Creato da Fanny_Wilmot il 01/02/2015

INSTABILITAS LOCI

(appunto il dis-appunto)

 

L'impero dei sensi

Post n°840 pubblicato il 26 Luglio 2021 da Fanny_Wilmot
 

Le 18 di un sabato pomeriggio rovente. Gelateria del Centro, rinomatissima per la bontà e la varietà dei gelati. Grande affluenza di signore e signorine che con ogni evidenza hanno appena abbandonato le spiagge. Osando parei che non lasciano nulla all'immaginazione, leccano i coni come se non vi fosse un domani, con una perizia tale che Moana e Cicciolina le diresti educande. E affinché neppure una goccia vada persa, le bocche si fanno fauci. A nessuna viene in mente di usare il cucchiaino.

Ora, le dee della volgarità sostengono che colei che non lecca il gelato ha poco da offrire in faccende di sesso. Be', ci sarebbe di che disquisire. Comunque, nell'immediatezza dei fatti i maschi hanno pòrto i loro omaggi. A tutte, tranne che a me.

Hot damn
See you licking frosting from your own hands
Want another taste, I'm begging, "Yes, ma'am."

 
 
 

Ai confini della realtÓ

Post n°839 pubblicato il 22 Luglio 2021 da Fanny_Wilmot
 

- Posso?

- Ci sono quattro posti liberi, scegline uno. Sono un po' discinta, però. E' un problema?

- Ma figurati. Scelgo il sedile rosso, così se vuoi stendere le gambe su quello davanti e stare meno discinta, puoi farlo. Tu dove scendi?

- A North Sentinel. Tu?

- Anch'io, e sorridendole le mostrai le mani. Con la metro, e con te, ci torno volentieri. Stavolta non c'è da remare.

- Posso?, chiesi di nuovo, ma questa volta indicando il sedile a fianco a lei.

- Certo, così appoggio la testa.

Lei: Mi aveva mostrato le mani come a dire: ti ricordi dei calli, vero? Ovvio, ricordavo i calli e tutto il resto, anche se erano passati anni, o forse giorni: chi può misurare il tempo sul limitare tra sogno e realtà? Guardai fuori dal finestrino. Le impressioni malinconiche del pomeriggio le aveva inghiottite la notte. Mi abbandonai a un'intimità umida e compiaciuta.

Lui: Mi ero seduto a fianco a lei, il braccio sulla sua spalla. Poggiò la testa. Anch'io. Sulla sua. Nessun orologio. Nessun tempo. Nessun altro passeggero.
Quel "portami con te" si alternava fra loro in un sempre e ovunque. Il treno cadenzò la loro intimità, da umida e compiaciuta fino a che si fece mare nella discrezione di cui si curò la notte.

Qualcuno sostiene che le giornate storte non si possano raddrizzare. Be', quei due, passeggeri di una stessa notte, avevano dimostrato che la vita non è la pellicola di un film, che la sua imponderabilità è un dato di fatto.

di Arienpassant e Fanny_Wilmot (in realtà il mio contributo è stato minimo)

***

Poiché ogni storia che si rispetti ha almeno due finali, a seguire quello senza happy ending.

Neanche mi rispose. Piegò solo le gambe sul sedile e si raggomitolò con la sua malinconia. Neanche più una parola. Scese alla fermata successiva. Neanche "ciao". La seguii con lo sguardo dal finestrino. Si fermò e rispose al cellulare. Aveva il viso disteso. Mi sembrò addirittura che ridesse. Mah. Il treno ripartì. L'occhio casualmente finì sul suo sediolino. Aveva dimenticato là, la sua malinconia. Alla fermata successiva pensai di fare lo stesso. Lasciai la mia tristezza sul sediolino e scesi ma, fanculo, non funzionò. A differenza della donna discinta, la mia dimenticanza era premeditata come una bugia e la tristezza non ci cascò. Oppure le donne sanno raccontarle meglio le bugie. 

Arienpassant

 

Ai confini della realtà
dal passato sei tornata qua ma il passato non c'è più
dev'esserci un errore
ai confini della realtà
una storia tanto tempo fa
sì ma il tempo non c'è più se tu mi chiami amore...

 
 
 

Nascondi la malinconia? Sei un idiota

Post n°838 pubblicato il 21 Luglio 2021 da Fanny_Wilmot
 

A proposito della malinconia, Aristotele scrisse che è prerogativa delle menti più acute e ovviamente, avendole definite tali, non aveva motivo di biasimarle. Oggi accade esattamente il contrario: in un mondo che ci vuole performanti (il fatto stesso che si insista con l'uso di un aggettivo derivato dall'inglese la dice lunga del nonsense in cui galleggiamo) e devoti al successo (altro slogan da mettere all'indice), lasciar trapelare o peggio ancora manifestare apertamente ansia, tristezza e inquietudine equivale a dire: sono inutile, debole e condannato allo struggimento in solitudine. Ma le cose non stanno esattamente così. Escludendo i casi in cui la melancolia funge da lasciapassare per la depressione vera e propria, ogni testa pensante presenta delle crepe che non sono affatto la spia di un un disagio psichiatrico, tutt'altro. Imparando a indagarle, quelle crepe, si scoprirà che la malinconia non è un marchio infamante, e che nei casi più felici ti nobilita pure.

P.S. Ho dedicato un blog alla mia bile nera, pur potendone scrivere qui. Riprendendo il titolo del post, sì, sono un'idiota.

In alto un quadro di Hopper

 
 
 

Arienpassant, il blog pi¨ bello che ci sia

Post n°837 pubblicato il 20 Luglio 2021 da Fanny_Wilmot
 

A mio modesto parere, anzi no, a mio insindacabile giudizio, Arienpassant è il blog più bello di Libero, capace di declinarsi in un'infinità di argomenti, di fatto stracciando persino il mio di blog che pure, al pari della Settimana Enigmistica, vanta innumerevoli tentativi di imitazione. (Scherzo).

Se sono qui a scriverne è perché da qualche settimana Arienpassant, autore del blog omonimo, è di fatto vittima di un'ingiustizia poiché i suoi post non compaiono più nella rassegna giornaliera che assicura agli utenti di questa community quel minimo di visibilità, e di conseguente condivisione, che è poi il senso ultimo nel redigere un blog. Diversamente, per mantenere traccia dei propri pensieri, si farebbe ricorso a moleskine e diari di adolescenziale memoria, giusto?

In attesa che il problema venga risolto, penso al lettore più esigente che cliccando sui link proposti godrà dell'ironia, delle trovate di spirito e della visionarietà che da sempre sono la cifra stilistica del blog in oggetto, e la cui peculiarità trova maturo compimento in una compagine di personaggi che pur sfuggendo all'immediata comprensione, quella più triviale per intenderci, nondimeno, a lettura conclusa, si cristallizzeranno con lampante limpidezza nella sua mente.

A seguire i link di alcuni post che, sempre a mio insindacabile giudizio, meglio rappresentano la materia di cui vado ciarlando.

Rewind; Nulla è come appare; Camembert; La notte dei sei divani;

***

"Come fai a sapere, appartenendo a questo mio stesso mondo, che North Sentinel non ti sarebbe stata congeniale?"

"Lo so perché non sarebbe stata congeniale nemmeno a te."
"E cosa ne sai, nemmeno mi conosci."
"Sottovaluti la parola, non è da te. Pensaci, quante volte, dicendo "a pelle", sintetizziamo un magnetismo attrattivo o repulsivo solo attraverso una rapida escursione fatta dagli occhi. E tante volte non ci sbagliamo. Molte volte, forse più di quelle, c'è qualcosa che potrebbe sembrare meno indizievole di quanto possa esserlo quel "a pelle", malgrado mancano gli occhi. Sono le parole e, poco importa se di esse non c'è nemmeno il rumore. La parola è un insieme di indizi che amplifica lo spettro della reciproca conoscenza. Per toccare il nostro oltre, la parola ha la stessa velocità degli occhi e quando lo fa, in termini statistici, è più credibile di qualunque ‘a pelle'. Suggerire un film, ad esempio, è solo fornire un titolo oppure è trasmettere anche una certa quantità d'informazioni su di sé? Un film non è un colore preferito o il fiore preferito. E' un mucchio di roba."

Negli occhi di Nortia c'è un cocktail di divertimento, curiosità e disincanto. Quest'ultimo è la base del cocktail. Il collante. Non il giovane ufficiale che è alle prime armi con la barra del timone. Lei i mari li ha navigati tutti. Bevendo pure ma senz'annegare. Di schiaffi, dalle onde, ne ha presi tanti e ne ha restituiti meno solo per cultura. Quando si siede al tavolo lo fa per mettersi in gioco e lascia il tavolo se si accorge che gli altri non lo fanno. Le basta poco per divertirsi, tutto il resto l'annoia. Contabilmente però è più quello che l'annoia che quello che la diverte, anche se poi le sfugge di averlo detto lei solo due righe prima:
‘Eppure io darei non so cosa per vivere in un'enclave di esseri a mia immagine e somiglianza'.

"Lo farei anch'io ma, dopo 5 giorni, saziata la curiosità ti direi, io vado via e tu mi diresti "portami con te".
"Ahahah presuntuoso. E poi perché dovrei dirtelo?"
"Perché qui, a North Sentinel, ci siamo solo spostati da un mondo che ci stava stretto ad un altro che ci starebbe ancora più stretto."
"Cosa ci mancherebbe a North Sentinel per farne il nostro mondo?"
"A me non mancherebbe allontanarmi da chi non è a mia immagine e somiglianza, continuerò a farlo, e questo non significa che essere a mia immagine e somiglianza significhi pensarla allo stesso modo su ogni cosa, sarebbe noioso e non mi farebbe crescere. Con immagine e somiglianza, entrambi intendiamo identità culturale. Quello che mi mancherebbe è quello che hai fatto tu. Non rifuggire gli altri ma, anche solo con uno scambio di commenti, la voglia di cercare i miei simili."

Restammo un po' in silenzio. Nortia fece qualche passo sulla spiaggia. Raccolse qualche sasso. Ne lanciò uno a fior di mare. Ne contò i salti. Poi un altro. Tornò verso di me.

"Portami con te", mi disse.
"Ti avrei portata con me comunque. Anche se fossi rimasta qua".
Se davvero la conoscevo, non mi avrebbe lasciato l'ultima parola.
"Non vengo perché hai ragione, ma solo perché senza di me non te la caveresti".

Infatti, io remavo e lei si spalmava la protezione.

Arienpassant, North Sentinel

 

 

 

 
 
 

L'italia a colori ci piace solo sulle cartine storiche

Post n°836 pubblicato il 19 Luglio 2021 da Fanny_Wilmot
 

Dopo un anno e mezzo di pandemia abbiamo ottenuto il risultato di pensarci insufficienti, dovendo negoziare, pressoché giornalmente, spazi museruole e vaccini, per tacere di questioni più scottanti. Davanti continua a srotolarsi un'unica strada percorribile, quella che porta alla sopravvivenza. Non era così che doveva andare, ma tant'è, e comunque abbiamo pagato abbastanza; il solo fatto d'aver rinunciato al delirio di onnipotenza la dice lunga sul grado di consapevolezza raggiunto che, d'accordo, non conferisce innocenza ma significherà pur qualcosa.

Decontestualizzando Faulkner che scrisse: "Tra il dolore e il nulla io scelgo il dolore", a questo punto meglio il nulla, quel nulla però da cui ripartire, una sorta di tabula rasa che sostituisca questo tempo invivibile della cui obliquità possiamo fare a meno. Per cui chi può si vaccini, e chi in tal senso può dare l'esempio, lo faccia. Poi verrà il tempo di tornare a parlare di libertà individuale, sebbene ai più intemperanti andrebbe sottolineata l'esistenza  dell'articolo 16 sulla libertà di circolazione che già ci limita "per motivi di sanità e sicurezza". Per ora pensiamo a non affondare, e presto esibiremo al virus variante un inoppugnabile certificato di vittoria.

 
 
 
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non ne dubitavo :))
Inviato da: arien
il 26/07/2021 alle 19:01
 
Continuer˛ a sporcarmi le gambe (senza lamentarmi) con le...
Inviato da: fanny
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Argomento scivoloso ed ambiguamente ossimoroso visto che...
Inviato da: arienpassant
il 26/07/2021 alle 16:29
 
No, mi rimproveravo da solo :)
Inviato da: arien
il 23/07/2021 alle 15:57
 
Ma dai, ogni tanto ci sta...e comunque non ti sto...
Inviato da: fanny
il 22/07/2021 alle 21:36