Ho sposato Maia il primo giorno d'invernoper dimostrarle che il secco non fa marcire la terra.Lei vestiva di verde, io immolavo il mio corpo nudoe questi sono i soli ricordi che io ho del nostro amore.Ho abbandonato Maia il primo giorno d'aprileper dimostrarle che la luce può far seccare la terrae solo i pesci lo sanno, dove finisce la terra.Io cominciai a camminare, volevo misurare il sale.I diamanti e gli smeraldi che le avevo portato in donostavano impolverati tra i suoi ricordi, e le iridi tremantiche le avevo riempito di luce e colori, si spegnevanodietro a un velo. Maia oh Maia, mistica bambina,nemmeno una volta t'avrei baciata se t'avessi sospettata bugiarda, debole, ignara, feroce.Le bellezze che fremono sotto la terra hanno lo spaventoper madre, la forza per padre, e premono e scintillano un anno dopo l'altro, fino a svelare l'inganno.Maia oh Maia, sorridente maestra, alza le tue ditasul mio capo, benedicimi, insegnami, non recidere il filo che ci lega gli occhicosì non mi perderò, così non ti perderò.Ho ingravidato Maia l'ottavo giorno di giugnoe ora mi poso soddisfatta una mano sul ventree sorrido - penso ai maestrie sorrido - penso ai paraventie sorrido - penso ai destinie sorrido - penso agli alveoli, ai ventricolie so che in quelle concavità sole nascono le rivoluzioni. A Maia. A Paolo, che mi ha rimessa in contatto con la bambina che amo. A chi non ha paura di cambiare. All'assenza. E a me.
Post N° 121
Ho sposato Maia il primo giorno d'invernoper dimostrarle che il secco non fa marcire la terra.Lei vestiva di verde, io immolavo il mio corpo nudoe questi sono i soli ricordi che io ho del nostro amore.Ho abbandonato Maia il primo giorno d'aprileper dimostrarle che la luce può far seccare la terrae solo i pesci lo sanno, dove finisce la terra.Io cominciai a camminare, volevo misurare il sale.I diamanti e gli smeraldi che le avevo portato in donostavano impolverati tra i suoi ricordi, e le iridi tremantiche le avevo riempito di luce e colori, si spegnevanodietro a un velo. Maia oh Maia, mistica bambina,nemmeno una volta t'avrei baciata se t'avessi sospettata bugiarda, debole, ignara, feroce.Le bellezze che fremono sotto la terra hanno lo spaventoper madre, la forza per padre, e premono e scintillano un anno dopo l'altro, fino a svelare l'inganno.Maia oh Maia, sorridente maestra, alza le tue ditasul mio capo, benedicimi, insegnami, non recidere il filo che ci lega gli occhicosì non mi perderò, così non ti perderò.Ho ingravidato Maia l'ottavo giorno di giugnoe ora mi poso soddisfatta una mano sul ventree sorrido - penso ai maestrie sorrido - penso ai paraventie sorrido - penso ai destinie sorrido - penso agli alveoli, ai ventricolie so che in quelle concavità sole nascono le rivoluzioni. A Maia. A Paolo, che mi ha rimessa in contatto con la bambina che amo. A chi non ha paura di cambiare. All'assenza. E a me.