Creato da licsi35pe il 09/03/2012
 

SENZA PRETESE

...secondo la giornata...

 

 

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Post n°917 pubblicato il 14 Settembre 2020 da licsi35pe

La mia casa natale sorge, da oltre un secolo e mezzo, proprio di fronte alle mura gloriose del Castello di San Giusto, ultimo caseggiato  di una breve via che, dal piano,  vi s'inerpica in forte salita. Si presenta come un palazzo  signorile (ristrutturato in tempi recenti) e porta in se gli anni più spensierati della mia vita. E' per questo che, di tanto in tanto, (parlo di anni) sento il desiderio di rivedere quelle mura, di annotarne ogni dettaglio diverso e scolpirlo nel mio cuore. L'ho fatto pure ieri e, come altre volte ho rivisto, come sdoppiati nei più moderni  negozi commerciali, quelli che ai miei tempi erano semplici bottegucce al consumatore...niente cose già impachettate nella plastica....solo  nella carta paglia o nei cartocci, al momento dell'ordinazione. Di nuovo, ho notato una piccola libreria con la scritta. "non si compra non si vende"...semplicemente ci si accomoda e si legge finchè se ne ha il desiderio. Bella idea davvero! e molto seguita, a quel che ho visto. Non posso non ricordare le persone, talune assolutamente eccentriche, come mamma e figlio, inseparabili. Si muovevano sempre in  moto: lui, un mammone, alto e magrissimo, lei piccolina con i capelli  colore della cipolla di Tropea..... e la signora Fanny? Un sorriso mi sale spontaneo alle labbra:  giusto a fianco del mio portone, aveva in consegna con il figlio un botteghino di frutta e verdura, sempre fresche, di giornata...vestiva sempre gonne lunghe e nere: la vedevi, alle volte, scendere dal marciapiede e bloccarsi sulla grata fognaria...quando se ne andava come se nulla fosse, la grata era abbondantemente bagnata. Io e mia sorella ne ridevamo,  guardone dalla nostra finestra al primo piano.
 Osservo e mi emoziono ed è come se all'improvviso si aprissero porte e finestre, e quanti mi hanno conosciuto ed amato mi salutassero con ampi gesti della mano. Con gli occhi del cuore, li vedo tutti...anche i miei amici Lilly e Fulvio che mi chiamavano suonando il campanello con il dito premuto fin quando non correvo giù... o "l'innamorato" bambino di mia sorella (bimba pure lei)  che veniva a cantare sotto la nostra finestra...mia sorella gli buttava un biscottto o un soldino di cartone. L'ultima serenata, però..il soldino era vero e volle il caso che gli cadesse sull'incisivo superiore, spezzandogli un angolino. Loro risero come matti, i genitori non so.  Il cuore batte forte, desidero tornare a casa, i miei occhi si innumidiscono stranamente. Devo ritornare alla mia quotidianità anche se so bene che nella mia mente, quei piccoli fantasmi continueranno  a divertirsi ancora per un po, dandomi il tormento.


 
 
 
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