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Di solitudini filosofiche

Post n°563 pubblicato il 03 Maggio 2018 da Fanny_Wilmot
 

Nietzsche soffriva terribilmente di solitudine. Credo che ne soffrisse sempre, anche quando era bambino, anche negli anni di insegnamento a Basilea, circondato da professori e studenti che lo ammiravano, e nei tempi dell'amicizia con Richard e Cosima Wagner - i giorni della felicità e della fiducia. Ma la parola solitudine non basta per comprendere l'istinto profondo di Nietzsche. Era troppo orgoglioso per credere che qualcuno potesse amarlo. Allora, con una specie di furore demoniaco, recideva ogni rapporto con qualsiasi essere umano.

[...]

Una filosofia come la mia, diceva, è come una tomba. Non si riesce a vivere insieme a lei.

tratto da Sogni antichi e moderni di Pietro Citati

Le malattie dell'anima sono porte chiuse sui giorni passati e su quelli che verranno. Credo  che solo l'amore possa curarle. O il sonno profondo. Alla maniera di Banana Yoshimoto.

 
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