Oggi nessuno ricorda più l’Hepamoxyl, ma tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, questo preparato è stato uno dei ricostituenti più venduti in Italia.Personalmente non mi è mai capitato di sfogliare una rivista medica di quegli anni e di non trovare almeno una pubblicità di questo preparato galenico della Società Anonima Istituto di Sieroterapia Ematopoietica di Milano, i cui concessionari esclusivi erano i Laboratori Maestretti, siti sempre nella stessa città.E’ innegabile che l’Hepamoxyl abbia fatto la fortuna della Maestretti, e dal momento che il prodotto vendeva molto bene, il mercato fu inondato di tante varianti, tra cui campeggiava l’Hepamoxyl Composto, una variante “rinforzata” del farmaco base.Il prodotto si poteva trovare sia in fiale (da assumersi per bocca), oppure sotto forma di sciroppo. L’Hepamoxyl ricade nella categoria degli opoterapici a base di estratti di organi animali: nello specifico, dal momento che si tattava di un medicinale contro l’anemia, erano impiegati estratto di fegato fetale, siero ematopoietico ed estratto embrionale. Da chi erano estratti? Da circa 40 cavalli, mantenuti in pianta stabile presso l’Istituto di Sieroterapia Ematopoietica di Milano.L’Hepamoxyl composto, invece conteneva oltre al siero ematopoietico, all’estratto di embrione e all’estratto di fegato anche citropeptonato di ferro, citropeptonato di rame e citropeptonato di manganese, sali che spesso compaiono nelle composizione dei terreni di coltura batterici, ottenuti tramite sintesi per la felicità (non eccessiva) dei cavalli.Ecco la foto dei prodotti:
Hepamoxyl
Oggi nessuno ricorda più l’Hepamoxyl, ma tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, questo preparato è stato uno dei ricostituenti più venduti in Italia.Personalmente non mi è mai capitato di sfogliare una rivista medica di quegli anni e di non trovare almeno una pubblicità di questo preparato galenico della Società Anonima Istituto di Sieroterapia Ematopoietica di Milano, i cui concessionari esclusivi erano i Laboratori Maestretti, siti sempre nella stessa città.E’ innegabile che l’Hepamoxyl abbia fatto la fortuna della Maestretti, e dal momento che il prodotto vendeva molto bene, il mercato fu inondato di tante varianti, tra cui campeggiava l’Hepamoxyl Composto, una variante “rinforzata” del farmaco base.Il prodotto si poteva trovare sia in fiale (da assumersi per bocca), oppure sotto forma di sciroppo. L’Hepamoxyl ricade nella categoria degli opoterapici a base di estratti di organi animali: nello specifico, dal momento che si tattava di un medicinale contro l’anemia, erano impiegati estratto di fegato fetale, siero ematopoietico ed estratto embrionale. Da chi erano estratti? Da circa 40 cavalli, mantenuti in pianta stabile presso l’Istituto di Sieroterapia Ematopoietica di Milano.L’Hepamoxyl composto, invece conteneva oltre al siero ematopoietico, all’estratto di embrione e all’estratto di fegato anche citropeptonato di ferro, citropeptonato di rame e citropeptonato di manganese, sali che spesso compaiono nelle composizione dei terreni di coltura batterici, ottenuti tramite sintesi per la felicità (non eccessiva) dei cavalli.Ecco la foto dei prodotti: