Creato da alias1973 il 29/09/2006

L' ATTIMO FUGGENTE

"I WENT INTO THE WOODS BECAUSE I WANTED TO LIVE DELIBERATELY. I WANTED TO LIVE DEEP AND SUCK OUT ALL THE MARROW OF LIFE, TO PUT TO ROUT ALL THAT WAS NOT LIFE; AND NOT, WHEN I CAME TO DIE, DISCOVER THAT I HAD NOT LIVED " - "BOYS, YOU MUST STRIVE TO FIND YOUR OWN VOICE, BECAUSE THE LONGER YOU WAIT TO BEGIN, THE LESS LIKELY YOU ARE TO FIND IT AT ALL. THOREAU SAID: <MOST MEN LEAD LIVES OF QUIET DESPERATION>. DON'T BE RESIGNED TO THAT. BREAK OUT!". (DEAD POETS SOCIETY - 1989)

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Post n°131 pubblicato il 06 Aprile 2009 da alias1973
 


D E L I R I U M   T R E M E N S

Non sappiamo da dove veniamo, né dove andremo ma fatto è che nel frattempo viviamo.

L’umanità ha abbandonato da buon tempo l’illusione di possedere il dono dell’eterno esistere, rassegnandosi alla consapevolezza di essere qui di passaggio ma al contempo industriandosi per sfruttare al meglio l’intercapedine di tempo (l’unica) concessale in usufrutto.

Accade però che, alla stessa stregua di meno massimi sistemi, strada facendo si perdano di vista certi pur imprescindibili presupposti, concentrati come si è nel vivere il presente, progettare il futuro e dare per scontato che sia l’uno che l’altro finiranno tout court archiviati nel file a spazio memoria infinito del nostro passato.
Ma l’umanità, marchiata a fuoco dall’ineluttabile fugacità della sua natura, come potrebbe godersi appieno il mondo nel suo viaggio su questa terra se non, paradossalmente, rendendosi immemore del suo essere mortale?

Così, finisce che non ci si pensa troppo su e viene prassi comune che si concedano mente e corpo allo stravizio - laddove saranno la perseveranza e la tipologia del vizio a stabilire l’entità del fio futuro - o al contrario ci si permetta di rinunciare a vivere appieno sprecando un tempo che sconsideratamente cediamo all’ozio e all’inedia e fingendo d’gnorare il conto alla rovescia scattato il giorno in cui vedemmo la prima luce.

Nonostante tutto però, le nostre esistenze sarebbero scampoli informi di tessuto se non li imbastissimo a nostra forma ed
 
immagine con il filo delle certezze che via via ci creiamo. Avere e costruire delle certezze è qualcosa cui tutti tendono perché dentro di noi soffriamo per quella caducità originaria che inevitabilmente ci condanna.
La necessità di fissare punti di riferimento pratici ed emotivi è un naturale automatismo  e il trovarne ci rende sicuri e ci equipaggia contro le avveristà.
E’ estremamente consolatorio pensare che alcune cose “ci saranno sempre” (o perlomeno finchè ci saremo noi) e il disorientamento è fortissimo quando queste invece vengono meno.
E poi ci sono certezze e certezze, chè ognuno si adopera per arrivare ad ottenere le sue, ben sapendo che di alcune siamo i fortunati eredi, mentre per altre si lavora a rinsaldarle  tutta una vita.

Comunque sia si menano gli anni così, in un alterno godersela da una parte e a provare ad ingannar la morte e il crollo dei nostri piccoli, personali micromondi dall’altra, pensando che se faremo finta di nulla o ci impegneremo, se fileremo diritto, se saremo misericordiosi e buoni (e cattivi solo ogni tanto), preserveremo tutto dalla disfatta. Ed è proprio qui che ci freghiamo. Pensando di essere noi i padroni del vapore.

Che non è affatto così e sono certi terribili accadimenti che ci fanno provare sulla pelle quanto siamo piccoli, ed indifesi, facendo scaturire domande che sappiamo retoriche ma che innalziamo al cielo che è caduto, urliamo al mare che si è rovesciato o alla terra che ha sobbalzato.

Tutta roba che per poter vivere, ricordate?, avevamo dovuto dimenticare.


  

 
 
 

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Post n°130 pubblicato il 05 Aprile 2009 da alias1973
 
Tag: Eventi


Ci saranno pattuglie armate di etilometro all'uscita....???

" E IL VINO RALLEGRI IL CUORE DELL'UOMO" 

(Salmi 103, 15)

 
 
 

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Post n°129 pubblicato il 29 Marzo 2009 da alias1973
 

T E M P U S   F U G I T

Come un gatto l’acqua

il tiepidume umidiccio delle mezze passioni

con sdegnosa smorfia rifuggo.

Tempo che vola cuori più non sciala

ma nella frescura dei giardini segreti,

anni luce dall’amor cortese

e dalle sue riottose debolezze,

Giglio e Rosaspina cedono

al lascivo avviluppo delle radici

e folli di smania irruente
lor essenza imbastardiscono

fin’a mutar in dissennato colore

il florilegio dei loro capi.

Monta la luna nel cielo-zaffiro e

benevolo cade l’argenteo raggio.

Più del dorato diurno bagliore

penombra s’addice le delizie

degli amanti a benedire.

                                                                                                    Ali

 
 
 

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Post n°128 pubblicato il 25 Marzo 2009 da alias1973
 

U N T I T L E D

Dopo un breve periodo di assenza dal mio blog avevo pensato ad un ritorno in grande stile!! Magari pubblicando il post che da un pò stendo piano, come una pasta sottile, sfoglia dopo sfoglia, con mano di gioia.
Ma poi succede che mi mandano questo.
E in un attimo decido sia ciò cui ora mi va di lasciare il passo.

A me, cui il falsonesto buonismo e il cicaleccio pedante in cui giocoforza incorrono certi interventi in merito, m'ha sempre acuito la puzza sotto il naso.
Il che mi fa pensare.
Per esempio quando dirò che faremmo bene ad accendere il cervello e a commuoverci di meno, dato che a mio avviso
la pietà genera lacrime e la consapevolezza responsabilità.

Tant'è.
A volte ci vuole.

 
 
 

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Post n°127 pubblicato il 09 Marzo 2009 da alias1973
 

L A   R U O T A

D’Autunno
come volta di metallo
il cielo eppur riluce.
A raccolta chiama
di certi mobili stormi le ali
che come pesci a banchi
il novembrino rendez-vous
di gioiosi funambolismi onorano.

Verso ritrovate Primavere
istinto li muove,
lievi di piume
a più pacificate stelle, 
chè fuggir l'inclemenza
d'un verno incipiente
è ciò che Natura ha loro insegnato.

E come fulmine già
Marzo guerriero,
ventosa avanguardia di mantenute mitezze,
suona il risveglio.

 
 
 
 
 
 
 

L' ALILETTURA DEL MESE....

"TROPICO DEL CANCRO" - Henry Miller

 

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