Morte

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   Quanto sia vana ogni speranza nostra,       quanto fallace ciaschedun disegno,        quanto sia il mondo d'ignoranza pregno,        la maestra del tutto, Morte, il mostra.    Altri si vive in canti e in balli e in giostra,       altri a cosa gentil muove lo ingegno,       altri il mondo ha, e le sue cose, a sdegno,       altri quel che drento ha, fuor non dimostra.       Vane cure e pensier, diverse sorte   per la diversità che dà Natura,       si vede ciascun tempo al mondo errante.       Ogni cosa è fugace e poco dura,       tanto Fortuna al mondo è mal costante;       sola sta ferma e sempre dura Morte.       [da Scritti scelti, Utet, 1955]