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Scopo del governo: ignorare i problemi relativi alla tutela della salute dei lavoratori e non disturbare le imprese

Post n°3909 pubblicato il 14 Ottobre 2010 da cile54

Fino a quando esisteranno ancora i Servizi di medicina del lavoro delle ASL?

  

Fino a quando esisteranno ancora i servizi di medicina del lavoro delle ASL? Nonostante il Titolo V° della Costituzione e le frasi di circostanza dei nostri politici, dopo gli infortuni sul lavoro, manca qualsiasi presa di coscienza delle analisi e del lavoro svolto dai servizi delle ASL e il Ministero del Lavoro nella persona del Ministro sta cercando di riportarci indietro a prima della Riforma Sanitaria.

Alcuni dati oggettivi vanno richiamati:

1. Il fenomeno infortunistico è in calo costante dagli anni '90 ad oggi, anche se gli infortuni mortali e con lesioni permanenti sono stabili in questi ultimi anni. Nella mia regione, il Veneto, il fenomeno ha mostrato la diminuzione, nonostante l'aumento degli addetti.

2.I servizi delle Regioni in cui la Sanità è più organizzata, hanno sviluppato una notevole competenza specialistica in materia di antinfortunistica e di medicina ed igiene del lavoro che le Direzioni del Lavoro non hanno mai avuta, esclusa qualche competenza in campo ingegneristico.

3.i raffronti fra gli indici infortunistici fra le diverse regioni possono non essere corretti a causa della nota sottonotifica degli infortuni, presente nelle regioni del sud

Vanno fatte anche alcune altre osservazioni:

1. Bolzano è una delle realtà con l'indice infortunistico più alto. La Riforma Sanitaria non è stata applicata a Bolzano che ha preferito mantenere una sorta di "Ispettorato del lavoro" anche se dipendente dalla Provincia

2. Nelle regioni dove i servizi regionali esercitano un'azione globale di vigilanza, assistenza, di antinfortunistica, di igiene e di attività sanitaria sui lavoratori, i risultati sono i migliori

3.I servizi delle ASL, in alcune Regioni, su spinta dei lavoratori, si sono impegnati nell'attività sanitaria sui ex esposti a cancerogeni. Questa attività è oggi un LEA ed ha portato ad evidenziare patologie di natura professionale che sarebbero state misconosciute e che invece oggi l'INAIL, per lo più riconosce. L'attività congiunta a quella della ricerca attiva dei tumori professionali, in particolare per i mesoteliomi ha evidenziato l'ecatombe provocata dalla passata esposizione ad asbesto, di cui pochi parlano.

Non voglio fare un panegirico dei servizi, ma delle riflessioni basate su fatti ossia su numeri tratti per lo più dai flussi INAIL-ISPESL-Regioni (per chi è interessato il nostro Centro epuidemiologico occupazionale Veneto, ha prodotto dei bellissimi atlanti e lo stesso hanno fatto altre regioni), dai reports dei registri regionali dei mesoteliomi, dalle numerose pubblicazioni, linee guida e buone prassi di alto livello professionale che sino ad ora sono state prodotte dai servizi.

Nonostante tutto ciò vi è il tentativo da parte del Ministero del Lavoro di riprendersi le competenze: di prevenzione?, di vigilanza? o di controllo su servizi centralmente poco gestibili?

Personalmente penso che l'obiettivo sia solo quest'ultimo. Infatti, nonostante gli ampliamenti degli organici fatti negli scorsi anni a carico delle Direzioni del Lavoro, le indicazioni ministeriali sono di fare meno vigilanza sul territorio e più attività burocratico-amministrativa. Mi chiedo anche come sia possibile che gli uffici provinciali del lavoro possano sostituire la competenza medica e tecnica sviluppata in questi anni dai servizi. Di sicurezza del lavoro tmolti parlano, ma il livello di competenza professionale mi sembra basso.

Concludo, togliendomi l'ultimo sasso dalla scarpa: l'ISPESL è stato trasferito all'INAIL, manovra incomprensibile visto che si tratta di un Istituto superiore per la ricerca sulla sicurezza del lavoro, forse era meglio aggregarlo all'ISS, speriamo che almeno possa usufruire del denaro dell'INAIL; si propone di non trasmettere più all'A.G. gli infortuni superiori ai 30 giorni, ma all'INAIL, che li invierà all DPL, per farne cosa?con quali professionalità?

La vigilanza in edilizia, sui grandi rischi, nonchè sulle radiazioni ionizzanti da radioistopi è competenza della DPL. Mi viene la stessa domanda di prima. Pensiamo veramente che la materia sicurezza sul lavoro sia una banalità? Se sì il motivo è solo uno: ignorare i problemi relativi alla tutela della salute dei lavoratori e non disturbare le imprese.

 

Dr.ssa Antonella Zangirolami

SPISAL ULSS 18 Rovigo

09/10/10

zangirolami.antonella@nospam.azisanrovigo.it

da www.diario-prevenzione.it

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Commenti al Post:
Utente non iscritto alla Community di Libero
sconcertato il 18/10/10 alle 10:22 via WEB
Sono molto sorpreso dell'incompetenza e dell'ignoranza di chi ha scritto l'articolo. "I servizi delle Regioni in cui la Sanità è più organizzata, hanno sviluppato una notevole competenza specialistica in materia di antinfortunistica e di medicina ed igiene del lavoro che le Direzioni del Lavoro non hanno mai avuta, esclusa qualche competenza in campo ingegneristico." Ci sono voluti 15 anni prima che le regioni (e non tutte, ripeto, al centro sud la situazione è diversa che al nord Italia) avessero strutture decenti per svolgere i compiti prima fatti dagli Ispettorati. Proprio il campo ingegneristico degli Ispettorati, invece, non è mai stata una competenza degli Ispettorati a parte 2 soli compiti limitatissimi e irrisori. "Bolzano è una delle realtà con l’indice infortunistico più alto. La Riforma Sanitaria non è stata applicata a Bolzano che ha preferito mantenere una sorta di “Ispettorato del lavoro” anche se dipendente dalla Provincia" Proprio perchè è una struttura della provincia, ente locale, Bolzano è diversa dalle strutture degli ispettorati. E ricordo che le province autonome fanno parte del Vostro coordinamento delle regioni e non colloquia con gli uffici Statali. "Nelle regioni dove i servizi regionali esercitano un’azione globale di vigilanza, assistenza, di antinfortunistica, di igiene e di attività sanitaria sui lavoratori, i risultati sono i migliori". Soprattutto dove le ULSS fanno ai datori di lavoro la formazione a pagamento con i propri ispettori, attività extra ufficio retribuita a parte dove l'ULSS si tiene una percentuale. Che poi per fare più compiti si devono usare più persone, perchè ognuno ha le proprie conoscenze e competenze, è giusto ma da ricordare. "si propone di non trasmettere più all’A.G. gli infortuni superiori ai 30 giorni, ma all’INAIL, che li invierà all DPL, per farne cosa?con quali professionalità?" Questa, se è vera, è sicuramente una cavolata. Già tutti pensano che dovevano abrogare le inchieste "pretorili" che non servono a niente, ma i politici...... comunque ricordo che le inchieste penali sugli infortuni, fino al 1990-1992, venivano fatte dagli ispettorati con professionalità e competenza. L'unica verità è che l'intenzione di abbandonare la sicurezza da parte del Ministero ha fatto uscire o riciclare la maggior parte dei suoi ispettori tecnici, poi il Ministero, con pareri contrapposti nel tempo, ha cambiato idea e vorrebbe riprendersi le competenze in materia di sicurezza ma ha tantissimi NUOVI ispettori laureati in giurisprudenza che ovviamente possiedono molto, molto poco di bagaglio tecnico. Vero è che gli ispettori ULSS continuano ad aggiornarsi e formarsi sulle materie di sicurezza ( tho!, è nata anche la laurea in tecnico della prevenzione!!) mentre gli ispettori tecnici rimasti del Ministero devono arrangiarsi (autoformazione a proprie spese, nessun supporto valido centrale, corso per i propri RSPP fatto internamente, con uno degli allievi che a turno faceva il docente..) Invece di criticarsi a vicenda e cercare di rubarsi le competenze, perchè i diregenti di entrambe le fazioni non ragionano un poco con la testa e si mettono d'accordo sulle norme, che oltre ad essere scritte male, vengono interpretate e applicate dalle varie ulss in modo diverso? E perchè ogni 2 anni c'è una proposta per riunire i due organi ispettivi ma poi tutto decade? Comunque sarei proprio curioso di verificare la preparazione tecnica di chi ha scritto l'articolo.
 
 
cile54
cile54 il 20/10/10 alle 08:18 via WEB
Le sue considerazioni, sotto alcuni aspetti, sono ponderate ma restano incofutabili i tentativi governativi per ridurre al lumicino gli organismi di prevenzione e controllo. Comunque, La invito ad inviare le sue critiche alla dottoressa autrice dell'articolo. PS. La prossima volta che interviene sul blog si firmi. grazie
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Paolo -ispettore il 20/10/10 alle 10:20 via WEB
Avrei la tentazione di rispondere in modo "sgarbato" all'autrice che critica la competenza professionale degli ispettori, ma mi trattengo e riporto la risposta del dott.RAFFAELE Giovanni : Gent.ma Dottoressa Zangirolami, ho letto il suo articolo pubblicato da Diario-prevenzione. it e malgrado il suo sfogo (...) che posso umanamente comprendere, ma non professionalmente condividere nei modi e nei toni. Lei non può generalizzare un suo pensiero, forse eccezionalmente, partorito nella sua realtà operativa territoriale . Guardi che in seno al Ministero del Lavoro esistono tantissime professionalità tecniche da far invidia a chiunque, ASL comprese. Certo lei è una laureata in medicina sicuramente è un'ottima professionista in materia di igiene , ma nella materia tecnica vera e propria potrei FORSE potenzialmente nutrire qualche dubbio . Indipendentemente dai campanilismi provinciali, mi creda .... sarebbe meglio unire tutte le forze ( ASP - D.P.L. - ISPESL - ecc. ) in campo costituendo un'unica AGENZIA DELLA SICUREZZA nei luoghi di lavoro valorizzando le tante competenze professionali , ....... allora si ..... che forse ..... conteremmo tutti un po' di più . La prego cambi idea ...... tra noi Ispettori Tecnici del Lavoro ci sono persone per bene e preparate quanto voi , logicamente con il distinguo delle varie realtà territoriali e personali , dove per logica viene fuori l'apporto che ognuno di noi dà per il proprio lavoro . Qui da me a Catanzaro con i colleghi dell'ASP viviamo un rapporto leale , corretto e di reciproco scambio e ne vado fiero . Non so Lei come vive la sua realtà territoriale ..... dallo sfogo letto e sassolini tolti, nutro riserve di giudizio , ma sarebbe corretto e quantomeno giusto sentire cosa pensano ,sulla circostanza , i miei colleghi della D.P.L. di Rovigo . Suvvia non è mia intenzione litigare con lei che , tra l'altro, neanche conosco ma piuttosto rasserenarla e farle capire che tra noi Ispettori Tecnici del Lavoro del M.L.P.S. ci sono tantissime persone seriamente formate e preparate . Spero che questo mio contatto sia di buon auspicio per una conoscenza istituzionale e professionale, se vuole le mando qualche ottima SLIDE che personalmente creo per corsi di formazione, seminari, incontri istituzionali , con i vari Enti , Ordini professionali , CPT, Università , Assiciazioni industriali, AIAS, AiFOS, UNPISI, ecc. ecc. . A comprova le allego l'ultimo invito (locandina) avuto per sabato p.v. , potrà così convincersi che non siamo poi del tutto impreparati o sprovveduti se ci invitano , semmai ORGOGLIOSAMENTE ci sentiamo tecnici veri in grado di disquisire la materia anche in campo giuridico . Le chiedo scusa non è mia intenzione disturbarla oltre e buon lavoro per il futuro , se vuole mi contatti pure , può rilevare la mia mail ..... sarei orgoglioso di inter-scambiare pareri con Lei , ancor di più se in materia tecnico-professionale e non solo in campo medico . Ispettore Tecnico del Lavoro della Direzione del Lavoro di Catanzaro RAFFAELE Giovanni
 
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