Boutade

Post N° 31


Il mio lettore mp3 fa dell'ironiaEsco dal lavoro. Mi sento bene. Nei limiti. Giornata tranquilla, ho la congiuntivite, fa caldo, il sole è bello, Milano fa schifo come sempre. Anche facendo le debite proporzioni, è più prosa che poesia. Mi caccio gli auricolari nelle orecchie e imposto il lettore mp3 sull'opzione casuale. Affido al caso la mia necessità di fuga. La partenza è gloriosa: I will survive, Gloria Gaynor. Wow, ho l'impressione che tutti stiano camminando a tempo di musica e che stia per partire una coreografia in Piazza Bottini su e giù dai tram fermi al capolinea, mi sento i capelli cotonati e controllo se nel frattempo non mi sono cresciute le disco-zeppe. Gloria se ne va e arrivano i Pink Floyd. Learning to fly. Ho uno struggente senso di malinconia e di impotenza. Non ho il coraggio di guardarmi intorno perchè mi sembra che tutto sia sbagliato. Che non dovrei essere qui. Che non dovrei essere ora. Mi sembra che tutto sia così lontano dalla mia voglia di vivere. Negazione. Inquietudine. Poi arriva l'accordo crudele: quando nel silenzio della pausa fra una canzone e l'altra arriva quell'accordo, è sempre improvviso, inaspettato, violento. Pleasant street, Tim Buckley. Bang. A volte non resisto e cerco la rotellina del fast forward. A volte resisto e mi dico ecco, lo vedi, ricordatelo quanto sei stronza. I can't hesitate, and I can't wait for Pleasant Street...A quel punto sono annientata, appoggio la testa al vetro dell'autobus. E il mio lettore si rende conto di avere esagerato, è colpito dalla mia arrendevolezza e vulnerabilità. Così decide di smettere di infierire. Subito dopo attacca con Gigi la trottola.Lo ammetto: quella che sorrideva a sè stessa, oggi, sull'autobus, ero io.