Tana del Leprecano

Con le peggiori intenzioni o Il coatto chic


Lo confesso. Ho ceduto. Entrando nell’edicola centrale della nostra ridente cittadina non ho resistito. Ho visto la celebre copertina, con un motoscafo Riva che mi ricorda le mie scorribande sulla costa azzurra nel ’65. E l’ho comprato. Con le peggiori intenzioni di Alessandro Piperno, il caso letterario dell’anno scorso. Mi ero ripromesso di non leggerlo, il Melissa P. radical chic in salsa ebraica. La saga dei Sonnino, i Buddenbrook giudii de noantri. Dopo aver incassato il biasimo e le risate della Platy ho iniziato la lettura, stimolato dalla scena di ondinismo della prima pagina (se non sapete cos’è l’ondinismo siete ignoranti perché il Krafft-Ebing non lo legge nessuno, ma Cicciolina e la pioggia dorata dovrebbero conoscerle tutti). Insomma, Con le peggiori intenzioni è una saga familiare, incentrata sulla figura del patriarca gaudente e dilapidatore di patrimoni, Bepy Sonnino (si, Bepy con la ipsilon, come nel detto “my, ty, bepy e tony”), con contorno di nevrosi da mitteleuropa in trasferta romana, edipi grandi come la cupola del Pantheon, borghesi trombanti e cornificanti, soldi spesi e soldi guadagnati. La Platy l’ha definito la versione intellettuale delle fiction di canale 5. A me, che notoriamente ho gusti raffinatissimi e un po’ del cazzo, leggere questa storia di ricconi sempre impeccabili e vestiti su misura, con scarpe di cuoio rosso e camicie Brooks Brothers, piace. Forse perché, da buon provinciale, sui ricconi segaioli in genere ci scatarro su e il mio status symbol estetico sono le dolcevita anni settanta comprate al mercato. Ma la questione è un’altra. Io degli scrittori mi fido. Quando citano un sarto e una stoffa, ho bisogno di essere sicuro che esistano sul serio. Se uno scrittore parla, che so, del saggio sul nichilismo di Ortega y Gasset, io credo che questo personaggio con nome da comico di avanspettacolo esista per davvero. Poi però noto dei particolari. Se Piperno parla di camiciai romani, di profumi al bergamotto per uomo e di sigarette John Player Special senza filtro, non sono in grado di verificare l’esattezza del riferimento (le sigarette sì, ma costano troppo). Se cita una determinata vernice per la carrozzeria della Jaguar non tiro su il telefono per sapere se effettivamente esistono Jaguar di quel colore. Ma quando a pagina 121 Piperno mi cita, come esempio di gesto apotropaico, Zio Paperone che conserva gelosamente il primo dollaro guadagnato, allora casca l’asino. Lo sanno tutti che Paperone non conserva il primo dollaro, ma il primo decino. Quindi tutto quello che Piperno dice potrebbe essere una colossale minchiata. Io continuerò a leggere il libro, ma con la certezza che quando scrive di camicie firmate e di loden morbidissimi e whisky torbati, lo fa avvolto in una canottiera bisunta, con ai piedi degli zoccoli di legno da pescatore, un cappellino di paglia in testa, mentre si fuma una Esportazione senza filtro e sorseggia del Cynar, avvolto in una nube di Pino Silvestre. Altro che bergamotto.