RACCONTI & OPINIONI

Solo in Italia, il Paese del malcostume e del malaffare industriale e politico, un ragazzotto viziato dalla ricchezza.....


Un certo Elkan Ragazzi italiani, sia bamboccioni che choosy, voi ragazzi italiani, tra i 18 e i 35, che in 5 milioni o giù di lì siete senza lavoro né sapete dove diavolo andare a cercarlo, coraggio c'è un luminoso e incoraggiante esempio che vi può aprire sia gli occhi che la strada per imboccare la via giusta. La Strada Vincente!  L'Esempio - assolutamente vivo e vegeto, in carne ed ossa, capelli ricciuti e vestiti di alto brand - si chiama John Philip Jacob Elkann, Yaki per gli amici, ed ha appena 38 anni, essendo nato a New York il 1º aprile 1976. Ebbene, imparate: alla sua tenera età, ecco cos'è.  Dopo la laurea al Politecnico di Torino, nel 2001 entra alla General Electric, come membro del Corporate Audit Staff, con incarichi in Asia, Stati Uniti ed Europa. Nel 2003 entra all’IFIL e lavora al piano di rilancio del Gruppo Fiat, del quale nel 2004 ha provveduto ad assumere la Vice Presidenza (avendo provveduto già nel 1997a diventare consigliere di Fiat Spa). Perciò, nel maggio dello stesso 2004, riesce ad avere un ruolo chiave nella nomina di tale Sergio Marchionne a amministratore delegato di Fiat. Quindi, nel maggio 2008, per decisione unanime dei Soci e del Consiglio di Amministrazione, è eletto presidente dell'IFIL che - raggruppata poi con IFI - il 1º marzo 2009 diventa la Exor. E quindi il 21 aprile 2010 è designato presidente di Fiat Group.  Ancora ancora. Il 28 aprile, stesso anno, è in grado di nominare suo cugino Andrea presidente della Juventus Football Club. Il 14 maggio 2010 è nominato presidente della Giovanni Agnelli e C. Sapaz. Dal 1º gennaio 2011 è presidente di Fiat SpA, società nata in seguito al deconsolidamento di Fiat Industrial. L'11 febbraio assume anche la carica di amministratore delegato di Exor.  Corri ragazzo corri, non lasciare spazio al bamboccionismo.  E quindi. Presidente dell'Editrice La Stampa; membro del consiglio di amministrazione di CNH Industrial, The Economist, News Corporation e Banca Leonardo; membro dell’international Advisory Council del Brookings Institution e trustee del Museum of Modern Art (MoMA); membro del comitato di presidenza di Confindustria (ma ha trovato pure il tempo di dimettersi dopo l'uscita di Fiat dal gruppo e ciò «nell'interesse dell'autonomia e dell'indipendenza dell'Associazione»); vice presidente dell’Aspen Institute Italia e della Fondazione Giovanni Agnelli;' ed è pure tra i fondatori della Scuola di Alta Formazione al Management - Collège des Ingénieurs Italia.  E quindi non per nulla, nel 2013 "Fortune" lo inserisce al 4° posto nella classifica dei manager under 40 più influenti al mondo (prendete esempio, ragazzi, prendete esempio!).  Né è stato con le mani in mano anche nel matrimonio, essendosi sposato molto “bene" con Lavinia Borromeo; e, se volete saperlo, alla cerimonia di nozze, che si è svolta nella cappella dell’Isola Madre, sul lago Maggiore, hanno partecipato, tra gli oltre 500 ospiti, anche Henry Kissinger, Mario Monti, Michel Platini, Valentino Garavani, Carla Bruni e Elle McPherson (prendete e portate a casa).  Ragazzi, sveglia! Basta darsi fare, uscire dai pannicelli caldi di mamma e papà, avere un briciolo di iniziativa e di amor proprio, diamine! Lo manda a dire lui medesimo, l'Esempio Vivente John Elkan, Yaki per gli amici. Il quale (come trovate scritto su tutti i giornali) lo ha francamente e giustamente ribadito a quegli studenti un po' ritardati di Sondrio: se non riuscite a trovare lavoro, cari miei, ha detto, è perché «il lavoro c'è, ma voi non siete affatto determinati a cercarlo. E non siete determinati a cercarlo, o perché state troppo bene a casa o perché non siete ambiziosi. Guardate me». Guardate lui, ragazzi, questo quarantenne che si è fatto da solo. In tutto e per tutto uguale a voi. Se non per quell'inezia in più, quel piccolissimo particolare, quell'insignificante differenza di chiamarsi John Elkan, cioè Agnelli.  Calma, voi 5 milioni del pianeta "disoccupazione giovanile". Mettete giù i forconi, dai. Maria R. Calderoni 15/02/2014 www.liberazione.it