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La Squadra dei Giusti

Post n°693 pubblicato il 05 Giugno 2008 da vocedimegaride
 

dal ns.inviato a Palermo

DE LUCA -SPERANZA -MOSCARELLI critici nei confronti di certa magistratura - LA SQUADRA DIFENDE CONTRADA

Il ricordo di Boris Giuliano, capo della squadra mobile di Palermo assassinato dalla mafia nel 1979 è stato oggetto di un incontro-dibattito tenutosi in occasione della presentazione del libro di Daniele Billitteri "BORIS GIULIANO E LA SQUADRA DEI GIUSTI "  a Palazzo Steri in Palermo. Alla presenza del Questore  Giuseppe Caruso e dei familiari di Giuliano - tra cui il figlio Alessandro, oggi capo della mobile di Venezia - sono stati evidenziati i meriti del grande poliziotto che segno' un metodo nuovo nella lotta alla mafia. L'intervento del giornalista della Stampa Francesco La Licata - profondo conoscitore, come lo stesso Billitteri, delle vicende di quegli anni ai loro esordi di cronisti di “nera” a Palermo, ha acceso a fine cerimonia la più giusta polemica. La Licata ha, infatti, rimarcato l'assenza alla nobile e nostalgica “rimpatriata” della più celebre Squadra Mobile della storia d’Italia di persone che "avrebbero tutto il diritto di stare qui adesso ...Contrada e D'Antone che attualmente si trovano in carcere ....Le sentenze vanno rispettate… ma posso testimoniare che quella squadra fu davvero straordinaria e creò la lotta alla mafia ".  Il Dirigente Generale della Polizia di Stato  Antonio De Luca, con riferimento all'arresto dei colleghi ha aggiunto: " In quegli anni eravamo soli  ...i grandi assenti erano piuttosto certi magistrati e abbiamo dovuto attendere Falcone e Chinnici perché la situazione cambiasse ... perché non siamo stati sentiti durante le indagini ma solo nel dibattimento? Avremmo scoperto qualche cosa di più… si uccide anche con la calunnia e Bruno è stato ucciso!" Al coro unanime si è aggiunta la voce di Vincenzo Speranza, Questore di Bari: "Ha vinto la cultura del sospetto generalizzato” indicando, poi, l'avv Pietro Milio presente tra il pubblico "Se non fosse stata la verità non l'avrebbe difeso". Ma è stato ancor più duro l’accorato intervento del Questore Paolo Moscarelli: "Quella su Contrada è una sentenza emessa non in nome nostro  ... mi vergogno di questa barbarie giuridica.....E' certamente giusto che la Magistratura e le sentenze vadano rispettate ma bisogna che tutti sappiano che quei magistrati non hanno rispettato noi ".  A tale riguardo giova ricordare - per chi non conosce il processo - che centinaia di funzionari tra Capi della Polizia, Prefetti, Questori, Generali, Dirigenti, Ufficiali ed Agenti di PG hanno testimoniato sulla specchiata professionalità ed onorabilità di Bruno Contrada,  avendo molti di essi lavorato fianco a fianco del coraggioso funzionario, condividendone successi e rischi, solitudine e amarezze, dolori e onori: la vita stessa! Ma quei Magistrati hanno creduto ad uno sporco manipolo di delinquenti "pentiti", incredibilmente dallo stesso funzionario incriminati e assicurati alla giustizia,  i quali non potendo formulare accuse dirette, hanno riferito improbabili voci di persone appartenenti alla criminalità che non erano più in grado di confermare perché anzitempo decedute! In sostanza è stata emessa una condanna che in nessun altro Paese civile sarebbe stata ammissibile; una condanna che – per analogia - fa anche degli oltre 140 autorevoli testi a favore del dottor Bruno Contrada, tutti rappresentanti delle Forze dell’Ordine, della Difesa, della Legge, degli spergiuri, rei di falsa testimonianza nonché complici, evidentemente, di Contrada e D’Antone, i soli a meritare sul campo il carcere e l’ignominia. Il processo a Contrada è da intendere, allora, come il processo a tutta la “squadra dei giusti”, celebrata a Palazzo Steri? In conclusione del dibattito anche Billitteri conferma piena solidarietà e stima a Contrada e D'Antone ...scrosciano gli applausi che siglano grottescamente una pagina nera della Giustizia Italiana. Noi costatiamo, però, che nessuno tra i presenti rileva l'implacabile linciaggio di tanti media nei confronti di uno dei più grandi e coraggiosi funzionari di Polizia del nostro Paese – Bruno Contrada - che, ricordiamolo, ricompatto' la "Squadra" dopo l'assassinio di Boris Giuliano scoprendone gli autori con una rigorosa indagine che ha portato alla loro condanna; cosa della quale non si è mai tenuto conto nei tre lustri di processo! Oggi, forse, qualche giornalista presente all’evento di Palazzo Steri avrà il coraggio della verità, rendendo giusta cronaca che, speriamo, possa essere amplificata, così come i titoli scandalistici di allora e giungere alle orecchie e alla coscienza della Magistratura e del Governo Italiano, per la giusta revisione dell’immondo processo a Contrada e D’Antone e per la piena riabilitazione di costoro… ma anche in funzione dell’onorabilità e professionalità di TUTTI gli elementi de LA SQUADRA DEI GIUSTI, con in testa Boris Giuliano, la cui compagine d’onore è stata irrimediabilmente distrutta da certa magistratura, vanificando l’opera coraggiosa ed estrema di quanti, eroi inconsapevoli, hanno scritto la storia dell’antimafia, in sprezzo della propria vita.

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Commenti al Post:
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Anonimo il 05/06/08 alle 09:44 via WEB
CONTRADA: LABOCCETTA AD ALFANO, PROPORRE LA GRAZIA (AGI) - Roma, 4 giu. - “Indipendentemente dalla moral suasion esercitata nei confronti delle autorita’ competenti, esiste un atto che, su proposta del ministro della Giustizia, il Presidente della Repubblica puo’ adottare per sanare questa situazione, e questo e’ l’istituto della Grazia. Io chiedo la Grazia per Bruno Contrada. Il doveroso rispetto per i provvedimenti, che in nome del Popolo Sovrano, la Magistratura ha emesso, vacilla di fronte all’attuale sua situazione che impone alla coscienza personale e comune insopprimibili sentimenti di pietas. E solo uno Stato che sa portare nella politica il sentire profondo dell’uomo puo’ essere realmente grande”. E’ questo l’appello inviato dal deputato del Pdl Amedeo Laboccetta al ministro della Giustizia Angelino Alfano. “Accanto al rispetto per il potere Giudiziario esistono - spiega Laboccetta - altri principi su cui si fonda la nostra Repubblica, secondo il dettato della Carta Costituzionale. Tra questi stanno il diritto alla vita, il diritto alla salute. Essi non si pongono in contrasto con la legittima pretesa punitiva del reo, ma ne stabiliscono i limiti. Il giorno in cui si festeggiava la Repubblica, il 2 giugno scorso, mi sono recato al Carcere Militare di Santa Maria Capua Vetere, dove e’ recluso Bruno Contrada. In una delle ricorrenze piu’ simboliche per la Nazione ho ritenuto fosse mio dovere di Parlamentare, rappresentante del Popolo Sovrano, passare qualche ora vicino ad un servitore dello Stato che, indipendentemente da opinioni personali e sentenze passate in giudicato, resta una persona che ha urlato nel silenzio per troppi anni il suo appello alle istituzioni che per tanti anni ha onorato. E’ giusto che ora questo appello venga ascoltato”. (AGI)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 05/06/08 alle 16:55 via WEB
Speriamo che con il nuovo Governo qualcosa cambi. Ancora una volta voglio esprimere grande stima e apprezzamento per Contrada e i suoi "giusti". Maria
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 06/06/08 alle 23:31 via WEB
Nemici di Bruno Contrada ed assertori della sua colpevolezza sono quelli che dalla sua disgrazia hanno ricevuto benefici : a) ergastolani che , per averlo accusato , invece di scontare la pena che avevano meritato per decine di omicidi , vivono liberi da gran signori a spese dello stato italiano ; b) inquirenti che , dopo aver fallito in tutti i processi intentati contro i potenti , si sono presi la loro piccola rivincita contro Bruno , che non aveva appoggi politici ; c) persone che sono diventate famose per aver accusato e fatto condannare una persona famosa ed ora intervengono in TV pavoneggiandosi , anche a sproposito ; d) persone , delle istituzioni e non , che hanno trovato più comodo schierarsi contro Bruno , che non inimicarsi i suoi accusatori o mettere in dubbio le parole di pentiti che avevano fatto la storia del pentitismo , anche quando era lo stesso pentito a dichiarare in udienza che nelle sue dichiarazioni la “verità è soltanto a convenienza “. Sostengono , invece , l’innocenza di Bruno : a) persone che lo conoscono da più di quarant’anni ; b) persone che hanno lavorato con lui ; c) che hanno con lui combattuto la mafia rischiando in prima persona , da soli , senza alcun appoggio mediatico o delle altre istituzioni , che pure avrebbero dovuto sentirsi impegnate nella stessa lotta ; d) persone che hanno conosciuto quale fosse l’affiatamento e la reciproca dedizione di Bruno con illustri martiri caduti per mano della mafia ; e) persone che osano credere più alla parola di eminentissimi e numerosissimi personaggi delle istituzioni , che non alle esternazioni prezzolate , mai provate e spesso smentite dai fatti di pochi noti delinquenti , molti dei quali , dopo aver ripetutamente sostenuto di non sapere niente a carico di Bruno , hanno poi fatto esternazioni orripilanti a suo carico , immediatamente dopo essere stati ammessi agli straordinari benefici previsti per i pentiti ; f) persone che , leggendo le carte processuali , rimangono esterrefatte di fronte alle interpretazioni a senso unico di episodi o frasi , da cui si sono volute trarre , contro ogni logica, indizi a carico di Bruno ; g) persone tutte che alcun beneficio possono sperare nel continuare a sostenere con sempre maggior convinzione l’innocenza di Bruno . Ma una sentenza definitiva stabilisce che Bruno è colpevole . Ed allora mi chiedo : in nome di quale popolo italiano è stata emessa quella sentenza ? In nome del popolo costituito dai primi , che avevano interesse personale alla condanna , o in nome del Popolo costituto dai secondi , che del tutto disinteressatamente e rischiando in prima persona continuano a proclamare la sua innocenza ? Mario Pezza
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 07/06/08 alle 00:42 via WEB
Purtroppo fin quando si tollereranno "SQUALLIDI INDIVIDUI" come marco travaglio, pagato da noi utenti della televisione pubblica, per esternare ignobili accuse mal documentate ... ed in questo caso "LA TALPA DEI TRIBUNALI" è completamente, causa il suo credo politico, fuori rotta. Questo individuo rinnega le attestazioni di solidarietà che vengono profuse da colleghi, collaboratori e SUPERIORI di Bruno Contrada e si attacca alle dichiarazioni, poi ricusate di pentiti stragisti , oggi protetti da QUESTA SPECIE di stato in cui viviamo dove la legge non è applicata ... ma interpretata. Mauro
 
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PREMIO MASANIELLO 2009
Napoletani Protagonisti 
a Marina Salvadore

Motivazione: “Pregate Dio di trovarvi dove si vince, perché chi si trova dove si perde è imputato di infinite cose di cui è inculpabilissimo”… La storia nascosta, ignorata, adulterata, passata sotto silenzio. Quella storia, narrata con competenza, efficienza, la trovate su “La Voce di Megaride” di Marina Salvadore… Marina Salvadore: una voce contro, contro i deboli di pensiero, i mistificatori, i defecatori. Una voce contro l’assenza di valori, la decomposizione, la dissoluzione, la sudditanza, il servilismo. Una voce a favore della Napoli che vale.”…

 

PREMIO INARS CIOCIARIA 2006

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A www.vocedimegaride.it è stato conferito il prestigioso riconoscimento INARS 2006:
a) per la Comunicazione in tema di meridionalismo, a Marina Salvadore;
b) per il documentario "Napoli Capitale" , a Mauro Caiano
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