E' un pezzo che sto qua dentro. Non tanto, non mi considero una veterana. Ma abbastanza per essere riuscita ad arrivare alla nausea della community e a un ridimensionamento delle mie abitudini, dopo un iniziale trasporto forse eccessivamente caricato di emotività ed entusiasmo.A questo punto mi rendo conto con tranquillità che mi piace avere un blog, mi piace scriverci, leggere, avere una serata o un pomeriggio da dedicare al bazzicamento, aver stabilito dei contatti umani al di là dei post, con dei messaggi, delle e-mail, delle telefonate.Bello ed emozionante anche incontrarsi. Sorprendersi di fronte alle differenze, scoprire i sentieri conosciuti sulla sconosciuta fisicità delle persone senza monitor davanti. Naturale che con i blogger si finisca spesso a parlare di blogger, è come quando si incontrano i vecchi compagni di scuola e si ha quell'ansia da rimpatriata sul tipo "e quello l'hai visto? e quello che fine ha fatto?".Buffo anche scoprire quanti legami e quante ragnatele siano intessute tra queste pagine virtuali, di cui nemmeno si sospetta l'esistenza. Capita che scopri fidanzati o sposati due blogger che nemmeno avevi notato si frequentassero. Capita persino (mi è successo, giuro!) che la coinquilina di qualcuno che hai appena conosciuto (non come blogger, conosciuto nel "mondo reale"!) si scopre essere una blogger di Libero della quale magari avevi anche una profonda ammirazione. E alla fine ci passi una serata a ballarci le pizziche e a un certo punto lei ubriaca ti prende la faccia fra le mani e ti dice "te mi piaci" e non ci credi che possa essere davvero lei.Tutte le persone che fino ad ora ho incontrato mi hanno piacevolmente segnata. E' stato bello trasportare nella realtà quella sintonia virtuale. Tutte persone, queste, come me, che non usano la virtualità per crearsi identità possibili. Persone vere, vive. Chi pensa che le comunità virtuali siano piene di individui frustrati che non hanno una vita al di fuori della virtualità, sbaglia. Certo, non metto in dubbio che ci siano persone così. Anzi, uno lo conosco, così. O meglio, ho smesso di conoscerlo da quando è diventato così. Da quando si è letteralmente chiuso in casa e non vive d'altro. Ma fortunatamente non sono tutti come lui. Fortunatamente c'è chi sa usare le potenzialità di internet per arricchire la propria vita, non per impoverirla.Così sono io, così è chi ho incontrato attraverso queste pagine. Persone di cui non voglio fare nomi, per pudore e per riservatezza, ma alle quali voglio esprimere tutta la mia gratitudine, l'affetto, la gioia per questi legami che si sono stabiliti. Che come tutti i legami possono avere momenti di inquietudine e persino possono ferire. Ma come tutti i legami, con le giuste cure e le giuste attenzioni, possono sempre fiorire. Detto questo: che cazzo di fine ha fatto J. A. Prufrock????E ancora: non ho mica finito: ci sono almeno quattro o cinque persone che ho una gran voglia di incontrare. E ce ne saranno altre, lo so.E ancora: c'era una bimba superba e timida che mi faceva impazzire coi suoi messaggi folli... se non hai smesso di leggermi, palesati, mi manchi da morire...
life on blog
E' un pezzo che sto qua dentro. Non tanto, non mi considero una veterana. Ma abbastanza per essere riuscita ad arrivare alla nausea della community e a un ridimensionamento delle mie abitudini, dopo un iniziale trasporto forse eccessivamente caricato di emotività ed entusiasmo.A questo punto mi rendo conto con tranquillità che mi piace avere un blog, mi piace scriverci, leggere, avere una serata o un pomeriggio da dedicare al bazzicamento, aver stabilito dei contatti umani al di là dei post, con dei messaggi, delle e-mail, delle telefonate.Bello ed emozionante anche incontrarsi. Sorprendersi di fronte alle differenze, scoprire i sentieri conosciuti sulla sconosciuta fisicità delle persone senza monitor davanti. Naturale che con i blogger si finisca spesso a parlare di blogger, è come quando si incontrano i vecchi compagni di scuola e si ha quell'ansia da rimpatriata sul tipo "e quello l'hai visto? e quello che fine ha fatto?".Buffo anche scoprire quanti legami e quante ragnatele siano intessute tra queste pagine virtuali, di cui nemmeno si sospetta l'esistenza. Capita che scopri fidanzati o sposati due blogger che nemmeno avevi notato si frequentassero. Capita persino (mi è successo, giuro!) che la coinquilina di qualcuno che hai appena conosciuto (non come blogger, conosciuto nel "mondo reale"!) si scopre essere una blogger di Libero della quale magari avevi anche una profonda ammirazione. E alla fine ci passi una serata a ballarci le pizziche e a un certo punto lei ubriaca ti prende la faccia fra le mani e ti dice "te mi piaci" e non ci credi che possa essere davvero lei.Tutte le persone che fino ad ora ho incontrato mi hanno piacevolmente segnata. E' stato bello trasportare nella realtà quella sintonia virtuale. Tutte persone, queste, come me, che non usano la virtualità per crearsi identità possibili. Persone vere, vive. Chi pensa che le comunità virtuali siano piene di individui frustrati che non hanno una vita al di fuori della virtualità, sbaglia. Certo, non metto in dubbio che ci siano persone così. Anzi, uno lo conosco, così. O meglio, ho smesso di conoscerlo da quando è diventato così. Da quando si è letteralmente chiuso in casa e non vive d'altro. Ma fortunatamente non sono tutti come lui. Fortunatamente c'è chi sa usare le potenzialità di internet per arricchire la propria vita, non per impoverirla.Così sono io, così è chi ho incontrato attraverso queste pagine. Persone di cui non voglio fare nomi, per pudore e per riservatezza, ma alle quali voglio esprimere tutta la mia gratitudine, l'affetto, la gioia per questi legami che si sono stabiliti. Che come tutti i legami possono avere momenti di inquietudine e persino possono ferire. Ma come tutti i legami, con le giuste cure e le giuste attenzioni, possono sempre fiorire. Detto questo: che cazzo di fine ha fatto J. A. Prufrock????E ancora: non ho mica finito: ci sono almeno quattro o cinque persone che ho una gran voglia di incontrare. E ce ne saranno altre, lo so.E ancora: c'era una bimba superba e timida che mi faceva impazzire coi suoi messaggi folli... se non hai smesso di leggermi, palesati, mi manchi da morire...