Piovevanella notte dei ciliegil'essenza e lo sguardoadagiato il sapore pinagentedel dolore oblio L'ossissione per pensare in poesia la vita mi aveva lasciato in pace per un pò di tempo, e così ero speranzosa, e un pò anche illusa di poter assistere alla crescità ultriore del mio nuovo modo di "pensare", finché all'improvviso avviene un qualche cosa dopo l'esperianza di un funerale -mentre pensavo alle mie
lumache -. Non riuscirei a ricordarmi quando è stata la prima volta che ho visto qualcuno morire, ma ieri sera rileggendo vecchi scritti mi sono ricordata del libro di R. Roland su Beethoven, di cosa significa custodire i ricordi della vita di un uomo, che per chi legge non è altro che la voglia di vivere quella vita in prima persona... e mi veniva in mente quel mio infantile testamento scritto nell'estate.. in solitudine e riposo. e chissà perché sto scrivendo tutto ciò qui per voi... forse per non stare da sola a pensarlo!