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« TERZA SETTIMANA - SCIENZ...TU SEI IL MIGLIOR TERAPE... »

IV SETTIMANA

Post n°15 pubblicato il 03 Giugno 2009 da leggediattrazione

Abbiamo concluso la prima parte dei nostri esercizi di visualizzazione spero con successo.
Allora cominciamo a discutere di cosa è il pensiero, come si propaga, come prende forma. Il pensiero è energia, e per alcuni è energia spirituale, e si genera dalla congiunzione e quindi dalle esperienze che fa la nostra persona e in special modo il nostro cervello. La propagazione del nostro pensiero è di tipo vibrazionale da cui ne discende che se entra in risonanza con l'universo esso porterà alla materializzione dei nostri pensieri. Ne discende che se il pensiero conscio è armonizzato col pensiero subconscio crea una unica vibrazione e questa vibrazione, entrando in risonanza con l'universo, attira e fa materializzare qualunque cosa noi vogliamo. Nell'universo regna l'abbondanza per cui qualsiasi cosa voi chiediate l'universo è in grado di soddisfarla. Allora chiediamo e facciamo si che i nostri desideri risuonino, vibrazionalmente parlando, con l'universo e il pensiero diventerà realtà.

Adesso mettiamoci, come al solito, nella nostra stanza, sulla nostra sedia e cominciamo a rilassarci completamente e lasciamo andare tutte le nostre emozioni, la rabbia, le preoccupazioni la gelosia, l'invidia, la tristezza e i dolori o i dispiaceri di ogni tipo. Non bloccatevi davanti alle prime difficoltà potete tranquillamente lasciare andare tutte queste emozioni ed essere completamente rilassati, ci vuole solo costanza e perseveranza. L'esercizio deve durare dal 15 ai 30 minuti fino a che riuscierete ad essere padroni di voi stessi.

Qualche riflessione sulla SCIENZA DELLA MENTE. Perchè uno decide di intraprendere un percoso similare? La nostra competizione, che in alcuni tipi di  società è esasperata, dove ci porta? Perchè farci venire un infarto, o delle ulcere quando la stessa cosa si può ottenere con minimi sforzi?
Ricordiamoci che una accentuata competizione come succede ai dirigenti di alcune aziende porta solo a una morte precoce sia fisica che psichica e che, nel momento in cui non serviamo più alla azienda, essa ci da il "benservito" magari con un bel premio  ma nulla di più di quanto contrattualmente stabilito. E  magari noi non abbiamo vissuto la nostra vita, abbiamo distrutto la nostra famiglia, non abbiamo partecipato alla educzione dei figli e non ne abbiamo "goduto" della loro presenza e delle emozioni legate ad essa.
Ho avuto dei casi in cui dirigenti di grosse società si sono trovati ad essere vuoti dentro, ad essere soli. Ne è valsa la pena sacrificare i migliori anni, sacrificare qualsiasi cosa ? Non si potevano ottenere i risultati lavorativi lavorando in una maniera completamente diversa? Bisogna essere presente a tutte le riunioni, che per inciso, la maggioranza non servono a niente? Chiediamocelo e vediamo di migliorare le prestazioni nostre nei confronti dell'azienda da cui dipendiamo ed avere più tempo libero. Il buon dirigente non è quello che fa 18 ore di lavoro in azienda sacrificando la sua vita per il lavoro anche se ben retribuito ma sempre di lavoro si tratta. Non sarebbe meglio se oltre ad essere un buon dirigente dirigesse anche la sua vita in maniera da fare si un lavoro di alta responsabilità, di coordinazione e di decisioni, ma anche ad organizzare la propria vita in maniera tale da viverla? In fondo siamo venuti su questa terra per viverla e per godere dei frutti che essa ci dà. Ricordaimocia anche che è giusta avere "il senso del dovere" visto che abbiamo firmato un contratto, ma che abbiamo stipulato un contratto prima di venire al mondo. Magari siamo dei buoni dirigenti, dei buoni impiegati o operai, ma siamo anche di essere degli esseri umani con le proprie emozioni, con la gioia di vivere e di godere ciò che l'universo ci mette a disposizione.
Riflettiamo e miglioriamoci, diventiamo dei buoni dirigenti industriali ma anche dei buoni dirigenti della nostra vita, prendi in mano la tua vita e vivi.

 

 
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