Tana del Leprecano

Fumatori, irlandesi e cani


Premetto che questo è un post veramente cattivo. Il Maestro Perboni si limita a ricevere e inoltrare una missiva dell’amico Bill il Macellaio (che alcuni di voi ricorderanno nella sua magistrale interpretazione in Gangs of New York): Esimio Maestro, Le voglio sottoporre una questione per me di estrema gravità. Così stanno le cose: Philip Tobin, il direttore del call center irlandese Dotcom Directories, ha inserito nell’annuncio di lavoro con cui cerca dipendenti la clausola “astenersi fumatori”. Tobin è convinto che fumare sia antisociale, antieconomico «e onestamente anche idiota». Le opinioni di Tobin sono assolutamente legittime. Un po’ meno legittimo stabilire arbitrariamente che chi fuma non ha l’intelligenza per lavorare nella sua azienda. Insomma, mi pare un caso di discriminazione bella e buona. E poi, fatto ancora più grave, il parlamento europeo non ha dato ascolto all’interpellanza avanzata da una parlamentare inglese che ha protestato contro questa clausola, legittimando in tal modo l’idea che considerare i fumatori una categoria di stupidi sia legittimo e non discriminante. Certo, Winston Churchill, noto idiota, parlando con Thomas Mann e Bertolt Brecht, altri fumatori idioti, probabilmente non sarebbe in grado di articolare discorsi del livello degli operatori di call center di mr. Tobin. E lo stesso potrebbe valere, che so, per Groucho Marx e Humphrey Bogart, probabilmente incapaci di usare consapevolmente la propria voce per rispondere al telefono in un call center (attività imprenditoriale rispettabilissima, ovviamente…). Oppure Roland Barthes e Albert Camus o Serge Gainsbourg non avrebbero abbastanza cellule grigie per Mr. Tobin. Certo, per lavorare in un Call Center irlandese occorre non fumare, quindi Albert Einstein dovrebbe trovarsi qualche altro lavoro, che so, magari fare il fisico. Anche John F. Kennedy e James Joyce verrebbero allontanati dal Call Center, nonostante siano irlandesi. Per lavorare da Dotcom Directories allora basta non fumare. È invece fortemente consigliato bere pinte di Guinness e parlare con i folletti (non con gli Hobbit, dato che Tolkien fumava). Comunque, visto che per l’illustre Mr. Tobin la discriminazione è un concetto relativo, andrò in soffitta a tirar fuori il mio vecchio cartello con scritto “Vietato l’ingresso agli irlandesi e ai cani” e lo appenderò fuori della mia bottega dei Five Points. Con nativo rispetto Bill Cutting, detto il Macellaio