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elezioni della paura della ramazza


Di fronte a un Berlusconi che ha fatto il replicante di se stesso  peraltro senza successo e le cose ci dicono che un giorno, fuori Berlusconi, se ne andrà anche Forza Italia  e al segmento di Giorgia Meloni la quale, in zona Cesarini, ha cercato di recuperare con la missione in Ungheria, Salvini ha capito il vento che tira in Europa e si è messo a soffiarlo in Italia diventando il leader di una destra che sarà sempre più sua. E non solo e tanto perché riescono a dire tutto e il contrario di tutto  altro che coloro che aprivano la Camera come una scatoletta di tonno; sono una grande formazione di centro che aspira solo alle poltrone del governo e non a caso le è subito arrivato l'endorsement del mondo industriale  abbondando nella demagogia che li contraddistingue, ma preoccupanti, soprattutto, per il tono di Sant'Uffizio della Repubblica che rivendicano.  che, in nome dei cittadini  categoria che dice, in sé e per sé, ben poco  stabiliscono ciò che è bene e morale per il Paese; quali grande garante collettivo con un ruolo simile a quello che Beppe Grillo esercita nel Movimento. Ora, il confronto tra coalizioni comporta un premio di maggioranza, altrimenti un sistema elettorale come l'attuale, al di là di quanto si vuole far credere, nella sua ibridicità confusa, non porta alla governabilità, almeno per quanto concerne i numeri che sono indispensabili per formare una maggioranza.