Tana del Leprecano

Il giovane Harry diventa un ometto


A causa dalla precipitosa caduta della temperatura esterna, che induce i pigri come me a sprofondare sotto le coperte e fa emergere un innaturale desiderio di lettura, ed alla beffa ricevuta dalla signora Befana che lo scorso 5 gennaio non mi ha lasciato una cippa nel mio calzino giallo purè, ho dovuto mettere mano al borsello e spendere la bellezza di 20 € (la mia libreria fa lo sconto del 10% su tutti i libri) per comprare l'ultima faticaccia della cara signora Rawlings. Il libro è, perfortuna, quello che i lettori abituali del signor Potter si aspettavano e si merita un bel 7 e 1/2. C'è poco da criticare, la Rawlings ha ormai imparato a tenere alta l'attenzione del lettore per buona parte del libro e la trama che si dipana nei volumi pubblicati fino ad ora funzia come un orologio di Zurigo. L'unica critica che sento in dovere di muovere alla donna più ricca d'Inghilterra è che dovrebbe smetterla una volta per tutte di utilizzare quei leit motiv che contraddistinguono anche nel sesto libro i personaggi del mondo potteriano (gli occhiali a mezzaluna di Silente, i capelli unti di Piton, i battibecchi tra Ron ed Hermione, ecc..), i suoi lettori sono cresciuti e bisognerebbe dare loro un po' di fiducia. Ora aspettiamo e speriamo che l'ultimo capitolo della saga sia una degna conclusione. Pensate che delusione se alla fine, proprio durante lo scontro finale con Voldemort, Harry si sveglia diciottenne nel sottoscala dei Dursley, Ron e Hermione sono i gatti della vicina di casa, i suoi sono veramente morti in un incidente stradale, la magia non esiste e lui lavora come pizzaiolo da Joe's Pizza.