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Cliccando http://www.box404.net/nick/index.php?b  si procede ad una originalissima elaborazione del nickname ANCESTRALE di una url. "La Voce di Megaride" ha ottenuto una certificazione ancestrale  a dir poco sconcertante poichè perfettamente in linea con lo spirito della Sirena fondatrice di Napoli che, oggidì, non è più nostalgicamente avvezza alle melodie di un canto ma alla rivendicazione urlata della propria Dignità. "Furious Beauty", Bellezza Furiosa, è il senso animico de La Voce di Megaride, prorompente femminilità di una bellissima entità marina, non umana ma umanizzante, fiera e appassionata come quella divinità delle nostre origini, del nostro mondo sùdico  elementale; il nostro Deva progenitore, figlio della Verità e delle mille benedizioni del Cielo, che noi napoletani abbiamo offeso.
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Messaggi di Ottobre 2008

re Nettuno di Ischia e Procida assassinato dall'infante Marte

Post n°836 pubblicato il 12 Ottobre 2008 da vocedimegaride
 

Comunicato stampa LAV, Napoli: saranno massacrati a fucilate i tonni dell'allevamento nell'area protetta "Il Regno di Nettuno". LAV deposita denuncia per introduzione di armi in aree protette.

NAPOLI, SARANNO MASSACRATI A FUCILATE I TONNI DELL’ALLEVAMENTO NELL’AREA MARINA PROTETTA “REGNO DI NETTUNO”. LA LAV DEPOSITA DENUNCIA PER INTRODUZIONE DI ARMI IN AREE PROTETTE. CONTRO IL NULLA OSTA DI CONCESSIONE PER L’ALLEVAMENTO DEPOSITATO RICORSO AL TAR DELL’ASSOCIAZIONE.
La LAV ha presentato una denuncia al Commissariato di Polizia di Stato di Ischia, per l’eventuale configurarsi del reato di Introduzione di armi in aree protette, in riferimento alla mattanza dei tonni dell’allevamento intensivo situato nella Baia del Carbonchio a Procida (Napoli), all’interno dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”, annunciata per i prossimi giorni. La Società “Akua Italia srl”, titolare dell’allevamento, infatti, avrebbe intenzione di abbattere 2000 tonni con armi varie, tra cui fucili e fucili di precisione, proprio all’interno della stessa Area Protetta, consentendo così l’introduzione di armi in violazione dell’art.11 comma 3 lett.f) ed art  19 della legge quadro (gestione delle aree marine protette), con particolare riferimento ai commi 3 che stabiliscono che
Nelle aree protette marine sono vietate le attività che possono compromettere la tutela delle caratteristiche dell'ambiente oggetto della protezione e delle finalità istitutive dell'area
”. In particolare sono vietati:
a) la cattura, la raccolta e il danneggiamento delle specie animali e vegetali nonché l'asportazione di minerali e di reperti archeologici;   d) l'introduzione di armi, esplosivi e ogni altro mezzo distruttivo e di cattura” Le violazioni sono sanzionate in base all’art. 30 della legge quadro (Gestione delle aree marine protette) legge 6.12.1991, n. 394 che stabilisce che ‘
Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 11, comma 3, e 19, comma 3, è punito con l'arresto fino a 6 mesi o con l'ammenda da lire duecentomila a lire venticinquemilioni. Le pene sono raddoppiate in caso di recidiva.’. Era già grave la concessione del nulla osta ad un allevamento di tonni, catturati in natura nella acque intorno alla Sicilia e trasportati fino alle gabbie per essere ingrassati, ottenuto, peraltro, senza che fossero attesi i risultati della valutazione d’impatto ambientale in un’area protetta. commenta Gianluca Felicetti, presidente LAVOra c’è il rischio che vengano introdotte armi all’interno di un’Area protetta, se già non lo sono già state, a totale disprezzo dei divieti esistenti. Armi che saranno utilizzate per mettere in atto una vera carneficina”. Per questo motivo, ai sensi dell’art. 321 del Codice di Procedura Penale, la LAV ha presentato anche un’istanza di sequestro preventivo delle armi destinate ad uccidere i tonni, in quanto il nulla osta concesso per l’allevamento, non può estendersi all’introduzione delle armi. Per ottenere poi l'annullamento del nulla-osta alla conduzione dell'allevamento intensivo di tonno rosso, inoltre, il 7 ottobre u.s., la LAV ha presentato un ricorso al Tar, con gli avvocati Stefutti del foro di Roma e Russo del foro di Napoli, contro il consorzio di gestione del “Regno di Nettuno", il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la società "Akua Italia" srl (titolare della concessione) e il Comune di Procida. Tale nulla-osta, infatti, è stato rilasciato il 7 agosto scorso nonostante il decreto istitutivo dell’Area Marina Protetta (DM  del Ministero dell'Ambiente il 27 dicembre 2007, pubblicato sulla GU n.85 del 10 aprile 2008) situata in Provincia di Napoli, attorno alle isole di Ischia, Procida e Vivara, specifichi chiaramente all’art.5 quali siano le attività da ritenersi non consentite all’interno dell’area protetta, e alla lett. d) tra le attività non consentite contempla espressamente l’acquacoltura.

Ufficio stampa LAV 06.4461325 – 329.0398535                                                     
www.lav.it

 
 
 

Ci risiamo?.. ma adesso non c'è più "Lui"!

Post n°835 pubblicato il 11 Ottobre 2008 da vocedimegaride
 

Dalla Toscana, Patty Ghera ci segnala questo bellissimo articolo di FILIPPO GIANNINI, sperando torni utile a quel pirla di Fini che ha scelto il momento sbagliato per la sua squallida abiura strumentale alla "carriera". Si tratta ampiamente di Napoli che, nell'epoca in questione, era considerata una delle più importanti città italiane. Opportunamente a corredo, il documento video di Mauro Caiano su "La nascita della Mostra d'Oltremare



LA CONGIUNTURA MONDIALE DEL 1929 E IL “MALE ASSOLUTO”
Come si è articolata la risposta italiana alla grande crisi economica mondiale del 1929? Giorgio De Angelis [6,137], scrive: «L'onda d'urto provocata dal risanamento monetario non colse affatto di sorpresa la compagine governativa e provvedimenti di varia natura attenuarono, ove possibile, i conseguenti effetti negativi soprattutto nel mondo della produzione (...). L'opera di risanamento monetario, accompagnata da un primo riordino del sistema bancario, permise comunque al nostro Paese di affrontare in condizione di sanità generale la grande depressione mondiale sul finire del 1929 (...) ». Sempre nello stesso volume, il professor Gaetano Trupiano, a pagina 169, afferma: «Nel 1929, al momento della crisi mondiale, l'Italia presentava una situazione della finanza pubblica in gran parte risanata; erano stati sistemati i debiti di guerra, si era proceduto al consolidamento del debito fluttuante con una riduzione degli oneri per interessi e le assicurazioni sociali avevano registrato un sensibile sviluppo». In altre parole, come avevamo già scritto, mentre nel mondo decine di persone si uccidevano per la disperazione, in Italia, anche se la crisi internazionale stava producendo diversi danni, le iniziative del Governo erano riuscite ad evitare che la catastrofe assumesse quelle drammatiche proporzioni che altrove si erano verificate. È vero che la capacità dei ministri finanziari del Governo Mussolini e, ultimo in ordine di tempo fra questi, Antonio Mosconi, riuscirono a far sì, che negli anni fra il '25 e il '30, i conti nazionali registrassero attivi da primato. Vennero intraprese iniziative che ancor oggi non mancano di stupire per la quantità e la qualità dei meccanismi messi in opera e per il successo da essi ottenuto; meccanismi tutt'ora validi, anche se, come tutti sappiamo, l'amministrazione della cosa pubblica in questi ultimi decenni, non è priva da critiche. Lo Stato affrontò la crisi congiunturale spaziando «dalla politica monetaria alla politica creditizia, dalla politica finanziaria alla politica valutaria, dalla politica agricola alla politica industriale, dalla politica dei prezzi alla politica dei redditi, dalla politica fiscale alla politica del commercio estero, dalla politica previdenziale alla politica assistenziale» (Sabino Cassese). Così, con questa varietà di interventi, la politica economica composta da un fattivo intervento nelle attività produttive e finanziarie, lo Stato italiano nell'oculata misura rispetto a ogni altro Stato europeo, divenne titolare di una parte delle attività industriali. Seguendo questa impostazione, sembrò che la cura fosse quella più appropriata per il superamento della crisi, cura che comportò dei sacrifici: per sostenere le industrie, a fine 1930 si rese necessaria una riduzione dei salari dell'8% circa per gli operai, per gli impiegati la riduzione variò, a seconda dell'entità delle retribuzioni, dall'8 al 10%. Il sacrifìcio venne, però, quasi subito compensato dalla con¬trazione dei prezzi delle merci, per cui il valore reale d'acquisto ammortizzò, in breve tempo, l'entità del taglio. Questi sacrifici furono affrontati da tutto il popolo, a parte pochi dissidenti, con disciplina e partecipazione. In alcuni casi, soprattutto da parte dei senza lavoro (l'indice della disoccupazione subì nei primi mesi del '30 un brusco incremento). Si verificarono delle contestazioni con manifestazioni, scioperi, a volte con serrate. Le principali agitazioni avvennero tra l'aprile 1930 e buona parte del '32; mai queste si trasformarono in tumulto e tutte rientrarono in buon ordine, anche se le organizzazioni antifasciste dell'estero spingevano verso azioni violente. Nel periodo di maggior ristagno, l'attività del Governo si svolse in due diversi interventi: uno, immediato, che possiamo indicare come passivo, indirizzato ad assistere le famiglie più colpite dalla grande crisi; il secondo, che possiamo definire attivo, ten¬dente ad incrementare gli investimenti statali nelle grandi opere. Fra gli interventi passivi, possiamo ricordare, oltre al taglio degli stipendi e dei salari: riduzione delle ore lavorative per evitare, il più possibile, il licenziamento; l'introduzione della settimana lavorativa a 40 ore (operazione che comportò il riassorbimento di 220 mila lavoratori); la diminuzione dei fitti; forte riduzione delle spese nei bilanci militari; opere di assistenza diretta, come distribuzione di buoni viveri e centri di distribuzione di pasti. Mussolini seguiva con grande cura l'esecuzione di queste disposizioni; ne fa fede un telegramma inviato al prefetto di Tori¬no in data 1 dicembre 1930: «Buono viveri è insufficiente. Mezzo chilo di pane ai disoccupati senza famiglia sta bene, ma i disoccupati con famiglia devono avere oltre il pane il riso, condimento e carbone. Bisogna dare qualcosa di più del semplice pezzo di pane». Per concludere la parte riguardante gli interventi passivi, è interessante riportare il perentorio telegramma inviato da Musso¬lini il 6 aprile 1931 al prefetto di Ferrara: «Dica ai dirigenti politici e sindacali ferraresi che sciopero Po di Volano per ottenere aumento di salario è grottesco e criminoso tanto più trattasi di lavori pubblici finanziati col sudore e col sangue del contribuente italiano. Se domattina lavoro non sarà ripreso colla massima disciplina darò ordini perché lavoro stesso sia sospeso sine die. Scioperare quando ci sono 700 mila disoccupati che cercano invano lavoro da mesi è atto di incoscienza sovversiva che rivela persistenza vecchia mentalità e che va quindi immediatamente stroncata. Istigatori sciopero devono esse¬re esemplarmente condannati». L'intervento che possiamo indicare come attivo fu molto variegato e riguardò, come abbiamo più volte ricordato, quello dello Stato nelle più diverse attività della vita sociale. Fra gli interventi attivi, possiamo ricordare quelle iniziative che ancor oggi sono al centro del mondo del lavoro e dell'arte: ci riferiamo alle Fiere e attività similari. Non ultima, certamente, quella di Napoli, la Mostra Triennale delle Terre Italiane d’Oltremare: concepita per far sì che ogni tre anni Napoli fosse al centro degli scambi economici e culturali fra l’Africa e l’Europa, un’iniziativa ancora oggi valida… volendo. Per rimanere ancora a Napoli possiamo citare la realizzazione degli ospedali collinari (il XXIII Marzo, poi intitolato a Cardarelli; il Principe di Piemonte, ribattezzato Monadi; la Stazione Marittima; la Stazione di Margellina; il nuovo rione Carità con i palazzi delle Poste, delle Finanze, della Provincia e dei Mutilati; il Collegio Costanzo Ciano per 3 mila ragazzi (ancora oggi occupato dalla NATO); la nuova sede del Banco di Napoli; il palazzo dell’INA, e numerosi rioni di case popolari. A Mussolini e ai suoi collaboratori non sfuggì l'importanza che queste istituzioni, le Fiere appunto, potevano esercitare nel settore commerciale: negli scambi, nelle contrattazioni e nel rilevante stimolo che tutto ciò poteva esercitare per la produzione e acquisto di beni, anche di origine lontana o di lontana destinazione. In quest'ottica, e in occasione del Decennale (1932), il Duce trasformò la Fiera di Milano in Fiera Internazionale. La Fiera Internazionale di Milano  divenne (e ancora oggi lo è) la più importante d'Europa. Visto il successo, Mussolini aggiunse a quella di Milano, la Fiera di Verona, di Napoli (poco sopra ricordata)   e, importantissima tuttora per i commerci verso l'Oriente vicino e lontano, quella di Bari, battezzata Fiera del Levante. Solo la guerra vanificherà il completamento di quella Mostra che nei programmi doveva divenire la più importante del mondo: l'E/42 di Roma. A queste brevi note non possiamo tralasciare di aggiungere l'istituzione del Festival di Venezia, di Roma, di Taormina. Altri interventi attivi videro la luce in quel periodo; ma per l'importanza che questi assumeranno nel futuro, meritano una trattazione a parte. E’ da ricordare che la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ancora oggi venne assegnata al migliore attore e alla migliore attrice la Coppa Volpi di Misurata, dal nome del gerarca fascista che nel 1932 la concepì e la istituì, ebbe ed ha tutt’ora, una valenza internazionale.

www.filippogiannini.it

 
 
 

Una giornata regale

Post n°834 pubblicato il 09 Ottobre 2008 da vocedimegaride
 

Videomemory dal back-stage della londinese Tigerlily films production, al seguito del regista Ben Hopkins e la sua troupe anglonapoletana, impegnato nelle ultime riprese del suo film inchiesta su Napoli, negli anni che vanno dal '43 al '48. Proprio indagando la storia del dopoguerra napoletano, a passeggio per antiche vestigia e degrado moderno, Ben Hopkins si è chiesto il perchè di tanto declino ed ha voluto approfondire la gloriosa storia dell'antica capitale del Regno delle Due Sicilie. Il nostro reportages documenta una magnifica, irripetibile, giornata sul set approntato il 7 ottobre u.s. nella reggia di Caserta, protagonisti anche noi di "Megaride" e la sorprendente, mitica, divina Fausta Vetere, voce ed anima della nostra Identità. Abbiamo salutato, ringraziandolo commossi, Ben Hopkins, con l'impegno di presentare pubblicamente a Napoli, nella prossima primavera, il suo film, confidando nella gratitudine di quanti - napoletani illustri ed autorevoli ma distratti - chiamiamo a raccolta sin da ora per il più giusto omaggio ad un giovane e colto straniero che ama Napoli più di un fortunato indigeno!

servizio di Marina Salvadore
riprese e montaggio di Mauro Caiano per V.I.P. Napoli

 
 
 

CACCA DI STATO

Post n°833 pubblicato il 08 Ottobre 2008 da vocedimegaride
 

Roma , 07/10/2008 -  le Brigate Rosse finanziate dallo Stato -

 

Mentre si moltiplicano le iniziative delle Brigate Rosse e di altre sigle terroristiche nel falsare la storia degli anni di piombo, con Film (l’ultimo, quello di Segio) libri, conferenze e quant’altro, con l’ausilio ed il patrocinio dello Stato e con i soldi pubblici, le vittime del terrorismo aspettano ancora il rispetto di una legge dello Stato che dovrebbe adeguare il vitalizio previsto dalla legge 244 varata nel Dicembre 2007.
Cosa pensare? Che lo Stato ama di più gli “ex terroristi”… che le loro vittime?  A prescindere dalle belle parole (che non costano niente) e dai piagnistei di circostanza che si susseguono nelle noiose manifestazioni che dovrebbero ricordare il sacrificio di persone che si sono illuse di servire la parte onesta del Paese, resta il fatto che noi siamo sempre più soli e che quando noi facciamo la voce grossa, per non far dimenticare il sacrificio dei nostri cari, avvertiamo una sorta di minaccia velata che ci sprona a lasciar perdere e che…  tanto, “così è se vi pare” .
Mentre le storie dei carnefici dei nostri cari destano interessi morbosi da parte di molti che appartengono al variopinto panorama politico del nostro paese.

Bruno Berardi
Presidente
“Domus Civitas”
Vittime del terrorismo e mafia
3295340474
*******
IL FATTO:
di Michele Brambilla Tratto da Il Giornale del 7 ottobre 2008
Sembra una tragicomica parabola tipicamente italiana quella della nostra lotta armata, iniziata con le rapine per autofinanziamento e finita con una richiesta di finanziamento pubblico. Oggi infatti a Roma si discute se inserire Miccia corta, un film tratto dal libro dell’ex terrorista Sergio Segio, tra quelli «di interesse culturale nazionale», e come tale meritevole di un contributo ministeriale. Tanto per dare al lettore un’idea delle cifre, ogni anno lo Stato italiano contribuisce al nostro cinema con una cinquantina scarsa di milioni di euro, e solo per Miccia corta se ne chiedono due e mezzo, la metà del costo totale del film. Miccia corta racconta la giornata del 3 gennaio 1982, quando Sergio Segio con venti chili di tritolo fece saltare le mura del carcere femminile di Rovigo e liberò la sua compagna Susanna Ronconi. Le associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo pongono una serie di condizioni. Non vogliono che compaiano, tra quelli degli ispiratori del film, i nomi di Segio e della Ronconi; non vogliono che i due partecipino alla campagna promozionale, e tutta una serie di altri dettagli che francamente ci sembrano appunto solo dettagli. Si possono far sparire dai titoli di coda tutti i nomi che si vogliono, ma il fatto raccontato nel film è un fatto storico, ogni spettatore saprà che Riccardo Scamarcio è Segio e Giovanna Mezzogiorno è la Ronconi. Né servirà, per nascondere la parentela con il libro di Segio, cambiare il titolo in La prima linea, come è stato proposto.Non c’è alcun dubbio che da un punto di vista formale il film abbia i requisiti per ottenere il contributo: il regista è bravo e serio, il cast di eccellente livello, i produttori tali da garantire qualità. Ma siccome le forme non sono tutto, a noi sembra che solo in Italia può succedere che si discuta se far finanziare dallo Stato un film tratto da un libro scritto da chi voleva distruggere lo Stato.«Non sarà un’apologia del terrorismo», assicurano quelli del film. Le buone intenzioni sono fuori discussione. Ma è difficile non pensare che anche una «libera interpretazione» non risenta dell’anima del libro. E l’anima del libro la si legge anche sul sito dell’autore: «Nel libro Miccia corta, Segio descrive una delle azioni più clamorose e audaci della lotta armata in Italia: l’assalto al carcere di Rovigo con cui liberò la sua compagna e altre tre detenute politiche». «Clamorosa» e «audace»: sono questi gli unici due aggettivi con cui Segio descrive quell’«azione»: nel corso della quale, va ricordato en passant, morì un poverocristo di pensionato che passeggiava con il cane. Eh no signor Segio: quell’azione va chiamata con i nomi suoi, infame e omicida, non clamorosa e audace.Ma tutto il racconto di Segio corre sul crinale di un pericoloso giustificazionismo: sempre dal sito www. micciacorta. it, leggiamo che «il libro ripercorre le lotte e i movimenti degli anni Settanta, descrive le origini della scelta della ribellione armata, ricorda in dettaglio le stragi fasciste e le deviazioni istituzionali che contribuirono a innescarla». È la solita truffaldina tesi secondo la quale il terrorismo di sinistra fu una reazione a quello fascista e di Stato. Che cosa succederebbe se la strage di Marzabotto venisse raccontata al cinema ispirandosi a un racconto di Walter Reder? E l’eccidio delle Fosse Ardeatine andasse sullo schermo «liberamente tratto» da uno scritto di Herbert Kappler? È bastato che Spike Lee facesse un film non corrispondente all’immagine della Resistenza fissata da Giorgio Bocca per far gridare mezzo Paese alla lesa maestà, anzi alla lesa storia. Sì, lo sappiamo: il fascismo divide ancora. Ma le ferite delle Br sanguinano ancora. E anche se non invochiamo censure, a noi pare rischioso che chi negli anni Settanta non c’era o era troppo piccolo si faccia raccontare il brigatismo da un Segio, e se lo faccia trasformare in Historia de amor y revolución dai volti belli della coppia Scamarcio-Mezzogiorno. E visto che è rischioso, ci manca solo che lo paghi il contribuente
.

 
 
 

Indignazione e sgomento

Post n°832 pubblicato il 08 Ottobre 2008 da vocedimegaride
 

Dr.ssa Agnesina Pozzi
Medico
Via San Rocco 22 sc.C
Lagonegro (PZ) 85042
p.IVA 01279530768
0973  22519
cellulare   3200720452
e mail  Pozzi.Agnese@libero.it
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Allo Studio Legale Lipera nelle persone dell'Avv.to Giuseppe Lipera e dell'Avv.ssa Graziella Coco, giusto mandato conferitomi quale medico del Vs assistito.
Carissimi Avvocati vi comunico il mio parere, dal punto di vista medico, e senza mezzi termini, su quanto messo in atto ai danni di Bruno Contrada, soggetto quasi ottantenne, affetto da cardiopatia ipertensiva, ipertensione sistemica, vasculopatia cerebrale con postumi di ictus, diabete, denutrizione grave, depressione grave reattiva (per citare solo alcune delle numerose patologie), il quale, senza preavviso alcuno, è stato svegliato all'alba dalle Forze dell'Ordine per essere tradotto, nel termine di poco più di un'ora, a Palermo con volo aereo. A parte il fatto che nessuno si è preoccupato di chiedere un parere medico sull'opportunità di traduzione in volo per un simile malato, cosa altrettanto grave dal punto di vista del diritto alla salute (e alla vita), trovo certe modalità d'intervento nei suoi confronti inqualificabili. Un simile detenuto gravemente malato e anziano (ben lungi dall'essere un terrorista ergastolano in buona salute, premiato con la libertà condizionata come ultimamente la Mambro, ed altri delinquenti anche prima), continua ad essere oggetto di veri attentati alla sua vita, come in questo recentissimo episodio. Infatti si è reso necessario l'intervento del medico di base e del 118 a causa del malore, inevitabilmente e prevedibilmente sopraggiunto di conseguenza al "bliz". Tengo a ricordare alle Ill.me LLSS che il Generale Bruno Contrada (ex servitore trentennale dello Sato sempre professatosi innocente, al contrario di ex terroristi incalliti non pentiti e rei confessi ergastolani, giovani ed in ottima salute) è in attesa di un delicato intervento chirurgico con correlata biopsia per un fondato sospetto di patologia degenerativa/tumorale; per la qual cosa stava facendo la relativa preparazione terapeutica farmacologica presso il vicino Ospedale di Giugliano; dal momento che il 25 settembre scorso, proprio a causa del rischio operatorio emorragico, si dovette interrompere l'esame e rimandarlo in tempi successivi. Questo cittadino italiano sta subendo torture nel corpo e nello spirito da parte di uno Stato che, ben lungi dall'essere uno Stato di Diritto, si sta comportando in modo di-storto e che, invece di garantirne la salute e la dignità, ha deciso di ucciderlo. Dal punto di vista medico questo potrà essere l'effetto sulla già minata salute di Bruno Contrada. Vi esprimo tutto il mio sgomento e la mia indignazione, quale medico e cittadina di questa Repubblica.
Lagonegro 7 Ottobre 2008 Dr.Agnesina Pozzi

 
 
 

IL GRANDE ASSENTE

Post n°831 pubblicato il 06 Ottobre 2008 da vocedimegaride
 

Il popolo sovrano ridimensionerà la politica.

di Nunziante MINICHIELLO

“La cittadinanza tutta è invitata a partecipare” non è stata sufficiente a far sentire, almeno che non sia sfuggita, la voce del popolo sovrano, che quando si tratta di pagare deve, volente o nolente, fare il suo dovere, a cominciare dai pensionati più poveri, che pure versano le trattenute.

La sovranità popolare è garantita dalla Costituzione, non a caso tenuta lontana dalla popolazione e nota solo agli addetti ai lavori ed a chi sia colpito dalla voglia di sapere.
A Sant’Angelo dei Lombardi moltissimi avvocati, 4 crediti formativi a parte, presenti al convegno sulla “ragionevole” durata del processo e non pochi luminari.
Interessanti gli interventi, tutti rivolti a rafforzare la speranza di “costruire insieme una cultura della giustizia rapida, efficace ed al servizio dei cittadini come condizione per lo sviluppo socio-economico del territorio”.
La speranza non si nega a nessuno, tanto che molti  ne  hanno piena la testa e sono convinti che chi di speranza vive… Dunque si è detto che altrove i processi sono più rapidi; che bisogna recuperare il fine dell’attività giudiziaria; che intanto manca una risposta concreta, per cui ne consegue un certo discredito; che a volte sono trascurate le ragioni di fare giustizia, cioè di dare a ciascuno il suo; che è necessaria la tutela concreta dei diritti; che il rispetto alla lettera della norma interessa più della giustizia; che c’è bisogno di riqualificazione e di valori etici; che bisogna lavorare di più e meglio; che bisogna rimuovere le cause della crisi della giustizia; che non si fa niente, forse per difendere l’esistente, cioè una certa conservazione,e tanto altro ancora che sarà testualmente pubblicato negli atti, che sono da leggere e da meditare.
Qualche nota,  per dimostrare che il popolo sovrano esiste.
Popolo sovrano, che fa sacrifici per mantenere apparati, non viene quasi mai soddisfatto, come, oltre alla giustizia, evidenziano sicurezza,  illegalità galoppante sulle selle apprestate dalla corruzione, come spesso denuncia la Corte dei Conti, ed, in breve, decadenza e degrado, che non rispondono alle aspirazioni del popolo sovrano e denunciano carenze piuttosto notevoli in quelli di cui all’articolo 54 della Costituzione.
Nobiltà e caste, che partorirono rivoluzioni, con l’esasperare  le popolazioni, non insegnano niente!
Il popolo sovrano,  sciente, cosciente e pensante, troverà la via per realizzare tutto ciò che l’esperienza e la scienza dei relatori consiglia.
Il popolo sovrano riporterà nell’alveo della Costituzione la politica, che già con un “ragionevole” toglie dignità ad un aspetto della scienza giuridica, che con ragionevole, con più o meno, con quasi, con all’incirca o peggio diventa teoria di arbitrio e fonte di sfiducia, per cui di nessun processo si ardirà non dire, ma pensare: Roma locuta causa est.
www.minichiello.it

 
 
 

Partecipazione del Comitato Bruno Contrada al Forum de L'Opinione

Post n°830 pubblicato il 04 Ottobre 2008 da vocedimegaride
 

di seguito pubblichiamo la relazione a cura del Comitato Bruno Contrada, presentata stamane nell'ambito dell'affollato Forum delle associazioni liberali del centro-destra presso la sede romana de L'Opinione in via del Corso, a cura della signora Maria Venera, portavoce e membro attivo del Comitato BRUNO CONTRADA Napoli. Si precisa, avendo preso visione di alcune imprecisioni su comunicato-stampa, che la suddetta relazione è stata stilata dal Comitato Bruno Contrada e non è assolutamente dichiarazione autografa del nostro beniamino, come erroneamente riportato da alcune fonti, dal momento che  il prefetto Contrada è ristretto ai domiciliari e non è in grado di rilasciare dichiarazioni di sorta a chicchessia.

Impiegherò il breve spazio di tempo che mi è concesso per ricordare e trattare, sia pure in modo conciso e sintetico, uno dei casi giudiziari più eclatanti e inquietanti che ha occupato le cronache giudiziarie negli ultimi venti anni: la vicenda CONTRADA. BRUNO CONTRADA, nato a Napoli il 2 settembre 1931, uomo dello Stato che lo Stato ha servito in tutta la sua vita. Ufficiale dei Bersaglieri a ventenni. Funzionario di Polizia nei cui ranghi ha percorso la carriera dal grado iniziale di vice commissario a quello finale di Dirigente generale. Negli ultimi dieci anni di servizio, dal 1982 al 1992, funzionario del Servizio Informazioni per la Sicurezza Democratica (S.I.S.D.E.), raggiungendo nell’organismo il grado di v.capo reparto. Nella sua lunga carriera ha ricoperto in Sicilia e a Roma impegnativi, prestigiosi ed elevati incarichi: 14 anni alla Squadra Mobile di Palermo, dal 1962 al 1976; quale dirigente delle sezioni “volante”, “catturandi”, “investigativa”, “antimafia” e, infine – negli ultimi 4 anni – dirigente della Squadra Mobile. Poi, sei anni, dal 1976 al 1982, capo del Centro Criminalpol per la Sicilia Occidentale. Successivamente, dal 1982 al 1986, Capo di Gabinetto dell’Alto Commissariato per la lotta alla mafia e contemporaneamente coordinatore dei Centri S.I.S.D.E. della Sicilia. Infine, dal 1986 al 1992, a Roma, alla Direzione del SISDE, con alti incarichi nei settori operativi. Nell’espletamento degli uffici ricoperti ha compiuto infinite e rilevanti operazioni di polizia, specie nel campo della lotta alla mafia. Ha conseguito innumerevoli riconoscimenti dai vertici dell’Amministrazione per i risultati conseguiti: 60 circa dalla Polizia e quasi 100 dal SISDE. Si è occupato, con totale dedizione, abnegazione, spirito di sacrificio, elevata professionalità, gravi pericoli di vita, dei crimini più eclatanti, cruenti e terribili perpetrati dalla organizzazione criminale mafiosa siciliana. Ha riscosso sempre il plauso, l’elogio, l’apprezzamento, la fiducia incondizionata dei vertici degli organismi di polizia e di sicurezza nell’ambito dei quali aveva operato, nonché l’ammirazione dei colleghi e dei subordinati. Ha perseguito per oltre trenta anni, in situazioni difficilissime, tutte le più sanguinarie e agguerrite “famiglie” di mafia di Palermo e provincia, responsabili di innumerevoli, orrendi delitti. Con rigore e inflessibilità ha lottato contro la mafia e i mafiosi, affrontando pericoli di ogni genere. Ciò si evince in modo certo e inequivocabile dai suoi fascicoli personali del Ministero dell’Interno, della Questura di Palermo, del S.I.S.D.E., dell’Alto Commissariato. Alla fine del 1992, mentre era nel pieno della sua attività professionale e al culmine della carriera, nel momento in cui si aprivano per lui prospettive di più prestigiosi ed elevati incarichi negli apparati istituzionali, venne arrestato (alla vigilia di Natale del 1992) su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo con motivazioni basate su accuse manifestamente calunniose di un nugolo di criminali mafiosi pentiti. A questi, poi, si aggiungevano altri “pendagli da forca” che barattarono la libertà, l’impunità, il danaro con altre calunnie. Tutti delinquenti della peggiore risma, mossi anche dall’odio verso il poliziotto che li aveva perseguiti con denunzie e arresti o che aveva perseguito i loro parenti. E affiliati alle rispettive “cosche” mafiose. Calunnie infondate e assurde, senza alcun riscontro, senza alcuna prova. Molte di siffatte accuse sono cadute miseramente nel corso dei successivi processi per la incontrovertibile assurdità e talvolta assoluta “ridicolaggine”. Ma la cosa più grave e inconcepibile non è che dei criminali responsabili dei più efferati delitti si siano determinati a vomitare con pedissequo adeguamento e certi della impunità accuse del tutto assurde contro il poliziotto Contrada, loro acerrimo nemico, ma che ci siano stati dei magistrati che tali accuse hanno poi posto a fondamento del processo e successiva condanna. Non certo tutti hanno però avuto siffatto comportamento. Infatti, c’è stata una Corte di Appello, quella presieduta dal dott. Agnello (la II Sez. della Corte di Appello di Palermo) che ha ribaltato la sentenza di condanna del Tribunale, assolvendo con la formula più ampia (perché il fatto non sussiste) il dott. Contrada. Sentenza assolutoria del 4.5.2001. Ma poi la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza e si è quindi celebrato un altro processo di appello che sulla base dello stesso inconsistente materiale probatorio ha condannato il funzionario. Ma nel nostro ordinamento giuridico non esiste il principio che la condanna deve essere irrogata soltanto quando la colpevolezza risulta “al di là di ogni ragionevole dubbio”? E quale dubbio è più ragionevole del fatto che la stessa Corte di Appello – quella di Palermo -  prima sentenzia: “quell’uomo è innocente e deve essere assolto” e dopo sentenzia. “quell’uomo è colpevole e deve essere condannato”? E’ vero che a giudicare sono stati due collegi diversi ma sempre della stessa Corte di Appello. Come si spiegano e si giustificano due sentenze così contrastanti? Come si spiega poi che i criminali pentiti in un processo siano ritenuti credibili ed attendibili e in un altro processo no? Come si fa poi a provare che siffatti criminali per apparire veritieri abbiano tra loro concordato le accuse onde realizzare la cosiddetta “convergenza molteplice” che, indipendentemente dai riscontri oggettivi, diventano di per se’ prova della colpa? Quale possibilità ha l’imputato innocente di difendersi, dimostrando che gli accusatori hanno concordato le accuse? Nessuna! Ecco perché sarebbe necessaria la costituzione di una Commissione parlamentare che indaghi sulla Gestione dei Pentiti. Non è possibile che la vita e la libertà degli uomini sia affidata alla parola di turpi individui che, non avendo avuto alcuna remora a commettere le più orrende azioni criminali che hanno fatto inorridire il Paese, abbiano poi scrupolo ad accusare falsamente e calunniosamente un innocente! Il pentito è l’arma più pericolosa che la Giustizia maneggia e tale arma dovrebbe essere utilizzata soltanto da uomini dotati di alta professionalità, rigore morale e profonda coscienza. Nel processo di Contrada sono stati creduti soltanto i criminali pentiti che, per la maggior parte, hanno riferito fatti e circostanze di cui non avevano cognizione diretta e personale ma che, a loro dire, avevano saputo “da relato” cioè da altri. Altri, nella quasi totalità morti, e pertanto non in grado di confermare o smentire. Perché sono stati creduti solo i malfattori e nessuna rilevanza è stata data alle innumerevoli testimonianze a favore, di integerrimi uomini delle Istituzioni ricoprenti incarichi di alta responsabilità? Al processo Contrada hanno testimoniato a favore Capi della Polizia, Alti Commissari, Direttori Generali dei Servizi, Prefetti, Questori, Generali ed Alti Ufficiali dei Carabinieri, Generale e Alti Ufficiali della G.d.F., Funzionari di Polizia, della Prefettura e dell’Alto Commissariato, Magistrati, eccetera… Tutti collusi, anche loro, con la mafia, forse? A loro non è stato dato alcun credito, le loro testimonianze sono state disattese, non sono stati ritenuti credibili, attendibili, veritieri! E tutto l’operato trentennale contro la mafia che il dott. Contrada ha opposto “e provato” di aver posto in essere  Quale rilevanza ha avuto? Nessuna. E perché il Dott. Contrada avrebbe favorito la mafia? La sentenza di condanna non l’ha detto, non l’ha indicato. Si è limitata a dire che non c’era nessuna necessità di specificarlo. E ciò perché non poteva asserire che l’avesse fatto per denaro o per paura o per condizionamento familiare o ambientale o per qualsiasi altro motivo. Da tutte le risultanze processuali infatti il Dott. Contrada è risultato essere un funzionario onesto, di modeste condizioni economiche, coraggioso ed incurante del pericolo, senza alcun condizionamento personale, familiare o ambientale.

Infine, per concludere. Per quale reato il Dott. Contrada è stato condannato con la devastazione della sua vita e quella della sua famiglia? Per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Reato che non esiste nel nostro codice penale. Nel nostro codice esiste il reato di cui all’art. 416 bis, cioè l’associazione per delinquere mafiosa puramente e semplicemente. Associazione di cui fai parte o non fai parte. Anche questo argomento dovrà essere oggetto di approfondito esame in una auspicabile riforma della giustizia che dovrà necessariamente essere attuata se vogliamo che il nostro sia uno Stato di diritto a pieno titolo. Noi del Comitato Bruno Contrada chiediamo la revisione del Processo e la Piena Riabilitazione di Bruno Contrada!

Grazie, per la vostra calda accoglienza e condivisione.

 

 Il Comitato “Bruno Contrada” Napoli

 
 
 

CONTRADA: LO VOGLIONO MORTO!

Post n°829 pubblicato il 04 Ottobre 2008 da vocedimegaride
 

Blitz all'alba

Evidentemente, a qualcuno ha dato parecchio fastidio che in una sede pubblica si parlasse di Bruno Contrada, oggi… e la macchina infernale dei “violantini” si è rimessa in moto. Come per un pericoloso delinquente – quali i tanti arrestati da Bruno Contrada nel corso della sua specchiata carriera – stamane alle cinque, su ordine del novello magistrato di sorveglianza, Anna Pancaro (che dimostra di essere il miglior erede della “mission” di Daniela Della Pietra), una scorta della polizia penitenziaria si è presentata a casa di Anna Contrada, per trasferire a Palermo – senza preavviso – con un volo delle 06,55 il pericolosissimo prefetto. Denunciamo con forza quest’ennesima gratuita violenza che interpretiamo come un vero attentato alla vita di Bruno Contrada. A prescindere dall’intrinseca sceneggiata volta ad umiliare ancor più la dignità del detenuto, al quale spetta la scorta dei carabinieri e non quella della polizia penitenziaria, riservata ai delinquenti comuni ed ai camorristi ai domiciliari premiati dalla Della Pietra, stamane non trattavasi di eseguire una procedura d’arresto e di cogliere di soppiatto, con un blitz, un latitante. Svegliare di soprassalto un vecchio che ingurgita dosi da cavallo di tranquillanti per riuscire a dormire, è una crudeltà degna della peggiore Guantanamo (tanto criticata dai sinistri pseudo-pacifisti di casa nostra). Pretendere, d’impronta, di svegliare il vecchio ammalato, ricomporlo alla chetichella nella sua interezza fisica e con i suoi effetti personali, per imbarcarlo sul primo aereo, è chiaro indice di disumanità, così come oltraggiosi giungono i domiciliari  postumi a Palermo, interpretabili come un’ulteriore perfidia, ora che Bruno Contrada è intrasferibile e sta per sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico. All’alba di stamane, nella concitazione che ha interessato anche i suoi familiari, innocenti cittadini di questa incivile nazione, il risultato è stato un malore improvviso e preoccupante del detenuto, che ha richiesto l’intervento del 118 e del medico personale, con il risultato che l’aereo per Palermo è partito senza il suo prezioso carico: l’icona sacra dell’INGIUSTIZIA d’Italia!. A questo punto, si chiede al presidente Napolitano di smetterla di fare lo gnorri, l’ignavo e di intervenire, mettendo in pratica tutte le buone e belle retoriche democratiche con le quali ci sommerge di continuo dalle TV! Desse l'esempio, per primo, a quegli scolari che ha riunito nel giorno del "remigino" al Quirinale, dell'applicazione delle minime norme di civiltà in questo Paese tenuto in ostaggio da un oscuro regime!

marina salvadore

 
 
 

Domani a Roma il Comitato Bruno Contrada a convegno

Post n°828 pubblicato il 03 Ottobre 2008 da vocedimegaride
 

Domani, in rappresentanza del Comitato Bruno Contrada, la  gentile signora Maria Venera relazionerà sulla vicenda Contrada presso la sede romana dell'Opinione  in Roma (Via del Corso 117) ove si terrà un incontro aperto  non solo alle associazioni liberali che aderiscono al PDL ma anche ai media  liberali on e off-line e ai think tank liberali. Pubblicheremo in concomitanza su La Voce di Megaride il nostro documento, che stiamo definendo in queste ultime ore, e  distribuiremo ai presenti la seguente scheda di presentazione del Comitato Bruno Contrada:


SCHEDA COMITATO “BRUNO CONTRADA” NAPOLI

 

Il Comitato nasce in Napoli in tempi non sospetti: quando persino alcuni ex colleghi e collaboratori del Prefetto Capro Espiatorio erano convinti che il medesimo fosse a casa sua, a Palermo, a godersi la Pensione ed i Nipotini… ed invece languiva, dimenticato da tutti – soprattutto dai suoi avvocati - nel carcere militare di S. Maria Capua Vetere. Stante l’odissea di ben tre lustri durante i quali si è snodato il Processo Contrada, si è sentita l’esigenza – in primis - di colmare il salto generazionale e di informare i “giovani”, completamente ignari di questa squallida epopea di storia all’italiana; infatti, è conseguentemente lievitata nel tempo, come prevedevasi, la schiera dei giovanissimi sostenitori del dott. Bruno Contrada e di coloro che - presisi la briga di approfondire la conoscenza dell’oscura vicenda, attraverso gli atti ufficiali ed il coinvolgimento in numerose iniziative del Comitato – si sono spogliati dell’ignavia e dell’indifferenza (strumentali al Potere Occulto), sposandone la Causa. Al Comitato va il merito di aver nuovamente acceso i riflettori sul caso Contrada, riuscendo a sollecitare ancora l’interesse della Stampa Nazionale e la coscienza di molti parlamentari. Molti dei componenti il Comitato hanno subito vessazioni d’ogni tipo, censure, boicottaggi ed anche, in un caso, dopo abbondante mobbing il licenziamento dal posto di lavoro.

Inutile aggiungere che la vicenda Contrada è un vero e proprio caso politico collegato probabilmente all’annus orribilis 1992: quello dell’abortito “Colpo di Stato” della “sinistra”, paventato dal giustiziere Violante in un suo scritto – ora ritirato dalle librerie ed “esaurito” anche presso l’editore – “Il Piccone e la Quercia”: un saggio melenso, noioso e monocorde di indottrinamento subliminale nella cui sola ultima pagina 83 è viscidamente segnalata l’opportunità dell’agognato ribaltamento istituzionale per il quale si postula minacciosamente la necessità di far ricorso a metodi anche cruenti, se necessari… Infatti, basta rivisitare tutta l’annualità 1992 – tra l’altro, data di pubblicazione del saggio – per afferrarne razionalmente la strategia: dal gennaio di TANGENTOPOLI, con un Di Pietro costruito a tavolino per l’occasione, alle stragi di Capaci e di via D’amelio, all’elezione”alla chetichella” di Scalfaro a presidente della Repubblica, fino al dicembre ’92: arresto di Bruno Contrada, una settimana prima ch’egli mettesse le mani su Bernardo Provenzano!!! Ecco, perché il caso Contrada – siamo soliti ripetere – offende l’intelligenza media degli Italiani! I degni discepoli “violantini” si sono, poi, dimostrati all’altezza del mentore: il fumus persecutionis - in quest’italietta generosa e perdonista per mafiosi pseudo-pentiti e terroristi – che ha investito l’ormai  vecchio e malato Contrada, amplificato dalle strutture virtuali del Pentitificio di Stato e dell’unico riconosciuto Vittimificio ad uso dei soli “sinistri” (gli unici risarciti) che in nome del Dio Danaro e di un tronetto para-istituzionale, continuano ad infangare la memoria dei loro illustri ed irreprensibili, nobili defunti – scende pe li rami violantini fino al magistrato di sorveglianza di S. Maria Capua Vetere, dott.a Daniela Della Pietra, la cui tempra aguzzina e disumana esercitata sulla persona di Bruno Contrada è assurta più volte agli onori delle cronache, per quelle inenarrabili torture psicologiche praticate sul detenuto eccellente, ad ogni richiesta del legale per il differimento della pena o, in alternativa, per i “domiciliari”… intesi presso l’effettivo domicilio palermitano del dott. Contrada e NON al Varcaturo di Napoli, com’è accaduto quando, come benedizione dal cielo, tra i tanti periti medico-legali coinvolti, è giunta la dottoressa Agnesina Pozzi, la sola che abbia relazionato in maniera altamente professionale ed inconfutabile sulle tragiche condizioni di salute del detenuto… Ora, a prescindere dall’umana preoccupazione sollecitataci dalla viscida (e falsa!) retromarcia effettuata da Violante, che fa” il piedino” al centro-destra, bisognoso di voti, per assurgere alla carica di presidente della Corte Costituzionale, a proposito dei novelli “domiciliari” a Palermo, appena decretati per il dott. Contrada (impossibilitato, ormai, a qualsiasi trasferimento) il Comitato eccepisce, nell’ultimo comunicato-stampa: “Ce lo aspettavamo e comunque non riusciamo ad esser grati e scodinzolanti al  cospetto del "benefico" Tribunale di Sorveglianza di Napoli, per i seguenti motivi: 1) E' stato scandaloso il comportamento - tenuto fino a prima del suo recente trasferimento - del magistrato di sorveglianza di S.Maria Capua Vetere, dott.a Daniela Della Pietra, che dovrebbe essere sotto accusa e passare un brutto quarto d'ora - istituzioni non compiacenti,  come al solito - per aver regalato i domiciliari a 118 delinquenti camorristi tuttora in attività criminale nel comprensorio casertano (che avrebbero meritato il confino), negando al prefetto Contrada ogni umana comprensione del suo stato psicofisico, ed elevandolo a livello di squallida pericolosità sociale che non ha termini di comparazione con la pericolosità dei veri delinquenti da ella beneficati negli ultimi anni; 2) Non è un risultato politico avvincente per i parlamentari interessati al caso Contrada, che avrebbero dovuto da lungo tempo battersi per la piena riabilitazione del dott. Bruno Contrada, giochi politici esclusi e fatta salva solamente l'opera di Stefania Craxi che, da sempre, ha inteso portare conforto e consiglio a Bruno Contrada, anche quando gli italiani lo credevano a Palermo, a godersi i nipotini e la pensione, mentre, invece, languiva nel carcere militare di S.Maria Capua Vetere. 3) Se questo beneficio accordatogli in ultimora è un favore di scambio, utile a salvare qualche toga da futuri impicci, il Comitato Bruno Contrada persevererà nel suo primario obbiettivo, ch'è quello della revisione del processo-Contrada, per la piena riabilitazione del generale Bruno Contrada!”

Marina Salvadore
http://blog.libero.it/lavocedimegaride
info@vocedimegaride.it 

importante: il Comitato è spontaneo e non gode di finanziamenti o contributi, autoproducendosi con il volontariato, l’attivismo ed i mezzi dei suoi componenti.

"PER LA PIENA RIABILITAZIONE DI BRUNO CONTRADA" firma la petizione al link http://www.petitiononline.com/contrada/petition.html

 
 
 

Megaride in zuppa inglese

Post n°827 pubblicato il 02 Ottobre 2008 da vocedimegaride
 

Incredibile! Questa volta, l'intervista l'abbiamo subita noi!... Sul leit-motiv del "Nemo Propheta in Patria", gli inglesi si sono gentilmente occupati di Megaride e della nostra bellissima Napoli! Dal back-stage del "set" approntato per l'occasione, a telecamere incrociate, il nostro più sincero augurio di ogni successo alla simpatica e giovane troupe dell'United Kingdom che martedì prossimo accompagneremo orgogliosamente alla Reggia di Caserta!

 
 
 

Segni dei tempi

Post n°826 pubblicato il 02 Ottobre 2008 da vocedimegaride
 

Tadzebao di follie, ipocrisie e paturnie

MARTEDI'7 OTTOBRE 2008 ore 18.30 c/oAssociazione Koesis via Luigia Sanfelice, incontro pubblico con ALEX ZANOTELLI Padre missionario comboniano e ANGELICA ROMANO attivista Comitato Campano Pace e Disarmo per la presentazione del libro NAPOLI CHIAMA VICENZA "Disarmare i territori, costruire la pace" Il libro contiene un´ampia documentazione su tutte le presenze militari in Campania, dal porto alle fabbriche di armi, alle connessioni tra economia, ricerca, università. Sul territorio campano esistono numerosissime strutture di guerra che minacciano noi e tanti popoli del mondo, distruggono le coscienze e l´ambiente. Il trasferimento a Napoli del Comando della Marina Militare USA è una questione nazionale perché il ns porto diventa lo snodo di traffico di portaerei, sottomarini a propulsione nucleare ed armamenti di ogni genere diretti in aree di guerra Bisogna scuotere la rassegnazione, spingere all´impegno, associando Napoli a Vicenza e a tutti i territori in lotta per fermare la follia atomica.
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BESTIE E ANIMALI:
 CANI SUI TRENI: CANCELLATO IL DIVIETO PER GLI OVER 6 KG
I proprietari di cani di media e grossa taglia possono tirare un sospiro di sollievo. L'ordinanza di Trenitalia con cui da domani si vietava l'accesso sui treni ai cani di peso superiore ai sei chili e' stata sospesa. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, al termine
dell'incontro con l'ad di Trenitalia Vincenzo Soprano. Il sottosegretario, che nei giorni scorsi aveva definito l'ordinanza "inaccettabile" perche' discriminatoria verso i viaggiatori proprietari di cani, e poco utile in termini di prevenzione sanitaria e igienica, ha espresso "enorme soddisfazione per la decisione di Trenitalia, che ringrazio per la collaborazione: L'obiettivo comune e' quello di tutelare il diritto di tanti viaggiatori di viaggiare con il proprio animale e di tutelare al contempo l'igiene e la salubrita' dei vagoni. Una decisione di grande buon senso e di grande intelligenza". Evitate, dunque, le preannunciate manifestazioni di protesta previste domani, con la Lav che aveva invitato alla disobbedienza civile, esortando i proprietari di cani di salire comunque sui treni: resta in vigore per ora il vecchio regolamento, fino a una nuova ordinanza concordata tra Trenitalia e Ministero. "Abbiamo istituito un tavolo tecnico - ha spiegato Martini - che ci vedra' impegnati per valutare con Trenitalia il miglior approccio sul tema dell'accessibilita' degli animali domestici sui treni". Fermo restando, ha ricordato il sottosegretario, che "i padroni di cani sono responsabili delle modalita' con cui l'animale puo' essere trasportato, che prevedono guinzaglio e museruola, la custodia dell'animale e il rispetto degli altri viaggiatori". Resta il problema dei parassiti, anche se la Martini fa notare che "in gran parte si tratta di cimici, che non popolano il cane ma l'uomo".
TRENITALIA che, probabilmente, sta messa peggio di ALITALIA, per via dello stramaledetto vizio tutto italiano di moltiplicare all’infinito le esose cariche dirigenziali, a scapito del personale operativo e dei servizi che “dovrebbe” offrire ai cittadini, scarica ogni responsabilità della fatiscenza zozza dei suoi treni e dell’assenza di disciplinata ed ordinaria manutenzione dei medesimi, sulle rare presenze a bordo di quadrupedi inermi. A precindere dal fatto che un “padrone” disposto a pagare un biglietto (molto più costoso di un analogo ticket aereo) per portare con se’ il proprio Fido è chiaramente una persona che tiene molto alla cura e tutela del proprio animale, non abbiamo dimenticato le colorite lotte sindacali di qualche anno fa tra la compagnia e le cooperative del servizio nettezza, dimezzate e sottopagate, così come non si può tacere sulle condizioni di ricovero delle carrozze durante il meritato riposo a deposito, spesso adibite a dormitorio per sfortunati homeless o a fumerie e “drogherie” di tossicodipendenti e alcolisti. Personalmente, ogni volta che ho viaggiato col cagnolino al seguito, ho sempre temuto che potesse contrarre qualche patologia infettiva o diventare innocente preda di parassiti. Al di là di questa inutile furbata scaricabarile i nostri amici a quattrozampe sono costantemente oggetto di sfruttamento da parte delle multinazionali, come leggerete di seguito:
trasmesso da Maria Venera: Ecco la lista dei marchi di cibi per animali coinvolti nello scandalo dei mangini contaminati dalla presenza di melamina:http://www.avma. org/aa/petfoodre call/products. asp Cibi prodotti in Cina e commercializzati com i nomi più famosi. Negli Stati Uniti, e probabilmente anche qui... hanno causato una vera strage di animali domestici; morti abbastanza rapide dopo malattie inspiegabilmente veloci e gravi: insufficienza renale, diabete,cancri intestinali ed epatici, malattie del fegato, edemi polmonari, allergie gravi..... In sei mesi, io ho perso due gatti in modo sospetto.... ma ora è tardi per appurare la verità. Questo link: http://www.oipaital ia.com/petfood/ liste.htm porta a due liste.. una di prodottori (e prodotti) da boicottare e una di produttori più 'scrupolosi' .Dateci una scorsa... e regolatevi di conseguenza. Un consiglio: qualunque problema presenti il vostro amico non umano, andate subito dal veterinario, con questi presupposti. .. prima si agisce e meglio è.... Notate... nei mangimi per animali, come conservante mettevano persino l'antigelo.. si, quello per auto... velenosissimo! No comment.... è meglioeppoi, insopportabile e insuperabile il problema dell’ABBANDONO quando non della TORTURA gratuita di queste innocenti creature, capri espiatorii dell’INCIVILTA’ e del degrado morale e umano che ci contraddistingue: Da Siamo Randagi - Dobbiamo ringraziare le persone civili che non sterilizzano i cani se andando in canile troviamo i box pieni di cuccioli. Il nostro impegno costante per trovare adozione ai cani adulti viene vanificato dall'arrivo di decine di cuccioli che, se non muoiono, trascorrerranno la loro vita in canile, così come sta succedendo a tanti bellissimi cagnolini a cui non riusciamo a trovare casa. Nel giro di una settimana ci siamo ritrovati con due box strapieni di cuccioli. Una cara persona ha avuto il coraggio di scaricare ben 11 cuccioli della stessa cucciolata. E' penoso vederli abbandonati in un box senza nessuno che si prenda cura di loro.Dateci una mano a trovargli casa. Grazie - Adottabili in tutta italia 333/8079363 338/1859871 328/8155243
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CONFLITTI SPIRITUALI:
Napoli: i parcheggiatori abusivi scrivono a Gesù  - Capodanno: “ Ed io mi rivolgo al Padre Eterno “
Caro Padre Eterno, i parcheggiatori abusivi di Napoli si sono rivolti a tuo figlio Gesù pregandolo di aiutarli nel perseverare a tartassare noi poveri automobilisti napoletani, io mi rivolgo a te perché invece continui a dare la forza e lo sprone ai vigili urbani per portare avanti con costanza e pervicacia  la battaglia da loro intrapresa in questi giorni, facendo sì che queste figure, simbolo d’illegalità diffusa, scompaiano una volta e per sempre dalle strade della Città. Capisco anche perché non si sono rivolti a San Gennaro, come abitualmente fanno i napoletani, per chiedergli il “miracolo”. Sanno che difficilmente li favorirebbe, conoscendo anche i meccanismi con i quali da lustri prelevano denaro dalle tasche degli automobilisti partenopei, costretti a pagare due volte, sia per il ticket nelle strisce blu, che si sono diffuse a macchia d’olio a Napoli, sia per la “tassa” al parcheggiatore abusivo. Il che nell’attuale periodo di crisi economica non è certamente cosa da poco. Inoltre proprio sotto al cippo del Santo Patrono di Napoli, in via S. Gennaro ad Antignano, nel quartiere Vomero, laddove si ricorda che avvenne la prima liquefazione del sangue del santo, è stato piazzato un cassonetto, pieno d’immondizia, spostato dal sito assegnatogli, per far posto alle auto in sosta vietata, in una zona dove da anni sono presenti proprio i parcheggiatori abusivi. Liberaci una volta e per sempre da questa piaga che, peraltro, pare, che rappresenti uno dei tanti filoni attraverso i quali viene foraggiata la malavita organizzata. L’unico aiuto che possiamo chiederti per questi signori è quello di trovargli un lavoro onesto, col quale possano sostenere le loro famiglie, smettendola di vivere sulle spalle degli automobilisti napoletani. Gennaro Capodanno Presidente Comitato Valori collinari – Napoli
Ma il triste destino dei Santi del Paradiso, abusati strumentalmente per la realizzazione di desideri molto terreni che nulla condividono con la spiritualità, è assai più disgraziato nell’opposta fazione degli spocchiosi “autosufficienti”: gli atei di convinzione e quelli à la page! Spesso ci giungono proclami logorroici da costoro, tesi “asdrubale” più che razionali sul loro CREDO del “Non Credo”. Finiscono quindi col professare anche loro una FEDE: ciò di cui ci accusano! E’ singolare, infatti, il loro insistente “evangelizzare” . Dal momento che dimostrano di conoscere alla perfezione ciò che si obbligano a non credere, a differenza di noi che crediamo in ciò che non conosciamo, finiscono con l’essere i maggiori assertori dell’esistenza di Dio! Guardate un po’ che spreco di meningi, pur di autoconvincersi:

PRIMO CONVEGNO LAICO PROMOSSO DA AXTEISMO Sabato 18 e Domenica 19 Ottobre 2008 inizio ore 9:00 Arpiola di Mulazzo (Massa Carrara) Palestra Comunale a disposizione ampio parcheggio gratuito Ingresso libero – Considerato l'attuale gravissimo stato di censura e di manipolazione delle informazioni da parte dei media, si invita alla massima pubblicazione e diffusione. - Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni Movimento Internazionale di Libero Pensiero – Dateci spazio in Tv per parlare e la Chiesa chiuderà bottega. CerchiamoFondazione o Università che sostengano studi e attività   e Imprenditore-Editore che apra Tv satellitare libera. Axteismo vive grazie alle vostre donazioni, certamente sarà utile la tua piccola donazione di 25euro su PayPal http://nochiesa.blogspot.com  Per lasciti testamentari e donazioni di altro tipo prendere contatto.  Leggi le news anche degli altri mesi, per aderire e informazioni: axteismo@yahoo.it tel. +39 3393188116
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I miserabili - L’informazione riporta date e numeri, nomi e colpe. La lotta dello Stato contro una criminalità molto organizzata. Ma questa durissima realtà campana  non ha una sola faccia. Ce n’é un’altra, nascosta e apparentemente secondaria, ma vitale per il futuro di questa regione in agonia. Siamo noi. Noi che ci alziamo la mattina per andare a lavoro, noi che guardiamo il degrado e abbassiamo  con dolore gli occhi, noi che non abbiamo il coraggio di fare le valigie. Noi che siamo impotenti davanti a una mentalità che è ormai segnata dal decadimento.  Senza etica, senza rispetto, guardiamo le nostre città soffocate dai  non è mia competenza  si rivolga a …”  che ci posso fare  Una vita di rimandi di responsabilità. Sensi di colpa accumulati per i propri figli, per la salute compromessa dei cari. Rammarico per non essere stati degli eroi ( solo le società civili non ne hanno bisogno). E il pudore che ti spinge a non lamentarti più, e la rabbia dei rifiuti , l’incertezza del futuro, la consapevolezza di un passato annientato in pochi decenni . L’altra faccia di questa guerra siamo noi. Nessuno saprà mai le nostre storie, i nostri tormenti, le nostre paure, la nostra impotenza , la nostra vergogna, il nostro amore tradito per questa terra.
Graziella Mazzoni www.graziellamazzoni2.blogspot.com
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Liceo Statale "Giuliano Della Rovere" Via Monturbano, 8 - 17100 SAVONA - Egr. direttore, gentile redazione, Il Liceo Ststale "Giuliano Della Rovere" è lieto di comunicare che giovedì 2 ottobre p.v., con inizio alle ore 10.00, nell'Aula Magna del Liceo, il sostituto procuratore della Repubblica
ALBERTO LANDOLFI terrà con gli  studenti un incontro sul tema: "Mafia e camorra: quali differenze". L'incontro ha lo sciopo di illustrare la genesi, le caratteristiche e le peculiarità di due fenomeni criminali apparentemente simili ma, in realtà, assai diversi e di notevole complessità. A illustrare tali differenze sarà  un magistrato da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata e costantemente impegnato nella lotta a mafia e camorra. Nel corso dell'incontro verranno proiettati una serie di filmati di indubbio interesse sull'argomento. Cordiali saluti - Massimo Macciò
Peccato che quest'invito ci giunge con notevole ritardo! In veste di cultori meridionalisti, relatori, con all'attivo pubblicazioni e documenti audiovisivi, avremmo potuto partecipare con la proiezione di un video e la disamina storica delle autentiche origini della Mafia & Camorra, proponendo  anche un confronto tra i due storici sbarchi in Sicilia: quello di Garibaldi  e quello degli Alleati! Ora che Napoli, culla della Civiltà ed ex capitale del più importante Regno delle Due Sicilie, è celebre nel mondo solo per la MONNEZZA  e la DELINQUENZA, occorre riabilitare la sua millenaria storia, abbattere la menzogna post-risorgimentale e tutti i beceri luoghi comuni ad essa  collegati, se si vuole comprendere razionalmente l'origine del suo declino. Nel rammentarvi che a Napoli esiste anche tanta gente perbene, che nel silenzio lavora per il bene della società (un nome per tutti: il prof. Giulio Tarro) e che - nonostante l'indegna politica ultracentenaria che l'ha crocifissa e cremata nel ruolo di bacino depresso d'Italia e d'Europa - ha finanziato il Risorgimento del solo Nord... e continua finanziarlo, checchè se ne dica, non ci resta altro da fare che pregarvi di fare un salto su www.vocedimegaride.it (web identitaria) e soprattutto sul giornale/blog  http://blog.libero.it/lavocedimegaride (che affronta la tematica meridionalista in termini di attualità) Peccato, davvero: saremmo intervenuti a nostre spese, pur di ripulire dal fango la DIGNITA' di Napoli-Cenerentola e dei tantissimi napoletani degni di Partenope!  LA VOCE DI MEGARIDE
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VOTO DI LAUREA: 90-60-90
riceviamo dall’addetta di presidenza dell’ufficio italiano di  un ministero estero e pubblichiamo avendo cura di proteggere la privacy della suddetta e della candidata della quale ci racconta
Spesso, capita di ricevere aull'indirizzo di posta elettronica del nostro ufficio mail di ragazze che offrono la propria collaborazione come hostess ed interpreti durante i periodi di fiera.  Nulla di male: io stessa ho lavorato molte volte in fiere e manifestazioni varie, divertendomi e guadagnando anche discretamente. Autocandidandosi come hostess è consuetudine allegare UNA (e sottolineo una) foto primo piano e, se richiesta, una foto figura intera (se ti autocandidi come hostess generalmente inoltri una foto in sobrio tailleur).Capita invece, sempre più spesso, di ricevere cv di ragazze laureate, che parlano 5 lingue e che poi allegano una dozzina di foto inopportune, scattate magari dal fidanzato, mentre ammiccano e si rotolano nella sabbia.. o in un letto… Vi pare consono? Beh! Noi, in ufficio,  quando riceviamo queste 'autocandidature' ci divertiamo davvero... e un po' ci dispiace constatare quanto queste ragazze, intelligenti, di bella presenza e 'sveglie' , tanto da autocandidarsi, manchino invece di quel minimo di professionalità e di buonsenso nel presentarsi oltretutto ad un Ministero, quale noi siamo. Oggi ho deciso di mostrarvi una di queste e-mail, perchè davvero rappresenta un fenomeno di costume che si sta diffondendo anche grazie a tutte le forme di comunicazione di cui disponiamo e che nella e-mail di autocandidatura della Sig.na G. K. sono tutte contemplate.Buon divertimento e.....chi informerà la Sig.na G. K che non ci occupiamo delle selezioni per veline?  P.s. Davvero divertente quando ci tiene, in maniera molto professionale, a sottolineare la sua partecipazione a spot definendosi come 'RAGAZZA CHE PASSA VESTITA DA PUNK AL MINUTO 01:36' oppure 'SPOT COPPIETTA SEX OVER THE CITY
Ovviamente, non pubblichiamo il messaggio della candidata, accompagnata da ben 12 foto parecchio esplicative della sua indiscussa avvenenza e della sua intolleranza agli indumenti.

 
 
 

Contrada in tempo reale

Post n°825 pubblicato il 01 Ottobre 2008 da vocedimegaride
 

Ultimissime da Agenzia ASCA delle 14,00:

 
 
 

Agli pseudo salvatori della Patria Napolitana

Post n°824 pubblicato il 01 Ottobre 2008 da vocedimegaride
 


Cara Megaride, ho seguito le tue crude interviste-video a Vittoria Mariani e quelle relative al Premio Masaniello; in particolare al vicepresidente del consiglio regionale Ronghi: entrambe in naturale sequenza cronologica. Permettimi di tornare con insistenza su qualcosa che mi ha lasciato l'amaro in bocca e che -  complice la variabilità dei tempi non meteorologici - non riesco assolutamente a digerire. Forse, è l'approssimarsi dell'autunno, tempo in cui la natura si riposa o, forse, e con più probabilità, è il cambio di stagione del tempo politico, dove vedo che molti corrono a rifarsi una verginità, per poter ancora attingere agli stessi serbatoi di voti e clientele . Notevoli i salti di carreggiata, d'altronde frutto di scelte personali o personalistiche. Non metto in dubbio la buona fede di alcuni, non riconosco l'innocenza di altri. Ritorna di moda l'antifascismo, ora che i fascisti non ci sono più. Ritorna l'autonomia, e questo potrebbe essere accettabile, se con notevole colpa di rappresentanti del nostro sistema politico, questi non dessero il fianco alle rivendicazioni della Lega Nord. A questo, aggiungi che c'è il ritorno sulla scena di vecchi mestieranti della politica democristiana e socialista, che sembrava aver fatto il proprio tempo. Avevamo suggerito un programma al Movimento per l'autonomia, allo stesso Ronghi , che dopo un travaglio interiore durato quattro mesi è salito sul carro dell'ex ministro Scotti e di Lombardo. Scelte personalissime, scelta da rispettare e Salvatore Ronghi è uomo di rispetto. Avrei preferito però che almeno dal palco, nell’intervista offertaci, vi fosse stato un richiamo completo, una denuncia su tutto quello che la nostra regione, il nostro sud, ha pienamente diritto di rivendicazione… ed invece ho visto -  e scusami se sbaglio -  un appiattirsi su argomenti di nessuna o pochissima importanza. Abbiamo bisogno di respirare aria pulita  ed ho assistito, invece,alla giustificazione implicita dell’abbraccio metaforico con Bassolino. come tu hai magistralmente messo in luce nella tua intervista. Nessuna risposta esauriente a quello che -  nemmeno in piena campagna elettorale - Vetroni  si sentì di fare ovvero l’ accettare la presenza di Bassolino sul palco.  Al posto della critica e del riconoscimento che la politica suicida, fallimentare, anacronistica ci ha portato alla perdita di posti di lavoro,  e al calo di rispetto presso la comunità internazionale, di munnezza al posto di mare, pizza e mandolino. al depauperamento delle casse regionali, allo stagnamento degli interventi e delle iniziative, al declassamento della nostra terra nei mercati turistici. Siamo ormai al 65% circa in meno del totale delle presenze turistiche…  e questo solo in cinque anni. Avevamo chiesto che la nuova formazione politica potesse con forza presentare e rappresentare le esigenze primarie della nostra terra ed invece, ecco il richiamo ad inciuci possibili, in nome del federalismo fiscale. Perdonami ma è così. Nessun riferimento alla nostra richiesta di  effettiva decentralizzazione ed autonomia dei municipi, della orgogliosa rivisitazione della storia, del costume, del folclore della nostra terra, all’abbandono delle improbabili fole d'industrializzazione del nostro territorio e l’ampio appoggio allo sviluppo turistico, paesaggistico, agroalimentare del nostro Sud… Vogliamo o no procedere al recupero delle ricchezze monumentali, dei siti esistenti, dell archeologia’ ed arte, allo sviluppo e conservazione dei beni culturali?  Ne’ destra ne’ sinistra, un vento nuovo, nuove leve, nuove generazioni,  la voglia e l'entusiasmo dei giovani. La politica è cosa diversa da quella finora conosciuta. Rappresentatività delle istanze sociali. Meritocrazia. Non più lo sguardo rivolto all'indietro, solo per rimpiangere il passato, ma trarne da esso lo slancio per guardare al futuro. Dichiarare che il nostro sud, tutto il sud è proteso verso le regioni medio orientali e non può farne a meno. La politica meridionale verte verso il rispetto di un'intera storia comune: Napoli, la Calabria, la Sicilia, gli Abruzzi e con essi i paesi dell'altra sponda del Mediterraneo: Grecia, Egitto, Libano, Tunisia, Algeria,  in una sola ed unica confederazione di stati, dove è sorta la civiltà, dove la storia è iniziata, quando altrove c'erano ancora le palafitte, compresa Roma e Milano. Permettimi di ricordare che la distruzione del Regno delle Due Sicilie, è servita all'Inghilterra per scongiurare o allontanare il pericolo che per tutta l'area del bacino mediterraneo avrebbe assunto l'apertura del canale di Suez. Riteniamo di vitale importanza volersi distinguere da mire politiche di vecchi rappresentanti della politica; non ci devono interessare le voglie di riscatto di vecchi democristiani o socialisti, l’affermazione dei papponi meridionalisti dell’ultimora. Distinzione ed autonomia anche dal movimento di Lombardo e dal PDL. Ci vuole coraggio, forse, dignità, forza, carattere per pretendere finalmente che ci sia distacco dalla politica assassina che il governo, tutti i governi hanno avuto nei confronti di tutto il nostro sud. Là, dove i finanziamenti allo sviluppo di ogni tipo, da quelli regionali, statali ed ora europei, sono serviti a foraggiare gli amici degli amici, là dove la vacca grassa,  giungeva ormai cadavere e disidratata e le cui frattaglie costituivano solo propaganda. Strutture, infrastrutture ed orgoglio della nostra millenaria storia e civiltà. Se i nostri governanti, o quelli che si dovessero presentare come tali, non fossero di tale “allerta”,   allora, che si rivolgano altrove: non abbiamo bisogno di mummie e di venditori porta a porta. Anche le briciole cascate sotto il desco conviviale, sono state divorate!
Mimmo Di Renzo

in foto: gerontocrazia

 
 
 
 
 

PREMIO MASANIELLO 2009
Napoletani Protagonisti 
a Marina Salvadore

Motivazione: “Pregate Dio di trovarvi dove si vince, perché chi si trova dove si perde è imputato di infinite cose di cui è inculpabilissimo”… La storia nascosta, ignorata, adulterata, passata sotto silenzio. Quella storia, narrata con competenza, efficienza, la trovate su “La Voce di Megaride” di Marina Salvadore… Marina Salvadore: una voce contro, contro i deboli di pensiero, i mistificatori, i defecatori. Una voce contro l’assenza di valori, la decomposizione, la dissoluzione, la sudditanza, il servilismo. Una voce a favore della Napoli che vale.”…

 

PREMIO INARS CIOCIARIA 2006

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A www.vocedimegaride.it è stato conferito il prestigioso riconoscimento INARS 2006:
a) per la Comunicazione in tema di meridionalismo, a Marina Salvadore;
b) per il documentario "Napoli Capitale" , a Mauro Caiano
immagine                                                   www.inarsciociaria.it 

 

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DEDICATO AGLI EMIGRANTI

 

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E' dedicato agli amici del nostro foglio meridionalista questo video, tratto da QUARK - RAI 1, condotto da Piero ed Alberto Angela, che documenta le origini della Nostra Città ed il nome del nostro blog.

 

IL MEZZOGIORNO CHE DIFENDIAMO

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vuoi effettuare un tour virtuale e di grande suggestione tra le numerose bellezze paesaggistiche, artistiche ed architettoniche di quel Mezzogiorno sempre più obliato dalle cronache del presente?
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I consigli di bellezza
di Afrodite

RITENZIONE IDRICA? - Nella pentola più grande di cui disponete, riempita d'acqua fredda, ponete due grosse cipolle spaccate in quattro ed un bel tralcio d'edera. Ponete sul fuoco e lasciate bollire per 20 minuti. Lasciate intiepidire e riversate l'acqua in un catino capiente per procedere - a piacere - ad un maniluvio o ad un pediluvio per circa 10 minuti. Chi è ipotesa provveda alla sera, prima di coricarsi, al "bagno"; chi soffre di ipertensione potrà trovare ulteriore beneficio nel sottoporsi alla cura, al mattino. E' un rimedio davvero efficace!


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