Boutade

piccola waitress cresce


Tempi minimi. Tempi sprecati. Contrattempi. Tempi inversi. Tempistiche.Tempi narrativi. Tempi cerniera.Tempi effimeri.Tempo al tempo.
Foto: U.F.O.Ho avuto un'idea. Un'idea molto ingenua. Volevo fare un video. "Fare un video" non significa un cazzo. Ma la fortuna aiuta gli audaci: e la fortuna mi ha messo davanti due persone splendide. Due professionisti, che oltre alla professionalità, possedevano la qualità più utile in assoluto per un artista: l'umiltà. Hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco con la mia ingenuità, e mi hanno insegnato tantissimo. Perchè un video? Non lo so, c'è tanta gente che lo fa per professione, non serviva mica l'ultima arrivata che si fa venire i grilli in testa e dice ora faccio un video. Non lo so, non mi ha mai attratto l'idea dei mezzi tecnici, io sono una che ama le cose semplici, immediate, epidermiche. Non lo so, a fare troppe cose si rischia di non farne nessuna bene, l'ho sempre detto io. Insomma, è successo, è successo che enjamber mi ha consigliato la lettura di Elogio dell'infanzia di Peter Handke, è successo che è la stessa poesia di cui si sentono dei versi ne Il cielo sopra Berlino, e la cosa mi ha evocato delle immagini fortissime, è successo che in quei giorni ho visto uno spettacolo meraviglioso che utilizzava come scenografia alcuni video, è successo che mi è scattata la voglia di provare. Ma ammetto che ora, dopo averlo fatto davvero, mi rendo conto che se questi due professionisti non mi avessero supportata, non avrei combinato un cazzo. Lode ai tecnici, dunque, ai videomaker, ai fonici, a chi tiene i faretti delle luci, ai montatori, a tutta la post-produzione, che ora finalmente anch'io so cos'è.Mi si è aperto un mondo. Tempo futuro indicativo.Il video, Song of a child, verrà proiettato venerdì 23 per l'ultima serata della rassegna Waitress.