Sveglia ad un'ora impossibile per la domenica mattina, senza contare il fatto d'esser rincasato alle 3 e mezza, ma da uomo macho non soffro e so stare sempre all'erta, ma avrei disintegrato volentieri lo scemo che ha regolato la sveglia alle 7, ah, l'ho fatto io. Il buio nella mente mi pervade.Mi agito da perfetto non vedente, tasto ovunque per cercare i calzini, inciampo nell'infilarmi i pantaloncini, finchè non riacquisto la quasi-facoltà di vedere. Vacillo, scendo le scale ed ingurgito una rapida colazione.Sono pronto. Devo raggiungere gli amici per partecipare alla Stra-Verona, manifestazione podistica non professionistica ovviamente nell'omonima città.Riesco a parcheggiare l'auto relativamente vicino alla partenza, quindi mi appresto frettolosamente a raggiungere il luogo del ritrovo.Non trovo nessuno. Ho atteso per più di 20 minuti, ho pure aspettato che la corsa cominciasse, ma degli altri nessuna traccia, svanisti, dissolti. Il cellulare muto, nessuno dall'altra parte. Quello che mi circonda è soltanto aria, materia impalpabile che non offre compagnia, vento che mi sussurra di voltarmi, ma sapevo di non doverlo fare ...Vedo lei.No, non è possibile. Migliaia e migliaia di persone, anziani e giovani, felici coppie e baldanti single, carrozzine, cani, un gregge d'anime pronte alla fatica, ed in tutta quest'orgia di persone scorgo proprio il viso che meno al mondo avrei voluto rivedere. Era li. Inconfondibile. L'unica ragazza con la felpa della tuta addosso e zaino a spalle; siamo ad una corsa podistica, non ad una camminata del camposcuola, sarcasmo nelle mie vene, ma lei ride e si diverte con i suoi amici. Quanto non vorrei continuare a guardarla, ma lei è sempre li, allora me ne vado io, ma la curiosità del voltarsi è troppo forte. Quindi decido di fermarmi.Stop.Il corteo di persone prosegue, tutti sfilano sorridenti, beati, mano nella mano, ed io una statua: visto, schivato, scordato. E la sua immagine s'allontana come i ricordi dei bei momenti trascorsi insieme, memorie di un passato di parole gettate al vento come quello che mi trovo attorno, ora. Stringo i denti, osservo il cielo, il mondo va avanti mi dico, e così è; corro.Raggiunto il secondo chilometro la fatica tardava a farsi sentire, strano. Probabilmente la rabbia non era ancora dissolta ... ... ma questa via io la conosco, è dove dimora l'angelo dagli occhi ambrati, lei, proprio lei che ieri in un boom mi ha stregato. Un attimo, un flash. E lei sorride, cos'avrò di così particolare, mi osservo e non noto nulla di equivoco. Non mi sono rasato, non ho profumo addosso, non ostento simpatia, sono vestito pure piuttosto casual, ma lei parla solo con me e continua a sorridere. Una serata monotona trasformata in idillio da un angelo ...... Al diavolo gli amici scomparsi, al diavolo la ex, lasciamoli alla corsa.Suono.Il citofono riproduce la sua voce, si stupisce nel sentirmi, non ci credeva, mi chiede un minuto: Angelo, ti darei la vita. S'apre la porta e sorride, sempre, e non smette mai di farlo. Passano le ore, la corsa finisce, ma io sono contento d'essere li, lasciando tutto alle mie spalle, senza timori d'un rimorso. Parliamo e discutiamo di tutto, ma una sola cosa non abbiamo mai menzionato perchè entrambi sapevamo benissimo che non c'era bisogno di chiederlo, si sa che c'è e che entrambi lo bramiamo intensamente, gli occhi parlano. Affetto.Il sipario di chiude, le parole cessano, ancora un saluto, ma è ora d'andare ed allora gli sguardi s'allontanano nonostante non vorrebbero smettere mai d'incrociarsi, ma giro l'angolo e l'incantesimo finisce.Ma so che lei continua a sorridere.
Il potere del Sorriso
Sveglia ad un'ora impossibile per la domenica mattina, senza contare il fatto d'esser rincasato alle 3 e mezza, ma da uomo macho non soffro e so stare sempre all'erta, ma avrei disintegrato volentieri lo scemo che ha regolato la sveglia alle 7, ah, l'ho fatto io. Il buio nella mente mi pervade.Mi agito da perfetto non vedente, tasto ovunque per cercare i calzini, inciampo nell'infilarmi i pantaloncini, finchè non riacquisto la quasi-facoltà di vedere. Vacillo, scendo le scale ed ingurgito una rapida colazione.Sono pronto. Devo raggiungere gli amici per partecipare alla Stra-Verona, manifestazione podistica non professionistica ovviamente nell'omonima città.Riesco a parcheggiare l'auto relativamente vicino alla partenza, quindi mi appresto frettolosamente a raggiungere il luogo del ritrovo.Non trovo nessuno. Ho atteso per più di 20 minuti, ho pure aspettato che la corsa cominciasse, ma degli altri nessuna traccia, svanisti, dissolti. Il cellulare muto, nessuno dall'altra parte. Quello che mi circonda è soltanto aria, materia impalpabile che non offre compagnia, vento che mi sussurra di voltarmi, ma sapevo di non doverlo fare ...Vedo lei.No, non è possibile. Migliaia e migliaia di persone, anziani e giovani, felici coppie e baldanti single, carrozzine, cani, un gregge d'anime pronte alla fatica, ed in tutta quest'orgia di persone scorgo proprio il viso che meno al mondo avrei voluto rivedere. Era li. Inconfondibile. L'unica ragazza con la felpa della tuta addosso e zaino a spalle; siamo ad una corsa podistica, non ad una camminata del camposcuola, sarcasmo nelle mie vene, ma lei ride e si diverte con i suoi amici. Quanto non vorrei continuare a guardarla, ma lei è sempre li, allora me ne vado io, ma la curiosità del voltarsi è troppo forte. Quindi decido di fermarmi.Stop.Il corteo di persone prosegue, tutti sfilano sorridenti, beati, mano nella mano, ed io una statua: visto, schivato, scordato. E la sua immagine s'allontana come i ricordi dei bei momenti trascorsi insieme, memorie di un passato di parole gettate al vento come quello che mi trovo attorno, ora. Stringo i denti, osservo il cielo, il mondo va avanti mi dico, e così è; corro.Raggiunto il secondo chilometro la fatica tardava a farsi sentire, strano. Probabilmente la rabbia non era ancora dissolta ... ... ma questa via io la conosco, è dove dimora l'angelo dagli occhi ambrati, lei, proprio lei che ieri in un boom mi ha stregato. Un attimo, un flash. E lei sorride, cos'avrò di così particolare, mi osservo e non noto nulla di equivoco. Non mi sono rasato, non ho profumo addosso, non ostento simpatia, sono vestito pure piuttosto casual, ma lei parla solo con me e continua a sorridere. Una serata monotona trasformata in idillio da un angelo ...... Al diavolo gli amici scomparsi, al diavolo la ex, lasciamoli alla corsa.Suono.Il citofono riproduce la sua voce, si stupisce nel sentirmi, non ci credeva, mi chiede un minuto: Angelo, ti darei la vita. S'apre la porta e sorride, sempre, e non smette mai di farlo. Passano le ore, la corsa finisce, ma io sono contento d'essere li, lasciando tutto alle mie spalle, senza timori d'un rimorso. Parliamo e discutiamo di tutto, ma una sola cosa non abbiamo mai menzionato perchè entrambi sapevamo benissimo che non c'era bisogno di chiederlo, si sa che c'è e che entrambi lo bramiamo intensamente, gli occhi parlano. Affetto.Il sipario di chiude, le parole cessano, ancora un saluto, ma è ora d'andare ed allora gli sguardi s'allontanano nonostante non vorrebbero smettere mai d'incrociarsi, ma giro l'angolo e l'incantesimo finisce.Ma so che lei continua a sorridere.