La farmacia d'epoca

Facoschialisina Zambeletti


Bene, oggi vi propongo uno dei prodotti del Laboratorio Farmaceutico Zambeletti di cui vi avevo parlato qualche giorno fa: il collirio Facoschialisina.Questo collirio dal nome decisamente a-commerciale (sfido chiunque a ricordarsi “Facoschialisina”) era utilizzato per la cura della cataratta incipiente. La formula del farmaco era stata ideata da Noè Scalinci, noto oftalmologo  della Regia Università di Napoli, a cui verrà addirittura dedicata una medaglia commemorativa nel 1947.Che ci aveva messo dentro il caro Noè? Ioduro sodico e fosfato monocalcico. Lo ioduro di sodio è irritante, mentre il fosfato monocalcico è un additivo utilizzato praticamente dovunque come conservante dall’industria alimentare. Una bella coppia, no?Nonostante questa scelta possa sembrare piuttosto rischiosa, per l’epoca pareva decisamente normale.La cataratta, infatti, è causata dalla perdita progressiva della trasparenza del cristallino, ed in passato, quando l’asportazione chirurgica della stessa non era un’operazione di routine, l’unico modo per tentare di curare questa malattia era il collirio.In particolare, si cercava di combattere la patologia “corrodendo” lo strato opaco che si formava sull’occhio: ecco il perché dello ioduro sodico. (che a questo punto ribattezzerei “ioduro sadico” perché bisognava voler veramente male per prescrivere un prodotto del genere!)Eccovi la foto del farmaco (non è il massimo, lo riconosco, ma ho dovuto ridimensionarla per permettere di caricare la pagina più agevolmente):
E’ una boccetta di vetro risalente agli anni 50, alta 9, 5 cm con la sua pipetta e la sua scatola di cartone.Si consigliavano 3 o 4 instillazioni al giorno, il lasso di tempo tra le applicazioni era a discrezione del medico.Particolare è anche un’etichetta sul retro del prodotto che recita: “ Restituire il flacone vuoto soggetto a deposito rimborsabile in £ 7”.Grazie per aver letto il post!