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PASSAGGIO IN INDIA (seconda parte)

Post n°765 pubblicato il 07 Febbraio 2015 da marziabel




Amici/che carissimi con la seconda parte, riprendo il mio viaggio in India a Bangalore da Sai Baba nell' anno 1978, vi parlo di 37 anni fa non di oggi per farvi capire che le cose erano ben diverse. La mia permanenza a Bangalore dura circa 15 giorni, già in quel tempo c'era tantissima gente anche
se era un paese molto povero, e la gente arrivava a piedi da tutta l'India. Nella tenda dove eravamo noi in 7, a sei km e prima di raggiungere il luogo sacro dove dimorava Sathia Sai Baba ci volevano ancora almeno tre giorni di cammino a piedi sotto il sole rovente, anche perchè la notte non esisteva perchè comunque faceva più caldo che di giorno, ma noi avevamo acqua e frutta a volontà il resto non ci serviva, era la cosa principale. La mattina seguente ci alzammo prestissimo, ci vestimmo comodi e leggeri, zaino sulle spalle e partimmo per il nostro viaggio, già usciti sul sentiero principale c'era la coda, un miscuglio di gente che si dirigeva al tempio, e noi che pensavamo di essere i primi, ci inserimmo in coda,dopo circa tre ore ci fermammo per una piccola sosta, faceva un caldo da morire, un sorsetto d'acqua per bagnarci la bocca e ripartimmo nella mischia fino alle 4 del pomeriggio quando le guardie ci fecero fermare e ci diedero nuovamente le tende per sistemarci la notte, noi che eravamo in sette ci lasciarono insieme, dove chiacchierammo tutta la notte, avevamo messo quattro materassi sotto uno vicino all'atro e tre sopra e ci eravamo sdraiati vicino per tenerci caldo, perchè la notte fa freddo, io ero l'unica ad avere freddo, ma avevo anche la copertina, che ci copriva tutti.La mattina Enzo che si è alzato per primo ha provveduto per la colazione e ce l'ha portata abbiamo mangiato, ci siamo preparati e siamo partiti. C'eravamo proposti di fare il viaggio in un solo giorno ed Enzo aveva preso delle barrette da succhiare che non facevano venire sete, tre al giorno a testa e cosi ci bastarono, camminammo senza fermarci ci siamo messi il telo arancio addosso per ripararci sia dal sole che dal caldo ed ha funzionato. Alle 4 pomeridiane siamo arrivati alla piazza del tempio, ci siamo cercati un posto davanti in modo che la mattina quando usciva Sai Baba ci passasse vicino. Abbiamo passato la notte all'aperto sotto la luna, la piazza era strapiena quasi tutti in piedi. Aspettammo impazienti l'uscita del maestro, non l'avevo mai visto prima ma era come se fosse dentro me, alle ore 9 in punto usci cominciò a girare in mezzo alle persone ammucchiate che erano li sul piazzale seguito da 4 ragazzi 2 più grandi e 2 più piccoli che portavano un libro aperto cosi mi era sembrato, passando tra le persone ogni tanto si fermava vicino a qualche persona e faceva dei segni sulla fronte e poi dava loro qualcosa in mano,oppure chiamava qualcuno a se e lo toccava da testa a piedi e poi faceva sciogliere qualcosa nelle mani. Quando è arrivato vicino a me,mi ha chiamata, ha fatto il segno della croce sulla fronte e mi ha chiesto la mano sinistra e dentro ha sciolto cenere dicendo che quello era il male che mi avrebbe afflitto (preciso che stavo ancora bene) poi ha passato la mano sulla schiena e sulla pancia e  mi lasciò scivolare nella mano tanta cenere dicendomi che quello sarebbe stato il male che mi avrebbe fatto tanto soffrire, mi disse ancora che dopo la cerimonia mi aspettava nel"Asram" anche con i miei amici. Verso le 6 pomeridiane andammo mi diede un libro con la mia storia quello che secondo lui avrei dovuto fare, ma non ho fatto perchè ero sposata ed avevo una bimba piccola, non me la sentivo di mollare tutto.Il piccolo Asram di Whitfield vicino a Bangalore era intriso di una strana e dolce energia che io percepivo in ogni mia cellula,mi penetrava ovunque e darshan, quando fluttuando senza quasi toccare il pavimento del tempio, venne verso di me e mi fissò a lungo in silenzio....fu come guardare nell'infinito, nella beatitudine fatta uomo.Conoscevo quello sguardo, da tante vite i nomi diversi Krishna, Gesù...ma lui...l'essenza del SE era sempre la stessa, eterna, compassionevole, amore infinito. Camminavo come in un sogno, diventato rumoroso e caotico, foto delle divinità indù ovunque, disegni di Krishna il Dio delle Gopi, pastorelle devote del Dio del flauto incantato del colore blu nuvola. Statuine di ogni forma e materiali  e soprattutto gli odori dell'India penetranti inconfondibili che ti accompagnavano anche quando siamo rientrati in Italia disfando la valigia colpivano le mie narici provocandomi nostalgia. Ricordo di quel mio primo indescrivibile incontro con l'Avatar, è un braccialetto che ho ancora e l'ho comprato la sera prima di partire su una bancarella per poche rupie,una sera sognai Baba che mi benedisse il bracciale ,ma è un sogno vero, in argento con 7 ametiste incastonate dentro.Al risveglio di fronte al mio stupore e ai miei amici vedemmo che in ogni ametista compariva la figura di Baba e in ogni pietra lui era in posizioni diverse e a volte cambiava secondo i giorni e le situazioni. Per me fu un vero miracolo vivente uno degli innumerevoli LILA che vidi e ricevetti, ma il vero dono fu un altro..un Amore che non mi ha più lasciata neppure nei momenti più bui e difficili che tutti noi incontriamo lungo il cammino verso la realizzazione del Se. Questo fu il mio primo incontro a livello fisico del mio Amato Maestro. Ma ogni mia parola è talmente inadeguata ad esprimere la sacralità e bellezza di ciò che ho vissuto e continuo a vivere ...questo lo vissuto per tassissimi anni, ora ho intenzione di riprendere questo viaggio che mi ha aiutato pareccchio.



Contenta di farvi vivere almeno in parte quello che che ho vissuto io, ed essere fiera di questa mia bellissima esperienza.
 Grazia

 

 
 
 
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