Livin' in Paris

WHY ATTICUS? BUILDING UP A BRAND.


Molte persone mi chiedono che cos'é Atticus e perché su una delle mie magliette c'é una specie di canarino morto. Vediamo se riesco a dare una risposta ragionata.Davvero, é una domanda che mi ha già fatto un sacco di persone. E la risposta più semplice ed immediata che posso dare é che mi piace.Atticus Clothing nasce nei primi anni del 2000 dalla mente di Mark Hoppus e Tom Delonge, nel tentativo di unire creatività e amore per la musica ed elaborare una linea di abbigliamento con un target preciso: adolescenti che ascoltano musica punk e amano lo skate.I primi ad indossarla sono proprio loro, visto che dove ci sono i Blink182 c'é qualcosa dell'Atticus: t-shirt (il primo prodotto, quello con il quale ci si presenta sul mercato, con il quale si propone un logo e un marchio, con il quale ci si rivolge più direttamente agli adolescenti), ma anche felpe, cappellini, pantaloni, cinture, skateboards...E cosi' via, il marchio piace, il successo della musica aiuta le vendite, l'azienda si estende ed allarga il suo target: non più solo ragazzi con una voglia esagerata di ribellione, ma anche ragazze e anche più che adolescenti; il target di età si allarga verso i venti e qualche anno, la linea diventa meno di nicchia e più di massa, i prodotti si affinano e diventano più "vestibili" e da un numero sempre maggiore di persone.Io conosco Atticus a questo punto della storia, quando é ormai uscita dallo scantinato californiano dove è stata concepita e sta per essere distribuita a livello mondiale.Devo dire che la prima volta che ho visto il logo di questa marca non sono riuscito bene a comprendere che cosa fosse quello strano disegno che figurava: a me sembrava una balena al contrario...invece era il dead bird e quando l'ho capito sono rimasto affascinato: perché proprio un uccellino morto stilizzato, con tanto di zampe rigide, occhio e becco? Perché Atticus, che suona cosi' imponente, quando in realtà non é nulla di tutto cio'? Era proprio questo che mi affascinava...il fatto che non vi fosse spiegazione a questi elementi apparentemente banali. I loghi dei marchi di solito richiamano le iniziali del nome, il produttore, il luogo di produzione. Questo no, mi ha colpito e basta.E' bastato prendere un elemento naturale e presentarlo in un'immagine nel quale di solito non viene presentato, capovolgendo in un certo modo la realtà. L'effetto dissacrante che ne risulta é evidente e ci si immagina subito questo canarino caduto a terra da un albero, stecchito. Troppo forte.Atticus, poi, è un marchio che funziona: la A iniziale richiama alla mente qualcosa di efficace e la doppia T dona la sonorità che viene poi completata dalla S finale. Il nome richiama alla mente qualche cosa, ma non si capisce cosa...non sono lettere a caso e ci si domanda che cosa vorrà dire. Questo é il punto: non lascia indifferenti.La spiegazione viene in seguito: il nome e il logo sono ispirati al racconto To kill a Mockingbird dello scrittore americano (premio Pulitzer) Harper Lee.Accanto a tutto cio', poi, é un marchio che rievoca in me divertimento e liceo. Mi sarebbe piaciuto avere 18 anni in California. Frequentare una high-school e poi going away to college.E mi ricorda di essere irresponsabile ogni tanto, quella sana irresponsabilità che non é ribellione, perché a me le cose piacciono cosi' come sono, ma é piuttosto voglia di fare e andare avanti sempre.Cosi' nel 2005 a Parigi trovo uno dei due unici negozi che vendono Atticus in Europa continentale e con un amico compriamo due t-shirt per la modica cifra di 30 euro ciascuna.Credo che fossimo in pochi ad averla in Italia, forse nessuno. E questo mi piaceva ancora di più. Ce l'avevo solo io...Oggi Atticus é distribuita anche in Italia (Milano, Bologna, Verona, Roma...) e mi risulta che sia abbastanza conosciuta (qualcuno l'ha già vista in giro?), anche grazie alla visibilità che le hanno dato alcuni gruppi musicali (i Finley). Il sito internet si sta rinnovando (date un'occhiata al video!) ed é molto curato.A quanto mi dicono, il marchio viene anche contraffatto...Un brand emergente si poggia su pochi elementi: marchio e logo efficaci, target facilmente raggiungibile, buona visibilità, linea precisa, ma suscettibile ad allargamenti e "massificazione", capacità di soddisfare il desiderio identitario di ognuno, la necessità di "riconoscersi", di "identificarsi" in qualcosa, di "esprimere la propria identità, differenziandosi" tipica nell'uomo e soprattutto nei giovani.Lunga vita al canarino morto...PS: grazie ad Ely per la t-shirt e a Paolo e Elena per le Macbeth!