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Colta.. ignoranza..

Post n°433 pubblicato il 28 Aprile 2019 da il_parresiasta

Alla cassa di un supermercato una signora anziana sceglie un sacchetto di plastica per metterci i suoi acquisti.

La cassiera le rimprovera di non adeguarsi all'ecologia e le dice: “Purtroppo la sua generazione non comprende il movimento ecologista. Noi giovani stiamo pagando per la vecchia generazione che ha sprecato tutte le risorse!".

La vecchietta si scusa con la cassiera e spiega: “Mi dispiace, non c'era nessun movimento ecologista al mio tempo".

Mentre lei lascia la cassa, affranta, la cassiera aggiunge: "Sono state le persone come voi che hanno rovinato tutte le risorse a nostre spese. È vero, non si faceva assolutamente caso alla protezione dell'ambiente nel vostro tempo”.

Allora, un po’ arrabbiata, la vecchia signora fa osservare che all'epoca le bottiglie di vetro, registrate al negozio, si restituivano. Il negozio le rimandava in fabbrica per essere lavate, sterilizzate e utilizzate nuovamente: le bottiglie erano riciclate.

La carta e i sacchetti di carta si usavano più volte e quando erano ormai inutilizzabili si usavano per accendere il fuoco.

Non c’era il “residuo” e l’umido si dava da mangiare agli animali.

Ma non conoscevano il movimento ecologista”.

E poi aggiunge: “Ai miei tempi salivamo le scale a piedi: non avevamo le scale mobili e c’erano solo pochi ascensori.

Non si usava l’auto ogni volta che bisognava muoversi di due strade: camminavamo fino al negozio all'angolo.
Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista.

Non si conoscevano i pannolini usa e getta: si lavavano i pannolini dei neonati.

Facevamo asciugare i vestiti fuori su una corda.

Avevamo una sveglia che caricavamo la sera.

In cucina, ci si attivava per preparare i pasti; non si disponeva degli aggeggi elettrici specializzati per cucinare senza sforzi e che però mangiano tutti i kwatt che Enel produce.

Quando si imballavano degli elementi fragili da inviare per posta, si usava come imbottitura della carta da giornale o dell’ovatta, in scatole già usate, non bolle di polistirolo o di plastica.

Non avevamo i tosaerba a benzina o i trattori: si usava l'olio di gomito per falciare il prato.

Lavoravamo fisicamente, non avevamo bisogno di andare in una palestra per correre sul tapis roulant che funzionano con l'elettricità.

Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista.

Bevevamo l'acqua alla fontana quando avevamo sete. Non avevamo tazze o bottiglie di plastica da gettare.

Si riempivano le penne d'inchiostro, invece di comprare una nuova penna ogni volta.

Rimpiazzavamo le lame di rasoio invece di gettare il rasoio intero dopo alcuni usi.

Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista.

Le persone prendevano il bus o il treno e i bambini si recavano a scuola in bicicletta o a piedi invece di usare la macchina di famiglia con la mamma come un servizio di taxi 24 h su 24.

I bambini tenevano lo stesso astuccio per diversi anni, i quaderni continuavano da un anno all'altro, le matite, le gomme , i temperamatite e gli altri accessori duravano fintanto che potevano, non un astuccio tutti gli anni e dei quaderni nuovi gettati a fine giugno, così come matite e gomme con uno slogan diverso ad ogni occasione.

Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista!

C’era solo una presa di corrente per stanza e non una serie multipresa per alimentare tutta la panoplia degli accessori elettrici indispensabili ai giovani di oggi.

Allora non farmi incazzare col tuo movimento ecologista !

Ci lamentiamo solo di non aver avuto abbastanza presto la pillola, per evitare di generare giovani idioti come voi, che si immaginano di aver inventato tutto, a cominciare dal lavoro.

Giovani che non sanno scrivere 10 righe senza fare 20 errori di ortografia, che non hanno mai aperto un libro oltre che dei fumetti, che non sanno chi abbia composto il bolero di Ravel... (che pensano sia un grande sarto), che non sanno dove passa il Danubio quando proponi loro la scelta tra Vienna e Atene, ecc.

Ma che credono comunque di poter dare lezioni agli altri, dall'alto della loro ignoranza!”.

 

Grazie di non stampare questo messaggio al fine di preservare l'ambiente.

Ma non perdere l’occasione di diffonderlo!

 

(fonte: web)

 
 
 

Resurrezione...

Post n°432 pubblicato il 20 Aprile 2019 da il_parresiasta

 

Signore Gesù Cristo, nell’oscurità della morte Tu hai fatto luce; nell’abisso della solitudine più profonda abita ormai per sempre la protezione potente del Tuo amore; in mezzo al Tuo nascondimento possiamo ormai cantare l’alleluia dei salvati.

Concedici l’umile semplicità della fede, che non si lascia fuorviare quando Tu ci chiami nelle ore del buio, dell’abbandono, quando tutto sembra apparire problematico; concedici, in questo tempo nel quale attorno a Te si combatte una lotta mortale, luce sufficiente per non perderti; luce sufficiente perché noi possiamo darne a quanti ne hanno ancora più bisogno.

Fai brillare il mistero della Tua gioia pasquale, come aurora del mattino, nei nostri giorni; concedici di poter essere veramente uomini pasquali in mezzo al Sabato santo della storia.

Concedici che attraverso i giorni luminosi e oscuri di questo tempo possiamo sempre con animo lieto trovarci in cammino verso la Tua gloria futura. Amen.

(Joseph Ratzinger – Benedetto XVI)


Cristo è Risorto, alleluja: la nostra fede non è vana. Gioiosa Santa Pasqua, a te che leggi e ai tuoi più cari affetti.

 

 
 
 

Carabinieri...

Post n°431 pubblicato il 22 Marzo 2019 da il_parresiasta

PUBBLICO COSI' COME RICEVUTO

 

Carabinieri do it better

Quello che è successo ieri è stato un esempio di professionalità dei Carabinieri a livello mondiale. In tutto l’occidente non c’è una situazione cominciata così (51 bambini ammanettati sull’autobus, taniche di benzina, uno psicopatico che vuole arrivare all’aeroporto) che sia finita senza un solo colpo di pistola e un solo ferito. È stata una dimostrazione di bravura che va ben oltre l’immaginabile, e come al solito seguendo solo buon senso e il pragmatismo. Niente protocolli SWAT, negoziatori, cecchini negli elicotteri, visori termici, nulla. Praticamente i bastoni e le pietre.

“Voglio andare a Linate, non voglio vedere nessuno per chilometri, ho 50 bambini in ostaggio, è pieno di gasolio”.

La risposta negli USA sarebbero stati elicotteri, preevacuazione di aeroporto e autostrada, 14 negoziatori idioti che litigano tra di loro, 400 SWAT armati di bazooka a distanza; appena possibile crivellano di colpi l’autista e nel farlo uccidono sei bambini e un insegnante. L’autobus prende fuoco e ne muoiono altri 19. Segue guerra preventiva a una nazione a caso.

Risposta francese: scoprono che il fatto è vero quando ormai l’autobus è a Linate e ha fatto schiantare un aereo in fase di atterraggio. Cominciano a litigare sulla competenza territoriale, il giudice telefona a Macron che telefona al suo consulente d’immagine che telefona al giudice, alla fine il pazzo sfonda il blocco davanti all’aeroporto, investe quattro agenti di polizia, gli altri aprono il fuoco e tutti muoiono crivellati nell’autobus.

In Russia o in Israele neanche a parlarne.

Vittime della strage al teatro Dubrovka, Russia, 2002

Risposta italiana: una Renault Clio non blindata della stazione dei Carabinieri di San Donato Milanese affianca l’autobus in corsa. A bordo ci sono un appuntato, un carabiniere e un carabiniere scelto, tutti con moglie e figli a casa e che tra loro manco si conoscono. Gente normale, pagata quattro soldi, originari del paesino in Puglia e di stanza in una stazioncina di periferia.

Non sono Tuscania, GIS o incursori della marina: sono il classico maschio italico che quando vede i criaturi in pericolo diventa Schumacher a bordo di una Fiat Punto pimpata. Sterzano davanti all’autobus e ci si schiantano contro. L’autobus si ferma. L’appuntato scende e brandisce minaccioso i pugni verso lo psicopatico, che essendosi preparato guardando i film americani rimane confuso. Nel frattempo gli altri due forzano la porta posteriore, gli sfondano a sfregio il finestrino e tirano fuori i ragazzini di peso. Il pazzo se ne accorge, ma quando fa ripartire l’autobus gli ultimi ragazzini si lanciano fuori in corsa. A quel punto viene acciuffato, percosso e portato in centrale vivo e vegeto.

Tutto questo favorito dal fatto che in Italia la gente non fa quello che gli dici manco minacciandola col coltello; siamo un paese di anarchici dove un bambino di 10 anni ti frega e si tiene il cellulare, un professore di 40 mette male le fascette ai polsi dei ragazzini e il Carabiniere mentre ascolta il sequestratore ha il tono di chi pensa “ma vaffanculo, adesso ti faccio vedere io”. Risultato finale: un sequestro con tentata strage risolto in venti minuti con una decina di escoriazioni, quattro cartoni all’autista e un autobus in fiamme. Tutti vivi. Qualsiasi altra forza dell’ordine, davanti a un risultato del genere, più che applaudire si dovrebbe mettere a studiare.

 
 
 

Papā...

Post n°430 pubblicato il 19 Marzo 2019 da il_parresiasta

Quando Dio creò il Papà

 

Quando Dio creò il papà cominciò disegnando una sagoma piuttosto robusta e alta.

Un angelo che svolazzava sbirciò sul foglio e si fermò incuriosito.

Dio si girò e l’angelo, “scoperto”, arrossendo gli chiese:

“Cosa stai disegnando?”.

Dio rispose: “Questo è un grande progetto”.

L’angelo annuì e chiese: “Che nome gli hai dato?”.

“L’ho chiamato papà”, rispose Dio, continuando a disegnare lo schizzo sul foglio.

“Papà... E a cosa servirebbe un papà?”, chiese l’angioletto accarezzandosi le piume di un’ala.

“Un papà”, spiegò Dio, “serve per dare aiuto ai propri figli; li incoraggerà nei momenti difficili, li coccolerà quando si sentiranno tristi, giocherà con loro quando tornerà dal lavoro, li educherà, insegnando cosa è giusto e cosa no”.

Dio lavorò tutta la notte dando al padre una voce ferma e autorevole, e disegnò ogni singolo lineamento.

L’angelo, che si era addormentato lì accanto, si svegliò di soprassalto e girandosi vide che Dio ancora stava disegnando.

“Stai ancora lavorando al progetto del papà?”, chiese curioso.

“Sì”, rispose Dio con voce dolce e calma, “richiede tempo”.

L’angelo sbirciò ancora una volta sul foglio e chiese: “Ma non ti sembra troppo grosso questo papà, se poi i bambini li hai fatti così piccoli?”.

Dio, abbozzando un sorriso, rispose: “E’ della grandezza giusta per farli sentire protetti e incutere loro quel po’ di timore perché non se ne approfittino troppo e lo ascoltino quando insegnerà loro ad essere onesti e rispettosi”.

L’angelo proseguì con un’altra domanda: “Non sono troppo grosse quelle mani?”.

“No”, rispose Dio continuando il suo disegno, “sono grandi abbastanza per poterli prendere tra le braccia e farli sentire al sicuro”.

“E quelli sono i suoi occhi?”, chiese ancora l’angioletto indicandoli sul disegno.

“Esatto!”, rispose Dio, “Occhi che vedono e si accorgono di tutto, pur rimanendo calmi e tolleranti”.

L’angelo storse il nasino e aggiunse: “Non ti sembrano un po’ troppo severi?”.

“Guardali meglio”, rispose Dio.

Fu allora che l’angioletto si accorse che gli occhi del papà erano velati di lacrime mentre guardava con orgoglio e tenerezza il suo piccolo bambino.

 

***********************

Auguri ai nostri papà e... un pensiero a quelli che ci guardano dal Cielo.

 
 
 

Fu vera privacy...???

Post n°429 pubblicato il 08 Febbraio 2019 da il_parresiasta

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DICI di voler preservare la mia privacy e poi mi blocchi perché non ti autorizzo a schedarmi e a classificarmi??

DICI di voler preservare la mia privacy e poi mi dici che ci sono terzi, assolutamente a me ignoti, che conosceranno le mie scelte?

PREFERISCO ignorare il tuo sito!

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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