Meno male che ci ha pensato Duffo a ricordarmi la fatidica giornata di oggi. Che giorno è? Il 13 Marzo. Il giorno in cui nel 1929 la crudeltà arrivò sulla terra. Più precisamente a San Paolo, in Brasile. Forse avete del Brasile la classica immagine stereotipata a base di sole, spiagge da sogno, ragazze in tanga e carnevale. O magari quella più romantica fatta di saudade e bossanova. Ma il Brasile è anche altro. Abomini d’ogni genere. Cliniche per Trans (come quella in cui Lino Banfi-Oronzo Canà rischia di perdere la virilità in L’allenatore nel pallone). Piranha amazzonici che spolpano vivo un tapiro in 30 secondi. La Democrazia corinziana, il primo, folle tentativo di portare il marxismo nel calcio (a opera del dottor Socrates, ve lo ricordate?). Ma il lato oscuro del Brasile è soprattutto Lui. Zé de Caixão. Zé è il terribile becchino demoniaco (il nome in italiano suona come Giuseppe Cassa da morto), protagonista di innumerevoli film che dall’horror puro scivolano sempre più verso la sexploitation e il grand guignol. Zé de Caixão in Brasile è una leggenda. Il suo creatore, il barbuto e spiritato José Mojica Marins si identifica totalmente con il suo crudele alter ego, al punto che lui e Zé sono ormai la stessa cosa. Perciò oggi si festeggia il genetliaco di entrambi. Unghioni lunghissimi e attorcigliati, barbetta mefistofelica, un cappellaccio a cilindro calcato in testa, nelle sue prime, leggendarie avventure (il suo debutto è del 1963 con il delirante A meianoite levarei sua alma) Zé non è altro che un becchino di paese provvisto di un tasso di crudeltà e misantropia sopra la media. Il suo progetto è tanto semplice quanto demenziale: trovare la donna che, volente o nolente, sia degna di dargli un figlio. Autentico manifesto della lotta alla crescita zero, Zé è un sadico misantropo ossessionato dall’idea di riproduzione, anche se nel suo progetto in fondo in fondo si può vedere una specie di rovesciamento in chiave maschile di Rosemary’s Baby di Polanski: dare vita a un bimbo ipercrudele, perfetto distillato della perfidia paterna. Solo che Zé - che pure nelle sue avventure per arrivare allo scopo è pronto ad ogni genere di nefandezza (ama soprattutto ricorrere a ragni giganti, serpenti costrittori e pozioni soggioganti che riducono prosperose e svestite fanciulle alla sua mercè) - è caratterizzato da una buona dose di sfiga e le cose gli vanno sempre a finire male (e spesso è il demonio in persona a far bottino della sua anima disgraziata). Insomma, se vi imbattete in titoli come A mezzanotte prenderò la tua anima o Questa notte mi incarnerò nel tuo cadavere, non cambiate canale. State per fare un perverso incontro che cambierà la vostra vita. E la vostra morte. Buon compleanno Zé de Caixão.
Compleanni dimenticati 5. Zé de Caixão
Meno male che ci ha pensato Duffo a ricordarmi la fatidica giornata di oggi. Che giorno è? Il 13 Marzo. Il giorno in cui nel 1929 la crudeltà arrivò sulla terra. Più precisamente a San Paolo, in Brasile. Forse avete del Brasile la classica immagine stereotipata a base di sole, spiagge da sogno, ragazze in tanga e carnevale. O magari quella più romantica fatta di saudade e bossanova. Ma il Brasile è anche altro. Abomini d’ogni genere. Cliniche per Trans (come quella in cui Lino Banfi-Oronzo Canà rischia di perdere la virilità in L’allenatore nel pallone). Piranha amazzonici che spolpano vivo un tapiro in 30 secondi. La Democrazia corinziana, il primo, folle tentativo di portare il marxismo nel calcio (a opera del dottor Socrates, ve lo ricordate?). Ma il lato oscuro del Brasile è soprattutto Lui. Zé de Caixão. Zé è il terribile becchino demoniaco (il nome in italiano suona come Giuseppe Cassa da morto), protagonista di innumerevoli film che dall’horror puro scivolano sempre più verso la sexploitation e il grand guignol. Zé de Caixão in Brasile è una leggenda. Il suo creatore, il barbuto e spiritato José Mojica Marins si identifica totalmente con il suo crudele alter ego, al punto che lui e Zé sono ormai la stessa cosa. Perciò oggi si festeggia il genetliaco di entrambi. Unghioni lunghissimi e attorcigliati, barbetta mefistofelica, un cappellaccio a cilindro calcato in testa, nelle sue prime, leggendarie avventure (il suo debutto è del 1963 con il delirante A meianoite levarei sua alma) Zé non è altro che un becchino di paese provvisto di un tasso di crudeltà e misantropia sopra la media. Il suo progetto è tanto semplice quanto demenziale: trovare la donna che, volente o nolente, sia degna di dargli un figlio. Autentico manifesto della lotta alla crescita zero, Zé è un sadico misantropo ossessionato dall’idea di riproduzione, anche se nel suo progetto in fondo in fondo si può vedere una specie di rovesciamento in chiave maschile di Rosemary’s Baby di Polanski: dare vita a un bimbo ipercrudele, perfetto distillato della perfidia paterna. Solo che Zé - che pure nelle sue avventure per arrivare allo scopo è pronto ad ogni genere di nefandezza (ama soprattutto ricorrere a ragni giganti, serpenti costrittori e pozioni soggioganti che riducono prosperose e svestite fanciulle alla sua mercè) - è caratterizzato da una buona dose di sfiga e le cose gli vanno sempre a finire male (e spesso è il demonio in persona a far bottino della sua anima disgraziata). Insomma, se vi imbattete in titoli come A mezzanotte prenderò la tua anima o Questa notte mi incarnerò nel tuo cadavere, non cambiate canale. State per fare un perverso incontro che cambierà la vostra vita. E la vostra morte. Buon compleanno Zé de Caixão.