La farmacia d'epoca

Pastilles Bala


Bien, dopo un mese, riprendo a scrivere sul blog.In teoria dovrei essere rilassata e piena di energia, ma dopo un agosto passato un po’ in giro pour la France, un po’ a studiare per l’università, e un po’ a raccogliere il materiale per il libro della Farmacia d’Epoca, mi viene solo voglia di raschiare il fondo del flacone del tonico alla stricnina e vedere se era così efficace come dicevano.Come potrete intendere ho già scelto alcuni degli argomenti per i capitoli “storici” del libro. Dato il successo dei post “Come si curavano nel passato”, ho deciso di inserirne qualcuno nell’opera; così, solo per farvi venire l’acquolina in bocca, vi faccio qualche anticipazione: oltre alla tubercolosi, al colera, alla stanchezza intellettuale, e all’isteria (che sono state rivedute e corrette con l’aggiunta delle foto dei farmaci che potrebbero averci prescritto all’epoca), ho deciso di inserire il tifo e Mary Mallon, la sifilide, il rachitismo, la gotta, il diabete, la malaria e Camillo Golgi, e le cure per la sterilità, insieme a una vagonata di pubblicità curiose.Inutile dire che se avete particolari richieste, o suggerimenti, fatevi avanti!Manca ancora tutta la parte sulle case farmaceutiche, e sinceramente credo che ci vorrà un po’ prima di finire anche solo la prima stesura: i miei piani di riuscire a terminare il tutto prima della fine dell’anno, credo naufragheranno inesorabilmente, a meno che non sacrifichi preziose ore di sonno (cosa che non mi sento di fare, dal momento che sono già poche!).Concluse le news di aggiornamento, partiamo con una scatola molto elegante: le Pastilles Bala.Oltre ad avere un nome commerciale che suscita l’ilarità dell’alessandrino medio, queste pastiglie per la gola erano uno dei prodotti di punta  dei Laboratoires Ferdinand Brichard & Fils fondati nel 1897 a Bar le Duc, nella Lorena.Il nome di queste pastiglie che a prima vista può sembrare assurdo, invece, deriva dal cognome di un altro farmacista, Monsieur Bala, che nell’Ottocento aveva ricoperto la carica di sindaco di Bar le Duc.Brichard decise di riprendere la ricetta dello sciroppo espettorante di Bala, creandone una versione in pastiglie.Il principio attivo delle pastiglie era il solfoguaiacolato di potassio, un espettorante che viene utilizzato ancora oggi, combinato con mentolo, terpineolo (alcool naturale ricavato dall’olio essenziale di pino), balsamo del Perù (deriva dalla resina del  Myroxylon balsamum, una pianta tipica dell’America del Sud), essenza di anice stellato, succo di liquirizia, gomma ai 4 frutti pettorali e zucchero. La “gomma ai 4 frutti pettorali” non è il chewing – gum del body builder, ma un decotto di giuggiola, fichi, datteri e uvetta sultanina, normalmente utilizzato come lassativo, che però si prestava bene per “legare insieme” i vari ingredienti delle pastiglie.  Sì, so cosa state pensando, la Marcuzzi ucciderebbe per una pastiglia per la gola che è anche lassativa.Ecco la foto della scatola:
Misura 9,4 cm x 5,8 cm x 1,5 cm e risale agli anni Venti del Novecento. Le dosi erano da 15 a 20 pastiglie al giorno; 5 – 10 per i bambini.Non so se avete notato il piccolo scudo araldico sul fronte della scatola. Esso riprende il gonfalone del comune di Bar Le Duc con i due pesci su sfondo giallo, mentre la scritta “Plus penser que dìre” ( sante parole!) è il motto di Bar Le Duc. Grazie per aver letto il post!