Oggi vi voglio presentare delle fiale per iniezione allo iodio: la Iodamina prodotta dai Laboratori Farmaceutici del Dottor Boniscontro e Gazzone di Torino.La trimetilendiododiamina, la cui formula bruta è gentilmente suggerita dalla scatola, perché una volta che erano ignoranti mettevano anche quella, era indicata in tutti i casi in cui occorreva un’integrazione di iodio. Dal momento che il prodotto risale alla prima metà del Novecento direi che molto probabilmente la Iodamina era uno di quei preparati impiegati per combattere il gozzo ed altre patologie legate al funzionamento della tiroide.Ricordo che nei primi del Novecento il gozzo era molto comune soprattutto nelle vallate alpine, dove la carenza di iodio era più forte, in quanto non sempre era possibile seguire una dieta che comprendesse pesce di mare, naturalmente molto ricco di iodio.Ancora oggi la carenza di iodio è una delle patologie con maggior incidenza nei Paesi sottosviluppati e nelle zone più remote di quelli in via di sviluppo. Se pensate che in Italia sia stato eradicato purtroppo devo darvi conferma del contrario: secondo l’Istituto Superiore di Sanità ben 6 milioni di Italiani soffrirebbero di disturbi legati alla carenza di iodio.Ecco la foto della scatola:
Iodamina Boniscontro e Gazzone
Oggi vi voglio presentare delle fiale per iniezione allo iodio: la Iodamina prodotta dai Laboratori Farmaceutici del Dottor Boniscontro e Gazzone di Torino.La trimetilendiododiamina, la cui formula bruta è gentilmente suggerita dalla scatola, perché una volta che erano ignoranti mettevano anche quella, era indicata in tutti i casi in cui occorreva un’integrazione di iodio. Dal momento che il prodotto risale alla prima metà del Novecento direi che molto probabilmente la Iodamina era uno di quei preparati impiegati per combattere il gozzo ed altre patologie legate al funzionamento della tiroide.Ricordo che nei primi del Novecento il gozzo era molto comune soprattutto nelle vallate alpine, dove la carenza di iodio era più forte, in quanto non sempre era possibile seguire una dieta che comprendesse pesce di mare, naturalmente molto ricco di iodio.Ancora oggi la carenza di iodio è una delle patologie con maggior incidenza nei Paesi sottosviluppati e nelle zone più remote di quelli in via di sviluppo. Se pensate che in Italia sia stato eradicato purtroppo devo darvi conferma del contrario: secondo l’Istituto Superiore di Sanità ben 6 milioni di Italiani soffrirebbero di disturbi legati alla carenza di iodio.Ecco la foto della scatola: