La scorsa settimana il trio Leprecano è andato a vedere Cars. Il film della Pixar è, come di consueto, realizzato in maniera ineccepibile. I meravigliosi paesaggi della Route 66 e i dettagliatissimi scenari delle gare sono una cornice perfetta per le auto protagoniste del film. Macchine dalla linea gommosa e scattante, come il protagonista Saetta McQueen, oppure elegante e classica come quella di Doc Hudson. Il film è coloratissimo (per non parlare di vernici metallizzate e cromature) e le scene ambientate negli autodromi, in questo senso, hanno dell'incredibile. La trama è probabilmente l'aspetto un po' più debole del tutto, anche se il film è molto divertente e godibile. E' sicuramente il più americano dei film dello studio di John Lasseter (che di Cars è il regista) e si vede dai primi 30 minuti di film: assolutamente fuori controllo. Un casino cromatico e di suoni impressionate ma che può spiazzare più di uno spettatore nostrano. Inoltre alcuni personaggi ispirati a celebrità americane da noi non vengono neanche riconosciuti (vedi Jay Leno). Comunque quello che mi ha lasciato più perplesso è un retrogusto di già visto che mi ha accompagnato per quasi tutta la visione e di cui ho individuato la causa solo all'uscita dal cinema: la trama del film, con qualche cambiamento, è praticamente la stessa del film Doc Hollywood con Michael J. Fox. A questo punto mi sento autorizzato a mettere in pratica un vecchio progetto (mio e del maestro Perboni). Sfondare come sceneggiatori ad Hollywood e far rivivere digitalmente Bombolo nel remake targato Pixar di "Squadra Antitruffa". PS: Un biglietto per Cars € 7,50. Cominciano a girarmi le balle...
Cars: american deja' vu
La scorsa settimana il trio Leprecano è andato a vedere Cars. Il film della Pixar è, come di consueto, realizzato in maniera ineccepibile. I meravigliosi paesaggi della Route 66 e i dettagliatissimi scenari delle gare sono una cornice perfetta per le auto protagoniste del film. Macchine dalla linea gommosa e scattante, come il protagonista Saetta McQueen, oppure elegante e classica come quella di Doc Hudson. Il film è coloratissimo (per non parlare di vernici metallizzate e cromature) e le scene ambientate negli autodromi, in questo senso, hanno dell'incredibile. La trama è probabilmente l'aspetto un po' più debole del tutto, anche se il film è molto divertente e godibile. E' sicuramente il più americano dei film dello studio di John Lasseter (che di Cars è il regista) e si vede dai primi 30 minuti di film: assolutamente fuori controllo. Un casino cromatico e di suoni impressionate ma che può spiazzare più di uno spettatore nostrano. Inoltre alcuni personaggi ispirati a celebrità americane da noi non vengono neanche riconosciuti (vedi Jay Leno). Comunque quello che mi ha lasciato più perplesso è un retrogusto di già visto che mi ha accompagnato per quasi tutta la visione e di cui ho individuato la causa solo all'uscita dal cinema: la trama del film, con qualche cambiamento, è praticamente la stessa del film Doc Hollywood con Michael J. Fox. A questo punto mi sento autorizzato a mettere in pratica un vecchio progetto (mio e del maestro Perboni). Sfondare come sceneggiatori ad Hollywood e far rivivere digitalmente Bombolo nel remake targato Pixar di "Squadra Antitruffa". PS: Un biglietto per Cars € 7,50. Cominciano a girarmi le balle...