Creato da liberlibrorum il 12/01/2008
Una piccola biblioteca di libri antichi, rari ed esauriti. Per mettere a disposizione di tutti notizie e ricerche bibliografiche.
 

 

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Post n°20 pubblicato il 22 Luglio 2008 da liberlibrorum
 



Ha il piacere di presentare la nuova sezione

UNA BIBLIOTECA GRATUITA

Dove potrete scaricare liberamente e-books di qualsiasi argomento

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Il mercatino del libro usato

Post n°19 pubblicato il 23 Giugno 2008 da liberlibrorum
 



Ha il piacere di presentare la nuova sezione

IL MERCATINO DEL LIBRO USATO

dove potrai inserire gratuitamente uno o più titoli che desideri vendere o viceversa inserire una richiesta "desiderata" per dei libri che stai cercando.

Il mercatino è diviso in due gruppi : Offerte e Richieste

Se sei interessato ad inviarci dei titoli da inserire nel "Mercatino del libro usato", o solo per saperne di più clicca ---> QUI <---

 
 
 

LIBERLIBRORUM - IL FORUM

Post n°18 pubblicato il 09 Giugno 2008 da liberlibrorum

Se hai la passione dei libri antichi

o se semplicemente sei curioso di saperne qualcosa in più su questo mondo

vieni a trovarci

 
 
 

libri antichi e di pregio a milano - dal 22 al 25 maggio 2008

Post n°17 pubblicato il 21 Maggio 2008 da liberlibrorum
 

a prima edizione della mostra internazionale Libri antichi e di pregio a Milano, organizzata dall'ALAI, si svolgerà dal 22 al 25 maggio 2008 in una prestigiosa sede espositiva situata in Via San Gregorio 29, a 500 metri dalla Stazione
Centrale: l’ex magazzino di stoffe della Galtrucco, notevole esempio di recupero di architettura industriale, tornato all’antico splendore grazie a un attento restauro che l’ha trasformato nel nuovo Salone dei Tessuti. Questa data è stata scelta per evitare sovrapposizioni con le mostre della Permanente, di Tokyo, Parigi e Torino. In contemporanea sarà organizzata una mostra collaterale di libri antichi sul pensiero economico dal '500 all’ '800, della quale sarà pubblicato un catalogo monografico: Oeconomicorum. Si terranno conferenze sulla bibliofilia in generale e sulla storia dell’economia, sfruttando poi le risorse tecnologiche della sede saranno possibili proiezioni ed altri eventi multimediali. E' già consultabile on line il catalogo della mostra.
Questa iniziativa va intesa nell’ottica dell’appartenenza di tutti i soci ad un percorso ben definito di ricerca di indipendenza culturale del marchio ALAI, di una politica di visibilità e trasparenza commerciale e di un sempre maggiore coinvolgimento nella tutela del patrimonio librario nazionale.
Per ogni informazione seguite questo link.

 
 
 

Il libro cristiano

Post n°16 pubblicato il 11 Marzo 2008 da liberlibrorum

Il libro cristiano

 

Le prime comunità cristiane alimentavano la fede con la lettura continua di testi sacri; sin dalle origini si sviluppò un’intensa circolazione di epistole, resoconti di Martiri e testi edificanti, la circolazione era ovviamente clandestina o semi-clandestina e la riproduzione delle copie, nella nuova veste del codice e nella nuova forma della miscellanea, frettolosa.

Con l’ufficializzazione del culto cristiano, il trionfo della Chiesa e l’adesione di grandi intellettuali e grandi lettori di libri – come Sant’Ambrogio, San Girolamo e Sant’Agostino – venne favorito lo sviluppo di un’industria cristiana del libro che produceva volumi analoghi a quelli in commercio nel mondo pagano.

La Chiesa del IV secolo riuscì ad influire positivamente nel processo di trascrizione e diffusione delle opere sul piano della correttezza grammaticale e dell’accuratezza filologica:

San Girolamo s’impegnò, seguendo la via già tracciata due secoli prima dal grande teologo Origene (185 – 253 d.C.) nello sforzo di tradurre la Bibbia dagli originali.

Origene aveva trascritto di suo pugno molti libri che facevano parte della sua biblioteca, provvedendo da solo alle sue necessità: allo stesso modo, per sopperire alla carenza di testi scritti, anche Girolamo nella sua giovinezza aveva copiato un’intera biblioteca di suo pugno, o avvalendosi dell’aiuto di amanuensi. Il primo aveva fondato a Cesarea, in Palestina una scuola teologica di alto livello, nella quale si trascrivevano ed emendavano i testi necessari allo studio. La ricca biblioteca della scuola aveva un indice ricco d’informazioni sugli autori e sulle opere, che agevolava il compito del lettore – studente.

Girolamo si avvalse delle risorse della biblioteca e, appoggiandosi ad un vicino monastero, compose le sue opere servendosi in certi casi di scribi a pagamento, e normalmente di suoi discepoli.

Questo tipo di scuola – biblioteca cui accedevano sia studenti specializzati, sia studiosi in cerca di lumi, mutuava la sua struttura da istituzioni laiche, come ad esempio il Didaskaleion di Alessandria da cui Origene proveniva. Ma soprattutto ereditava le funzioni svolte nel mondo antico da quegli ambienti nei quali la biblioteca privata era anche la sede di una scuola filosofica e di un atelier di copia ad uso della scuola stessa.

Sant’Agostino, prima di essere prete e Vescovo è stato monaco ed ha fondato, presso il monastero d’Ippona, un ordine con una regola che prevede l’esistenza di una biblioteca che si incrementa di continuo. È evidente che in essa sono attivi come amanuensi gli stessi monaci, dal momento che è rigorosamente vietato avere forme di commercio con l’esterno. I monaci risiedono accanto al Vescovo e lavorano a stretto contatto con lui: usufruiscono, dunque, anche della biblioteca vescovile e delle opere stesse del Santo che vengono depositate nella biblioteca per essere copiate da chi ne faccia richiesta, anche da città lontane.

 

La testimonianza che Ammiano Marcellino (330 ca. 395) ci da nel suo Rerum Gestarum a proposito dello stato di abbandono delle biblioteche di Roma nel suo periodo è piuttosto sconfortante:

 

“Le poche case che nel passato si erano rese illustri per il culto severo degli studi, ora sono in preda a una torpida ignavia che è degna di scherno, e risuonano di canti e del tintinnio, lieve come un soffio, delle cetre. Insomma invece del filosofo si invita il cantante e al posto dell’oratore il maestro di ballo. Siccome le biblioteche sono chiuse per sempre come fossero tombe, si fabbricano organi idraulici, lire simili, per la loro grandezza a carri…”[1]

 

Eppure il suo giudizio pessimistico è contraddetto da molte informazioni che possiamo ricavare dalle fonti. Innanzitutto si sa che molte biblioteche pubbliche erano ancora aperte e non “ridotte a tombe”, come ad esempio la biblioteca Ulpia o quella di Vespasiano; inoltre si ha notizia che le “illustri famiglie” romane vivevano ancora nel culto della propria identità e tradizione, alimentato da studi “severi” questo è il quadro che ci forniscono i Saturnalia di Macrobio.

 

Il declino della società romana si verifica invece nel V secolo, quando, non a caso per la prima volta nella sua storia, Roma subisce l’onta di essere presa dai nemici.

In questo periodo di transizione non mancano testimonianze di importanti biblioteche capitolari o monastiche fondate nei pressi di centri urbani ad esempio la fondazione, del  Castrum Lucullanum di Eugippo a Napoli.

Eugippo era Agostiniano e la sua biblioteca si ispirava ai criteri della Regola Agostiniana, incentrata su sempre nuove acquisizioni, ed in grado di copiare codici come il Sessoriano 13 (oggi alla biblioteca Nazionale di Roma), in elegante onciale, e con uno dei primissimi esempi di decorazione delle iniziali.



[1] AMMIANO MARCELLINO, Storie, a cura di A: SELEM, Torino, 1965, p. 85.

 
 
 
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