluto che vola- sospiri ad ogni passo nuovo in quel

mondo che valicamonti mai visti e laghi di forme impensabili

- sul ventre di Adams il peso bianco di quella ragazzina che

dondola musiche mute- chi l'avrebbe mai detto che baciando

gli occhi di uomo si possa vedere cosi' lontano- accarezzando

le gambe di una ragazzina si possa correre cosi' veloce 

e fuggire-fuggire da tutto-vedere lontano- venivano dai due

piu' lontani estremi della vita, questo é stupefacente, da pensare

che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a

piedi l'universo, e invece nemmeno si erano dovuti cercare,

questo é incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi,

riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo

sapevano, questo é il meraviglioso-questo continuerebbero

a raccontare , per sempre, nelle terre di Carewall, perché

nessuno possa dimenticare che non si é mai lontani abbastanza

per trovarsi,mai-lontani abbastanza-per trovarsi- lo erano quei

due,lontani, piu' di chiunque altro e adesso- grada la voce di

Elisewin, per i fiumi di storie che forzano la sua anima,

e piange Adams, sentendole scivolare via, quelle storie, alla

fine, finalmente, finite- forse il mondo é una ferita e qualcuno

la sta ricucendo in quei due corpi che si mescolano- e nemmeno

é amore, questo é stupefacente, ma é mani, e pelle, labbra,

stupore, sesso, sapore-tristezza, forse-perfino tristezza

-desiderio- quando lo racconteranno non diranno la parola

amoremille parole diranno, taceranno amore-tace tutto,

intorno,quando d'improvviso Elisewin sente la schiena

 spezzarsi e la mente sbiancare, stringe quell'uomo dentro,

gli afferra le manie ,vedi, non morirà.

 

 

 
 
 

Preghiera di uno che si è perso

Post n°153 pubblicato il 18 Aprile 2008 da laurabrowns

Preghiera di uno che si è perso, e dunque,

a dirla tutta, preghiera per me.

Signore Buon Dio, abbiate pazienza, sono di nuovo io. 
Dunque, qui le cose vanno bene, chi più chi meno, ci si arrangia,

in pratica, si trova poi sempre il modo di cavarsela, voi mi capite,

insomma, il problema non è questo.
Il problema sarebbe un altro, se avete la pazienza di ascoltarmi.

Il problema è questa strada, bella strada questa che corre e scorre

e soccorre, ma non corre diritta, come potrebbe e nemmeno storta

come saprebbe, no. Curiosamente si disfa. 
Credetemi (per una volta voi credete a me) si disfa.

Dovendo riassumere, se ne va un po' di qua, un po' di là,

presa da improvvisa libertà. Chissà. 
Adesso, non per sminuire, ma dovrei spiegarvi questa cosa,

che è cosa da uomini, e non è cosa da Dio, di quando la strada

che si ha davanti si disfa, si perde, si sgrana, si eclissa,

non so se avete presente, ma è facile che non abbiate presente,

è una cosa da uomini, in generale, perdersi. Non è roba da Voi.

Bisogna che abbiate pazienza e mi lasciate spiegare.

Faccenda di un attimo. Innanzitutto non dovete farvi fuorviare dal fatto

che, tecnicamente parlando, non si può negarlo, questa strada che corre,

scorre, soccorre, sotto le ruote di questa carrozza, effettivamente,

volendo attenersi ai fatti, non si disfa affatto.
Tecnicamente parlando. 
Continua diritta, senza esitazioni, neanche un timido bivio, niente.
Diritta come un fuso. Lo vedo da me. Ma il problema, lasciatevelo dire,

non sta qui. Non è di questa strada, fatta di terra e polvere e sassi,

che stiamo parlando. La strada in questione è un'altra. E corre non fuori,

ma dentro. Qui dentro. Non so se avete presente: la mia strada.
Ne hanno tutti una, lo saprete anche voi, che tra l'altro,

non siete estraneo al progetto di questa macchina che siamo, tutti quanti, ognuno a modo suo. Una strada dentro ce l'hanno tutti, cosa che facilita,

per lo più, l'incombenza di questo viaggio nostro, e solo raramente,

ce lo complica. Adesso è uno dei momenti che lo complica.

Volendo riassumere, è quella strada, quella dentro, che si disfa,

si è disfatta, benedetta, non c'è più. Succede, credetemi, succede.

E non è una cosa piacevole.

Io credo che quella vostra trovata del diluvio universale,

sia stata in effetti una trovata geniale. Perché a voler trovare un castigo,

 mi chiedo cosa sia meglio che lasciare un povero cristo da solo

in mezzo a quel mare. Neanche una spiaggia. Niente. Uno scoglio.

Un relitto derelitto. Neanche quello. Non un segno per capire da che

parte andare, per andarci a morire. ... So perfettamente qual è la

domanda, è la risposta che mi manca.
Corre questa carrozza, e io non so dove. Penso alla risposta,

e nella mia mente diventa buio. Così questo buio io lo prendo e lo metto

nelle vostre mani. E vi chiedo Signore Buon Dio di tenerlo con voi

un'ora soltanto, tenervelo in mano quel tanto

che basta per scioglierne il nero, per scioglierne il male che fa nella testa,

quel buio nel cuore, quel nero, vorreste?

Potreste anche solo chinarvi,guardarlo,sorriderne,aprirlo,

rubargli una luce e lasciarlo cadere che tanto a trovarlo ci penso poi io,

a vedere dov'è.Una cosa da nulla per voi, così grande per me.

Mi ascoltate Signore Buon Dio?Non è chiedervi tanto,è solo una preghiera,

che è un modo di scrivere il profumo dell'attesa.

Scrivete voi dove volete il sentiero che ho perduto.

Basta un segno, qualcosa, un graffio leggero sul vetro di questi occhi

che guardano senza vedere, io lo vedrò. Scrivete sul mondo

una sola parola scritta per me, la leggerò. Sfiorate un istante

di questo silenzio, lo sentirò. Non abbiate paura, io non ne ho.

E scivoli via questa preghiera con la forza delle parole,

oltre la gabbia del mondo,fino a chissà dove. Amen.

A. Baricco

 
 
 

Post N° 152

Post n°152 pubblicato il 14 Aprile 2008 da laurabrowns

Perchè ogni volta che apro le porte tu entri per depredarmi?

 
 
 

Farò finta che sei morto

Post n°151 pubblicato il 11 Aprile 2008 da laurabrowns

Farò finta che sei morto..

solo così potrò continuare ad amarti

senza rancore e senza rabbia

solo la morte può strapparti una persona cara..

e ciò rientra nell'ordine naturale delle cose..

prende posto nel cuore una triste rassegnazione..

e ci sarà solo un dolce ricordo...

senza recriminazioni...senza rancore...

solo un lutto...forse difficile da portare con sè...

ma sicuramente più sopportabile

del pensiero che non hai voluto essere

ciò che io avrei voluto tu fossi.

Del pensiero che fin dal primo giorno

non hai mai considerato questa eventualità.

http://it.youtube.com/watch?v=3QJse82M6BM

 
 
 

Voglio essere un chicco di caffè

Post n°150 pubblicato il 26 Marzo 2008 da laurabrowns

Abbi la forza di non lasciarti condizionare dagli eventi

e sii felice mentre reagisci.

Abbi la gioia nel cuore. Abbi la fedeltà, sopra ogni cosa,

alla tua essenza.

Sii fedele al tuo cuore. Sii fedele a te stessa.

Abbi l'intima gioia dentro di te, di godere di tutto, della vita, della morte,

della gioia e del dolore. Falli tuoi ogni volta..

Ogni cosa che il cielo, il destino, ti manda,

accettalo umilmente come un regalo,

come un'opportunità per conoscerti meglio e migliorarti.

E sia chiaro che accettazione non è rassegnazione:

quest'ultima è la giustificazione che si danno i deboli,

per non addossarsi le responsabilità delle loro azioni.

Accetta tutto nel senso proprio del chicco di caffè, che trasforma,

che arricchisce, che SUBLIMA.

che impara e al tempo stesso insegna.

Impara ad accogliere l'acqua bollente

e le insegna un'aroma che le era sconosciuto.

Ascolta la voce che è dentro di te.

Può essere flebile. Puoi stentare ad avvertirla.

Ma non credere che non esista.

Non ignorarla. E' l'unica strada: è LA STRADA.

Fà pace con te stessa. Sei la tua migliore amica.

Sarebbe troppo stupido,

troppo inutile, combattersi per una vita intera.

Le persone vanno dai medici,

 perchè non si ascoltano, perchè non riescono a sentire quella voce.

Dalle spazio, medita e ti darà ricchezza.

 
 
 

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Amanti con mazzo di fiori Stampa artistica di Marc Chagall
 
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Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.

"Ulisse" U. Saba