FATA VIAM INVENIENT

La mandorla - Nedjma


La chiave del piacere femminile è ovunque: i capezzoli che s'inturgidiscono, ghiacciati dal desiderio, febbrili e imperiosi. Hanno bisogno di saliva e carezze. Mordicchiare e titillare. I seni si animano e non chiedono altro che schizzare il loro latte. Vogliono essere palpati, toccati, raccolti, rinchiusi e lasciati liberi. Il loro orgoglio non conosce limiti. E neppure le loro magie. Fondono nella bocca, si schivano, induriscono e si concentrano sul proprio piacere. Esigono sesso. Appena si rendono conto che la partita è vinta, diventano francamente indecenti. Imprigionano i falli e, rassicurati, si fanno più arditi. I loro capezzoli si credono a volte dei clitoridi o addirittura dei falli. Vanno a frugare nelle pieghe di un ano pudico. Forzano l'entrata di un'apertura che, a furia di voler aspirare un oggetto o l'altro, inghiotte tutto quanto si presenta: un dito, un capezzolo o una verga artificiale ben lubrificata. La chiave si trova dove si deve andare, dove non ci si immagina di andare: il collo, il lobo delle orecchie, la curva di un'ascella pelosa, il solco che separa le natiche, le dita dei piedi che bisogna assaporare per capire cosa vuol dire amare, l'interno delle cosce, Tutto nel corpo, è capace di delirio. Di piacere. Tutto grida e si perde in rivoli per chi sa titillare. E bere. E mangiare. E donare"