Boutade

K.


Un'altra cosa che mi hai insegnato: quando si vuole costruire, bisogna anche avere il coraggio di distruggere. Di spianare completamente il terreno. Lo cantavano anche gli U2: the hands that build could also pull down. The hands of love. Ho sognato questa notte di essere al ristorante con tua madre. Viene portato in tavola un vassoio con tre piccole aragoste. Una perfettamente pulita e pronta da mangiare, le altre due chiuse nella loro corazza. Io prendo una di queste due e tua madre mi sgrida, mi dice di prendere quella pulita. Io allungo di nuovo il braccio, lascio la mia e prendo l'altra corazzata. E mentre tua madre mi sta nuovamente sgridando, arriva una ragazza e si mette a mangiare quella già pulita. Resta in piedi, non si siede con noi al tavolo, solo che s'ingozza voracemente con quella carne polposa e pronta da mangiare, mentre io mi giro tra le mani quella piccola e solida armatura. Ed ecco che all'improvviso senza fare nessuna fatica, riesco ad aprirla e vedo dentro la stessa carne polposa e pronta per essere gustata.A quel punto mi sveglio. Ho dormito quattro ore anche questa notte. Ma il mio inconscio si sente molto sereno e riposato.La conferma di tutto quello che ti ho detto ieri sera è che anche adesso, in questa tabula rasa, in questo vuoto in cui mi manca il respiro (e non è una metafora) io ti sento forte e presente, sento che stai costruendo. Ora più che mai:perchè salvandomi non ti perdaperchè trovandoti non mi sazi.