Tana del Leprecano

Il bambino pensionato


Tanti anni fa guardavo alla TV quattro nanetti cretini e cantavo con loro "Veniamo giu' dai montiiii, dai monti del Tiroloooo, cantiamo tutti in coroooo, Loacker che bonta'". Cantavo e mangiavo i Loacker. Poi guardavo le avventure del pistolero più cattivo del west il Golosastro che voleva rubare all'indiano più ciccione della storia, Toro Farcito, le girelle. Io li guardavo, ridevo e mangiavo le girelle. Poi con i miei fratelli un giorno scoprimmo che i barattoli di nutella, sotto il coperchio, conservavano da tempi remoti delle autentiche monete romane e galliche. Come resistere alla tentazione di avere la collezione numismatica di Asterix e quindi mangiavamo la nutella appena nostra madre si girava. Per non parlare delle confezioni di merendine del Mulino Bianco che avevano al loro interno le scatoline con i più bei giocattolini del mondo. Ci giocavi mezz'ora alla mattina, al pomeriggio o erano già rotti o li avevi persi sotto il divano. Come dimenticare infine il padre di tutti gli abbinamenti dolcetto/bambino: l'ovetto Kinder Ferrero. Se ripenso a quel periodo mi vedo come il bambino della copertina di Nevermind dei Nirvana, solo che al posto del dollaro c'è un pezzo di cioccolato. Tra tutti questi "amari" ricordi un'altro ritorna lucido alla mente, il faccione sorridente del bambino del cioccolato Kinder. Le tavolette di cioccolato al latte, i capelli con la riga e i suoi 38 denti, niente giochini, solo il sorriso di un bambino cresciuto sano e forte, probabilmente a forza di mangiare il succitato prodotto. Eppure i tempi sono passati anche per lui. Con angoscia pochi mesi fa ho letto questa notizia su un giornale: "Il bambino Kinder pensionato. Ha sorriso ai bambini italiani e di mezzo mondo negli ultimi 37 anni. Adesso Günter Euringer non sorride più. Il bambino del Kinder Cioccolato, le classicissime barrette al latte della Ferrero, è cambiato: l'azienda di Alba ha ridisegnato la confezione e ha cambiato il volto. Addio al caschetto anni Settanta (anzi prima: la foto è del 1968), addio a quella camicina a righe bianco-rosse un po' fanè, addio agli occhioni blu, addio al faccino pulito da cocco di mamma: adesso c'è un ragazzino di Bologna dal viso pienotto, la polo arancione e il sorriso un po' da castoro". Spero con tutto il cuore che al bambino di Bologna tutto quel cioccolato faccia venire il cagotto.