La farmacia d'epoca

La Dolce Euchessina


Immaginatevi la scena: parco giochi, una bambina, di nome Barbara viene avvicinata da un misterioso sconosciuto, che afferma che a casa della bambina non ci sono topolini perché lei possiede 44 gatti. Dopo la conferma della bambina che ha cantato l’omonima canzone, ecco che lo sconosciuto si avvicina di nuovo e dal momento che Barbara è stata molto brava, la premia con … un confetto di Dolce Euchessina. Strano modo di supportare i giovani talenti canori, un po’ come se premiassero il vincitore di Amici, di X Factor, di Io canto ed affini, con una confezione di clisteri. Eh, sì, a furor di popolo, eccovi “La Dolce”, il premio finale del Bimbo Buono, parto dell’alto ingegno dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Marco Antonetto di Torino. (Sì, sono gli stessi del digestivo!)Ma cosa rendeva l’Euchessina così appetitosa? Eccovi la ricetta segreta: cacao, zucchero e fenolftaleina! ( E’ dappertutto!!!)La Dolce, permetteva una “cura razionale della stitichezza e delle sue conseguenze”. E che conseguenze: emicranie, dispepsie, enteriti, malattie di fegato, dello stomaco, dell’intestino, emorroidi e obesità. Praticamente, secondo la medicina dei Primi del Novecento, se eri stitico, eri esposto ad una vastissima gamma di malattie assortite, che non necessariamente dovevano avere a che fare con l’intestino. Hai i calcoli al fegato o mal di denti? E’ perché sei stitico, prenditi la fenolftaleina che ti da mammà.Ecco la foto della scatola:
Misura 4,5 cm x 3,3 cm x 1,4 cm ed è databile tra il 1931 e il 1934.Le dosi erano di una pastiglia al mattino e una alla sera per ottenere un gradevole effetto lassativo, altrimenti due per un energico purgante. Per i bambini da un quarto di pastiglia a mezza pastiglia a seconda dell’età. Perché ricordatevi, non esistono bambini buoni o cattivi, esistono solo bambini stitici, ehm, volevo dire lenti d’intestino.Grazie per aver letto il post! A tutti i bambini lenti d’intestino all’ascolto, come al solito il post è scritto “pour rire”, chiedo venia se per caso ho offeso qualcuno.