La farmacia d'epoca

Pubblicità!


Oggi ho deciso di finire, ed iniziare il nuovo anno con un oggetto veramente curioso, un gadget pubblicitario che ha veramente dell’incredibile.Chi gira per banchetti e mercatini conosce bene il classico venditore che non sa cosa vende. Per riconoscerlo basta una semplice prova: chiedetegli il prezzo di uno qualunque dei suoi oggetti in vendita. Lui lo prenderà, se lo rigirerà nelle mani per un quarto d’ora ispezionandolo bene, sparerà il suo prezzo catastrofico (che varia in base a come siete vestiti) e concluderà il tutto con : “Perché io di queste cose me ne intendo!”.Quando avete a che fare con un tipo del genere state sicuri di una cosa: non se ne intende affatto. Ad un appassionato, basta solo uno sguardo per capire il valore del pezzo in questione. Se volete scoprire il suo grado di cultura, fate i finti tonti e con aria da “vecchi parrucconi che per anni hanno solo collezionato orologi a cucù” esclamate meravigliati: “Ah, la ditta Tal Dei Tali, ma è vero che è stata fondata proprio nel 1954?”. Se vi correggerà, bene, è un osso duro, se ne intende, altrimenti, se vi asseconderà i casi sono due: o inconsciamente avete indovinato la data di fondazione ( quasi impossibile ), oppure la sua conoscenza dell’oggetto è limitata all’etichetta del produttore. Agli svuota-cantine fa paura l’acquirente che se ne intende più di loro.Personalmente quando mi trovo a trattare scatole di latta, chiedo agli antiquari di datarmi la scatola, per me è più che sufficiente per capire con chi ho a che fare. Se rispondono giusto gli chiedo di darmi qualche informazione sulla casa farmaceutica e qui, purtroppo, si arenano tutti.A questo punto passo al contrattacco, e gli propongo il mio prezzo, lui tenta di trincerarsi dietro il “Ma è una scatola pubblicitaria!”, e dopo un po’ cede.“Ma è una scatola pubblicitaria!”, “Che bella scatola pubblicitaria!”, “Pubblicitaria, pubblicitariaaaaa!”: nessuna delle scatole di medicinali presenti nel mio blog è pubblicitaria, (tranne quella della Formocarbina dove è scritto chiaramente che è un omaggio riservato ai medici!), se vi dicono così, ci troviamo davanti ad uno splendido esemplare di Antiquarius dementium  che non ha proprio idea di dove sia girato, venderebbe qualunque cosa fosse sulla bancarella. “Se è sulla bancarella deve essere venduto!”, questo è il suo motto.Premesso che le scatole pubblicitarie di medicinali sono piuttosto rare e solitamente riportano la dicitura: “campione gratuito per i medici”, se sulla scatola è presente un prezzo, non è pubblicitaria.La pubblicità dei farmaci non avveniva molto attraverso i campioni gratuiti, ma piuttosto con cartoline, pubblicità stampate sulle buste di carta delle farmacie, santini, o gadget vari, ma mai e dico mai, e ripeto mai, campioni gratuiti da assaggiare. Anche all’epoca i farmaci non erano caramelle!Quello che sto per farvi vedere è uno tra i gadget più curiosi che possiedo, come potete vedere dall’immagine si tratta di un piccolo coltellino a serramanico dalla lama di 4,5 cm (fa già dei bei danni!) della Magnesia San Pellegrino.
Perché il “miglior purgante del mondo” dovesse fornire questi coltellini rimane un mistero: per “accoltellare” la stitichezza sul nascere? Per averla vinta su quei bulli che vi prendono in giro perché non avete una regolarità svizzera? Per temperare le matite? Per vincere la timidezza? E poi, voi ci andreste in giro con un coltello con scritto sopra “il miglior purgante del mondo”? Tanto vale mettersi una maglietta con scritto sopra :”Ehi gente, sono stitico!”Effettivamente è un oggetto abbastanza curioso, voi possedete qualche oggetto pubblicitario medico o  farmaceutico ancora più strano? Dite la vostra nei commenti.Prima di lasciarvi al vostro veglione luculliano, ringrazio tutti gli utenti di Libero e non, per le visite al mio blog,(sono più di millenovecento, chissà se entro mezzanotte riuscirò a toccare le duemila unità), e tutti coloro che hanno dato prova di apprezzare il mio lavoro tramite messaggi, mail e commenti. BUON 2011 A TUTTI!