Irrefrenabile, perfettissima mia calmadai fiori ai ponti delle navicorse da un sospiro leggerissimo che chiamia dire nel mattino, dell'Essere la calma;Sussurra pianissimo alle acque,pensiero d'improvviso alleggeritod'ogni suo peso, male d'infinitoreciso lì, nell'alveo dove nacque;Così dall'aria morta degli ufficii sonori lamenti di cittàsi affacciano agli sguardi del "chissà?"tra pavimenti grigi e il blu delle vernici;L'avvicendarsi sulle sedie tutte unitedi nuova, vecchia o giovane speranzale piccole certezze di numeri di stanzapieni respiri e pace, dell'anime ferite;Ora sembra alle palpebre del cuoreaffacciarsi quella lacrima distantedi chi, fa di due gocce un solo istante,tocca la corda del violino e muore. Nicola Fleming
Invernale
Irrefrenabile, perfettissima mia calmadai fiori ai ponti delle navicorse da un sospiro leggerissimo che chiamia dire nel mattino, dell'Essere la calma;Sussurra pianissimo alle acque,pensiero d'improvviso alleggeritod'ogni suo peso, male d'infinitoreciso lì, nell'alveo dove nacque;Così dall'aria morta degli ufficii sonori lamenti di cittàsi affacciano agli sguardi del "chissà?"tra pavimenti grigi e il blu delle vernici;L'avvicendarsi sulle sedie tutte unitedi nuova, vecchia o giovane speranzale piccole certezze di numeri di stanzapieni respiri e pace, dell'anime ferite;Ora sembra alle palpebre del cuoreaffacciarsi quella lacrima distantedi chi, fa di due gocce un solo istante,tocca la corda del violino e muore. Nicola Fleming