RACCONTI & OPINIONI

Calcio: il dibattito si trascina sempre più grottesco, e umiliante per i veri lavoratori, i pensionati e i precari


Sciopero serie A, siamo uomini o calciatori?  Non sono bastati e non basteranno, salvo nuove importanti flessioni da parte dei due contendenti, i 20 milioni di euro che il presidente della Federcalcio, Abete, ha promesso di accantonare in un fondo di durata triennale per mettere al riparo le società di A dal rischio di doversi accollare il pagamento del super contributo di solidarietà introdotto dal governo nella manovra ferragostana. La Lega, che rappresenta i presidenti della massima serie, ha risposto picche ribadendo per bocca del suo presidente Beretta che "I giocatori non possono pretendere di avere la retribuzione di un amministratore delegato e i diritti di un operaio di linea". I motivi della vertenza sono gli stessi di qualche settimana fa, ai quali si è però aggiunta la preoccupazione di dover versare allo Stato il super contributo di solidarietà introdotto dal governo, ma che potrebbe anche essere cancellato dal Parlamento nelle prossime settimane. I presidenti vorrebbero che il contributo gravasse sulle spalle dei calciatori, questi vorrebbero viceversa, Abete prova ad inserirci un fondo di garanzia Figc di 20 milioni di euro. Ma nessuno converge e paradossalmente tutto si blocca. Beretta, il precario presidente della Lega, spara ad alzo zero : "Se non si giocasse la prima giornata sarebbe grave - dice - se l'Aic ufficializzerà la decisione, poi dovrà spiegarlo al Paese". Già, il Paese. Di ritorno dal mare ai tartassati italiani toccherà quindi decidere se considerare i calciatori come amministratori delegati o come operai di linea, come se da questa dicotomia ne uscisse vincitrice una sola categoria tutelata dal diritto, mentre l'altra dovrebbe marcire da stracciona. Facendo finta che sia giusto così e che tutta la quiete del nostro Paese dipenda dalla salvifica prima partita del campionato, gli italiani strana gente, dovrebbero arrovellarsi il cervello in complicate lotte di contrada prendendo posizioni contro questi e quell'altro. Se non bastasse questa afosa appendice d'agosto a rendere insopportabile ogni cosa, ci pensa l'emittente satellitare Sky a metterci del suo ergendosi a nume tutelare di quella categoria di uomini e donne in passato chiamata tifoseria, oggi mutata in clientela. "Non tradite la fiducia dei tifosi - scrive in una nota Sky Italia - Non intendiamo interferire sulla trattativa in corso, ma serve responsabilità e dialogo. Sky Italia auspica che il dibattito sul rinnovo contrattuale collettivo possa essere risolto quanto prima e che non abbia alcun riflesso sul regolare avvio del campionato, per non tradire le aspettative di milioni di sportivi e appassionati che seguono dal vivo e in televisione lo spettacolo del calcio e che sono in trepidante attesa dell'inizio di questa nuova stagione sportiva."  "Sono un italiano, un italiano vero" urlava Toto Cutugno quando qualche anno fa aveva necessità di cantare strimpellando chitarre, facendosene beffe gli Articolo31 aggiungevano "Non togliermi il pallone e non ti disturbo più". A noi verrebbe voglia di dedicare a tutti quanti un biglietto per quel paese cantato da Alberto Sordi, amministrato da un primo cittadino amico suo. Forse, a conclusione di tutto, potrebbe aver ragione Massimo Gramellini che nel suo "Buongiorno" questa mattina sulla Stampa scriveva: "E se invece dei calciatori scioperassimo noi? Se decidessimo di colpo e tutti insieme di diventare adulti, smettendo di delegare il nostro umore a bande di mercenari con procuratori al seguito?" E' ora di ritirare le deleghe e di diventare tifosi di noi stessi.  Pasquale Giordano25 agosto 2011www.paneacqua.eu