RACCONTI & OPINIONI

Lettera di un lavoratore ex why not, racconta di uno spaccato delle condizioni di vita nella precarietà sociale


SALVE, SONO UN LAVORATORE DI 47 ANNI...   Salve, sono un lavoratore di 47 anni, abito a Lamezia Terme, (cz) ex Why Not, a 800 € al mese nella pubblica amministrazione degli uffici della regione calabria, con moglie e 3 figli a carico, sono entrato a lavorare nel 2000 con una società di lavoro interinale Obiettivo Lavoro Milano con sede a Lamezia Terme, ho cominciato con un contratto a tempo determinato da 3 mesi, poi 4 mesi a casa senza stipendio, poi di nuovo ci facevano lavorare 3 mesi e poi di nuovo senza lavoro per 3/4/5 mesi, ci dicevano che dovevamo avere pazienza, che questo era solo l’inizio, che una volta passati da contratto a tempo Determinato, a contratto a tempo Indeterminato sarebbe finito il tira e molla, dopo 3 anni di questa vita, nel 2003 l’ufficio che ci gestiva per conto di Obiettivo lavoro, dalla sera alla mattina ci fa firmare un contratto con una società “Why Not” che fino a quel giorno non ne avevamo neanche sentito parlare, il contratto era finalmente a tempo Indeterminato, non ci pensammo 2 volte, la cosa voleva dire che non ci sarebbero più state interruzioni lavorative e che da 25 ore avremmo lavorato 36 ore, aumentando di conseguenza la retribuzione, ma nel 2006 l’allora governatore della regione calabria Agazio Loiero, fece entrare senza concorso 100 laureati e gli diede le nostre scrivanie e ci ordinarono di passare a loro le nostre competenze acquisite in anni di lavoro, li formammo noi in tutto, ad alcuni insegnammo addirittura l’uso dei PC, nel 2008 quindi dopo 2 anni che facevamo tirocinio a questi 100 laureati, arrivammo al punto di non servire più, il consiglio regionale non finanziò più la società Why Not la quale ci licenziò, e andammo a finire ad iscriverci all’ufficio per l’impiego, e rimanemmo a 500 € al mese dal 2008 al 2010, a gennaio 2010 ci fecero un contratto a progetto senza ferie, senza malattia, senza tredicesima, senza assicurazione, e ci mandarono nei Centri per le famiglie disagiate, dopo 6 mesi ci mandarono porta a porta a fare una statistica per conto dell’università della calabria, per sapere come vivono le donne in calabria, tutto questo aspettando che si riunisse il consiglio della regione calabria e che pensasse un po a noi, le promesse erano che ci avrebbero impiegato all’Afor della regione calabria, dove hanno si impiegato parte di noi solo un anno fa, ma per noi che non siamo raccomandati giorno 23/12/2010 il consiglio della regione calabria con a capo il governatore Scopelliti non ci ha riconosciuto come figli ma come figliastri, e se ne ha lavato le sue mani dicendo che non può farci niente. Riassumiamo tempo Determinato è stato l’inferno, tempo Indeterminato è stato un tempo di grande speranza, contratto a Progetto è stato un vero e proprio ricatto, perché non volevamo accettarlo, ma ci convocarono all’Assessorato a Lavoro, e guardandoci diritti in faccia ci dissero che se non accettavamo ci avrebbero cancellato dall’elenco dell’ufficio per l’impiego, perché stavamo rifiutando il lavoro. Per qualsiasi chiarimento la mia e-amail: carl.gio@alice.it 03/01/2011leggi www.controlacrisi.org