Tana del Leprecano

Un libro per bimbi grandi


Uno dei capolavori della letteratura italiana del '900 è un libricino di circa 200 pagine, pubblicato per la prima volta nel 1973 dall'Einaudi, scritto da Gianni Rodari e intitolato "Novelle fatte a macchina". In realtà i racconti contenuti nel libro erano già apparsi su Paese Sera nel biennio precedente. Posso affermare con assoluta certezza di aver imparato a leggere con Topolino e con le Novelle di Rodari. Rodari ha dato dignità alle storie dei bambini (non per bambini) utilizzando quell'irrealtà che i piccoli stessi usano a piene mani mentre giocano, disegnano e raccontano. Nella "Grammatica della Fantasia" Rodari non insegna alle maestre quali storie raccontare ai bambini, insegna come aiutare gli alunni a crearle da soli le loro storie. Il coccodrillo che partecipa a Rischiatutto, Marco e Mirco e i loro martelli volanti, Mister Kappa e la mitica partita Barbarano contro Inghilprussia. Non so neanche io quante volte ho letto quelle storie da ragazzo, so solo che, qualche anno fa, ho ritrovato il libro in uno scatolone, senza copertina e con la costa in avanzato stato di decomposizione. Sono andato così in libreria con l'idea di comprare una nuova edizione e me ne sono tornato a casa con una al cui interno vi erano anche delle belle illustrazioni di Altan. Rileggendo però mi sono accorto che erano state tolte alcune novelle. La motivazione ufficiale era che quelle novelle non erano state incluse "per i numerosi riferimenti, oggi difficilmente comprensibili, a personaggi e situazioni di quegli anni". Sono tornato immediatamente in negozio e, anche se con un po' di peripezie, sono riuscito a cambiare quell'edizione monca con una originale completa.Però che tristezza! E' stato come se avessero tolto una decina di racconti ai 49 di Hemingway perchè parlavano di un'America che non c'è più. Del resto non c'è da meravigliarsi di questo trattamento postumo. Qualche settimana fa mi è toccato leggere su alcuni giornali giudizi critici su Rodari a causa della sua militanza politica. L'unico italiano a vincere il premio Andersen giudicato per una tessera di partito da 4 gatti che nella vita non hanno fatto altro che leccare il culo. Incredibile... ma neanche tanto, in fondo sono cose da grandi.