La British Library (www.bl.uk) è la biblioteca nazionale britannica, e una delle più grandi biblioteche al mondo. Oltre a ricevere una copia di tutto quello che viene pubblicato nel Regno Unito e in Irlanda, vanta una collezione dai numeri impressionanti: 150 milioni di volume in quasi tutte le lingue conosciute, 3 milioni di nuove acquisizioni ogni anno, 625 km di scaffali, un fondo enorme che comprende manoscritti, mappe e documenti antichi di vario genere (di cui molti preziosissimi), registrazioni che spaziano dalle primissime incisioni ottocentesche ai CD, DVD, minidisc, una collezione di 8 milioni di francobolli, e poi ancora stampe, riviste, materiale di ogni genere proveniente da ogni angolo del pianeta, anche grazie al passato imperiale del paese che la ospita. E poi, la British Library ha un sito fantastico, pieno di informazioni e strumenti, facile da navigare, dove si possono trovare esempi significativi di quello che conserva nei suoi depositi. Oggi, per esempio, è l’anniversario della morte di Elvis Presley e nella sezione magazine dedicati alla cultura pop si trova la prima pagina del Sun del 1977 con l’annuncio del decesso del Re: “King Elvis Dead”. La British Library, però, supera se stessa con un altro sito, collegato a quello principale: Collect Britain (www.collectbritain.co.uk/collections), una raccolta di oltre 90.000 fra immagini e suoni di tutte le epoche e nazionalità. Avendo a disposizione un po’ di tempo e una certa dose di pazienza, è possibile consultare INTEGRALMENTE (quindi non solo vedendone un esempio come nel sito principale della biblioteca) e con tanto di spiegazione per ogni oggetto 1.500 fotografie di epoca vittoriana, oltre 200 registrazioni su dischi di cera che fanno parte di una raccolta etnografica (è possibile ascoltare di tutto, dalla registrazione di un assolo di flauto registrato in Nigeria nel 1909 a quella di una ninna nanna indiana del 1911), una bellissima collezione di “ephemera” - in pratica oggetti non destinati a durare nel tempo - come i biglietti per uno degli spettacoli del famoso illusionista e ventriloquo Evanion (1873) o la pubblicità della ditta B. A. Moore, importatrice di vino e brandy (1870), i disegni originali dell’Inghilterra e del Galles per le famose mappe in scala un pollice per miglio (quindi molto dettagliate) realizzate fra il 1780 e il 1840 in previsione di un’invasione francese dell’isola, e moltissimo altro. Così ben riprodotto e spiegato che ci si potrebbe scrivere sopra un libro o una tesi senza muoversi dalla propria scrivania. Insomma, una vera e propria miniera di informazioni utili e curiose. Poi, per farsi del male e per vedere di cosa siamo capaci in Italia, dove il materiale culturale certo non scarseggia, si può andare a vedere per curiosità il sito dell’omologa italiana, la Biblioteca Nazionale di Firenze (di cui non diamo il sito per rispetto del lettore). Su un tristissimo sfondo bianco, una sfilza di informazioni burocratiche, non c’è un’immagine, nessun archivio on line che non sia il solito e inutile OPAC, zero materiali consultabili o scaricabili. In compenso, è ben in vista l’annuncio delle ferie d’agosto, consultazione e prestito inclusi.
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La British Library (www.bl.uk) è la biblioteca nazionale britannica, e una delle più grandi biblioteche al mondo. Oltre a ricevere una copia di tutto quello che viene pubblicato nel Regno Unito e in Irlanda, vanta una collezione dai numeri impressionanti: 150 milioni di volume in quasi tutte le lingue conosciute, 3 milioni di nuove acquisizioni ogni anno, 625 km di scaffali, un fondo enorme che comprende manoscritti, mappe e documenti antichi di vario genere (di cui molti preziosissimi), registrazioni che spaziano dalle primissime incisioni ottocentesche ai CD, DVD, minidisc, una collezione di 8 milioni di francobolli, e poi ancora stampe, riviste, materiale di ogni genere proveniente da ogni angolo del pianeta, anche grazie al passato imperiale del paese che la ospita. E poi, la British Library ha un sito fantastico, pieno di informazioni e strumenti, facile da navigare, dove si possono trovare esempi significativi di quello che conserva nei suoi depositi. Oggi, per esempio, è l’anniversario della morte di Elvis Presley e nella sezione magazine dedicati alla cultura pop si trova la prima pagina del Sun del 1977 con l’annuncio del decesso del Re: “King Elvis Dead”. La British Library, però, supera se stessa con un altro sito, collegato a quello principale: Collect Britain (www.collectbritain.co.uk/collections), una raccolta di oltre 90.000 fra immagini e suoni di tutte le epoche e nazionalità. Avendo a disposizione un po’ di tempo e una certa dose di pazienza, è possibile consultare INTEGRALMENTE (quindi non solo vedendone un esempio come nel sito principale della biblioteca) e con tanto di spiegazione per ogni oggetto 1.500 fotografie di epoca vittoriana, oltre 200 registrazioni su dischi di cera che fanno parte di una raccolta etnografica (è possibile ascoltare di tutto, dalla registrazione di un assolo di flauto registrato in Nigeria nel 1909 a quella di una ninna nanna indiana del 1911), una bellissima collezione di “ephemera” - in pratica oggetti non destinati a durare nel tempo - come i biglietti per uno degli spettacoli del famoso illusionista e ventriloquo Evanion (1873) o la pubblicità della ditta B. A. Moore, importatrice di vino e brandy (1870), i disegni originali dell’Inghilterra e del Galles per le famose mappe in scala un pollice per miglio (quindi molto dettagliate) realizzate fra il 1780 e il 1840 in previsione di un’invasione francese dell’isola, e moltissimo altro. Così ben riprodotto e spiegato che ci si potrebbe scrivere sopra un libro o una tesi senza muoversi dalla propria scrivania. Insomma, una vera e propria miniera di informazioni utili e curiose. Poi, per farsi del male e per vedere di cosa siamo capaci in Italia, dove il materiale culturale certo non scarseggia, si può andare a vedere per curiosità il sito dell’omologa italiana, la Biblioteca Nazionale di Firenze (di cui non diamo il sito per rispetto del lettore). Su un tristissimo sfondo bianco, una sfilza di informazioni burocratiche, non c’è un’immagine, nessun archivio on line che non sia il solito e inutile OPAC, zero materiali consultabili o scaricabili. In compenso, è ben in vista l’annuncio delle ferie d’agosto, consultazione e prestito inclusi.