Creato da Fanny_Wilmot il 01/02/2015

INSTABILITAS LOCI

(appunto il dis-appunto)

 

In memoria di me

Post n°669 pubblicato il 11 Marzo 2019 da Fanny_Wilmot
 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 
 
 

L'ignoranza non ha colpa?

Post n°668 pubblicato il 05 Marzo 2019 da Fanny_Wilmot

 

C'è chi li definisce analfabeti funzionali e chi, più prosaicamente, ignoranti inconsapevoli.

In un modo o nell'altro ci si riferisce a quegli individui incapaci di comprendere le istruzioni del cellulare o del bugiardino; in Italia il deficit da comprensione riguarda il 47% della popolazione ed è trasversale, interessando politici, professionisti e studenti.
Come uscire da questa impasse? Gli esperti offrono le soluzioni più ovvie - investire nell'educazione dei giovani e più in generale della cultura a tutto tondo - ma resta il fatto che l'ignorante può affrancarsi dal suo stato solo se ha percezione di essere mancante in qualcosa. Sempre che, dopo il lampo di consapevolezza, non intervenga la superbia.

 
 
 

Il bacio è un atto sessuale ad armi pari

Post n°667 pubblicato il 25 Febbraio 2019 da Fanny_Wilmot
 
Tag: baciare

Quale innegabile acume nel definire il bacio "un atto sessuale ad armi pari"! Del resto a parlare è Anais Nin, mica l'autrice di Cinquanta sfumature di grigio. Detto ciò, rimarrà un mistero il perché venga data tanta importanza all'atto sessuale tout-court a scapito dei preliminari fisici ed empatici. Ma tant'è, il paradiso poco s'addice all'uomo comune, avvezzo a rapporti di sopraffazione economica e sessuale e in tempi più recenti alla compulsività social.

 
 
 

Io non so parlar d'amore

Post n°666 pubblicato il 24 Febbraio 2019 da Fanny_Wilmot
 
Tag: amore

Pure, l'amore che volevi l'avevo io da darti;
l'amore che volevo - lo dissero i tuoi occhi
sciupati e diffidenti - l'avevi tu da darmi.
Si sentirono, si cercarono i nostri corpi;
pelle e sangue compresero.

Ma ci nascondemmo, tutti e due sconvolti.

Costantino Kavafis

Agli amanti è noto che paradiso e inferno sono sinonimi perché hanno familiarità col demone peregrino delle ore felici, quel demone che sempre promette e sempre revoca. E tra lo svanire di immagini, solo poesie atipiche dal sublime rantolante.

P.S. Il titolo del post, che non è quello della poesia, è rivelatore di una persona che ha chiuso con l'amore e con gli annessi e connessi. Continuo tuttavia a parlar d'amore perché ciò di cui volevo scrivere, ovvero del mio amato Proust, non l'ho compreso fino in fondo.

P.S. Mi accorgo solo ora (20.07) che questo post ha un che di satanico.

 

 
 
 

Se fossi degna d'amore

Post n°665 pubblicato il 22 Febbraio 2019 da Fanny_Wilmot
 
Tag: donne

Se fossi degna d'amore non dovrebbe esserci un uomo al mio fianco? È questa la domanda che spesso mi è stata posta da amiche che erano state abbandonate; singolare che un quesito così spietato arrivasse da soggetti con carriere di tutto rispetto ma, evidentemente, con una falsa coscienza di sé.

Benché facile negarlo, ancora oggi le donne cercano conferme del proprio valore in una relazione che funziona; e paradossalmente, quando questa si conclude, è quasi sempre la donna a sentirsi responsabile del fallimento.

E a lungo, nella propria intimità, cercherà il profumo che dischiude il ricordo.

 

Sei sale amore e vento su di me


 

 


 
 
 

Chi ha paura di Sarah Kane?

Post n°664 pubblicato il 21 Febbraio 2019 da Fanny_Wilmot
 

Il 17 febbraio 1999 Sarah Kane decise che 28 anni potevano bastare; ma le pillole ingoiate non furono sufficienti per cui ci riprovò con successo, tre giorni dopo, impiccandosi. Secondo il comune sentire Sarah non era mai stata normale, ma come può esserlo una persona depressa?

Controversa la sua breve carriera: i cinque testi teatrali prodotti in un arco temporale di poco inferiore ai sette anni furono oggetto di critiche feroci ma anche di lodi; da brividi la frase di Roland Barthes che la ispirò per Cleansed :

"essere innamorato è come essere ad Auschwitz"

Credo che Sarah Kane sarà ricordata soprattutto per la lucidità con cui scrisse, in tempo reale, del suo suicidio, e credo altresì che molti di noi siano in debito con la sua onestà. Perché non è facile ammettere con se stessi che nascere è stato un errore.

 

eudaimonia: il bene a cui tutti i desideri tendono.

 

 

 
 
 

Come dire l'amore

Post n°663 pubblicato il 20 Febbraio 2019 da Fanny_Wilmot
 
Tag: amore

Che cosa sono i secoli di fronte all'istante in cui due esseri si presagiscono e si accostano?

Hölderlin, Iperione

Ecco, forse presagire è la parola chiave per poter accennare all'indicibile, all'amore. Detto ciò, non è forse vero che gli amanti si appartengono ancor prima di incontrarsi e che a suggello dell'avvenuto congiungimento si dicono guariti dalla pena dell'Assenza?

Amore porta il dialogo amoroso oltre la contingenza, sotto un cielo a cui gli amanti, talvolta, si rivolgeranno con lessico mistico; e se pure ci saranno giorni annuvolati, è certo che Amore non permetterà che l'infelicità del vivere umano si riaffacci nelle loro vite.

Non amare significa essere soggetti mancanti, quindi vulnerabili, a meno che non si riesca a raggiungere quello stato di autosufficienza che mette fine a ogni dipendenza. Anche alla più bella.

 

 
 
 

Writing is an erotic device

Post n°660 pubblicato il 04 Febbraio 2019 da Fanny_Wilmot

"Writing is an erotic device. The imaginary gaze of the gentle reader has no function other than to give the word a new and strange consistency. The reader is not an end; he is a means, an instrument that doubles the pleasure, in short a voyeur despite himself."

Jean Paul Sartre, introduction to Jean Genet's Our Lady of the Flowers

 

Talvolta mi chiedevo se qualcuno, leggendo i miei vaneggiamenti, sorrideva o ne restava intimorito; oggi non me lo chiedo più avendo sospeso l'esercizio doloroso di sottopormi, benché virtualmente, all'opinione altrui. Tuttavia resta condivisibile il pensiero di Sartre quando afferma che ogni lettore è suo malgrado un voyeur; nel caso dei lettori di blog poi, perlomeno di quelli a dimensione intimistica, il lettore oltre a essere voyeur è anche investigatore, costretto a discernere tra vero e falso, tra psicopatici e reticenti. Perché se è innegabile che l'occhio allenato lambisce tutto più o meno istantaneamente, il cervello deve separare realtà mescolate e non è detto che vi riesca.

 

Postilla: ha senso riesumare i post? Ora che ne ho riesumati un paio, posso affermare che la risposta è no. Perché nulla torna intatto dall'essere stato.

Neppure il titolo ;)

 

 

 
 
 

Senz'arte né sesso?

Post n°659 pubblicato il 03 Febbraio 2019 da Fanny_Wilmot

"Vi sono diversi tipi di attività umane: quelle che se non svolgiamo moriamo e quelle che abbiamo un forte desiderio innato di svolgere. Bere e mangiare appartengono alla prima categoria. Sesso e arte alla seconda. Possiamo sopravvivere come individui senza fare sesso e senza l'arte. Ma, in qualsiasi società umana, il comportamento sessuale e l'attività artistica hanno un ruolo decisivo. È risaputo che persino i prigionieri confinati in piccole celle rappresentavano immagini graffiando i muri di pietra. A Malta ci sono antiche prigioni dove, secoli fa, i marinai venivano confinati: si possono ancora vedere i loro disegni di navi incise sulle pareti calcaree".

Desmond Morris

Cesure e censure mi impediscono di fare un computo attendibile, ma direi che il sesso - nelle sue varie manifestazioni - permea la vita di tutti i miei conoscenti-amici-affetti. Per quanto concerne l'arte, invece, come cosa miserrima resta relegata all'evento estemporaneo. E nessuno pare dispiacersene. Tranne me, ovviamente.

Le quotidien avec elle est

un enchantement. J'essaye

de fixer sur le film la grâce

discrète et dérisoire de ces 

petits moments. Mais

comment se fait-il que la 

photographie en garde la

trace? Est-ce la sensibilité

chimique du film qui le rend

apte à capter l'aura

des êtres? L'immobilité

apparente de la photographie

est en réalité un processus

discret d'entropie: même 

quand le tirage...

 

 
 
 

Colpa ed espiazione

Post n°658 pubblicato il 02 Febbraio 2019 da Fanny_Wilmot




Se un extraterrestre mi chiedesse di definire l'umana aberrazione, mi sottrarrei alla tentazione di attingere alla saggistica e gli suggerirei di vedere El Club. El Club non è solo un film anticlericale, ma un mix di colpa, fede ed espiazione che può riguardare tutta l'umanità, indipendentemente dall'abito talare; i personaggi sono quattro preti (ai quali se ne aggiungerà un altro inviato dal Vaticano con funzioni ispettive) che espiano le loro colpe in una casa isolata prospiciente la costa cilena; a sorvegliarli una suora della loro stessa caratura morale con la quale condividono la liturgia quotidiana fatta di preghiera, canto, pasti. Se per pedofilia e traffico di minori la società civile prevede condanne penali, la Chiesa reputa sufficiente l'allontanamento, e non il carcere, come forma di espiazione; ecco perché i quattro, quantunque impossibilitati ad abbandonare il misero villaggio di pescatori, non hanno manette o lucchetti alle porte. A un certo punto della narrazione, i peccati di matrice sessuale sono rievocati da tale Sandokan, uomo allo sbando che, incapace di rimuovere le violenze subite da un uomo di Dio quando era ancora bambino, irrompe sulla scena con un monologo a base di prepuzio, penetrazione, eiaculazione. Scena imperdibile.

E ora per celia: nel caso in cui un extraterrestre dovesse passare da qui, tengo a specificare che il film è senz'altro esaustivo dal punto di vista di cui sopra, ma a noi umani risulta aberrante; ecco perchè lo sconsiglio ai puri di cuori e lo raccomando ai portatori dei segni fuorvianti del catechismo.

foto di Eric Bénier Bürckel

 

 
 
 

SESSO E DISABILITA'

Post n°657 pubblicato il 01 Febbraio 2019 da Fanny_Wilmot

Le persone colpite da malattie invalidanti hanno tanti diritti, ma non l'accesso ai piaceri del sesso. Questo non significa, ovviamente, che non lo conoscano affatto dal momento che la masturbazione è un processo istintivo e il sesso a pagamento è aperto a tutti; tuttavia non è così che dovrebbe andare, tant'è che in Olanda, Germania e Paesi scandinavi esistono servizi di assistenza per persone con disabilità.

 

Tempo fa conobbi Angelo. Un leggero ritardo mentale e qualche problema di deambulazione; dolcissimo, educato, frequentava un centro per reietti a vario titolo: ex-tossici, ex-alcolisti, emarginati senza un vero perché. Angelo non aveva mai avuto esperienze sessuali e un giorno ne parlò con un volontario, a suo modo, tra candore e imbarazzo. Ma i genitori, messi al corrente della conversazione, non ne vollero sapere: il loro bambino che copulava con una donna? Il volontario aveva capito male.

Ora Angelo vive in un istituto. Continua a guardare le ragazze, quando capita.

 

 

 

 
 
 

Tu recuerdo

Post n°656 pubblicato il 31 Gennaio 2019 da Fanny_Wilmot




Suppongo di non rivelare alcunché di straordinario dicendo che viviamo un mondo illogico, pullulato da solitudini del cui dramma saremo messi a parte a esequie avvenute; e suppongo pure che l'ovvietà di quanto appena espresso non infici il ritmo cardiaco del lettore che potrebbe obiettare che esistono stati più gravi della condizione di isolamento, nel qual caso dovrei dedurre che lo stesso non è sufficientemente informato sulla differenza che intercorre tra solitudine come atto di volontà, e dunque arrecante benefici, e quella di cui si è vittime.

 

Questo post è una carezza alle solitudini incontrate su Libero, solitudini che attraverso prose lievi o folgoranti si sono spogliate di ogni ambiguità per incappare, talvolta, nell'ardimento idiota dell'anonimo che non si faceva scrupolo di prodursi in sberleffi e ingiurie. Per quel che vale, il mio grazie va a quelli che ora scrivono il loro romanzo altrove perché, senza neppure sospettarlo, hanno reso meno greve la mia solitudine. Non dimentico tuttavia i compagni di viaggio che sono ancora qui, come me, a ripetere le stesse liturgie.

Tu recuerdo sigue aqui
A veces gris, a veces blanco
Todo depende del lugar
Que tu te fuiste, eso es pasado

 

 

 

 

 
 
 

August Sander

Post n°655 pubblicato il 30 Gennaio 2019 da Fanny_Wilmot
 

Bambino della classe media, 1925 ca

 

Che cosa leggiamo nei volti contemporanei ritoccati dal computer? Il nulla, l'inganno, l'illusione. E che cosa possiamo leggere nei ritratti di August Sander? La società del suo tempo, a partire dal 1924. Ed ecco sfilare bambini, soldati, borghesi, contadini. Niente filtri, ma persone a un passo dal disastro storico hitleriano. 

Un compendio di solidarietà per i posteri.

 

Giovani contadini, 1941

Soldato, 1940 ca

Pugili, 1929

Bambine cieche, 1930-1931 ca

Farming Family, 1913-14

 
 
 

D. e G.

Post n°654 pubblicato il 29 Gennaio 2019 da Fanny_Wilmot
 
Tag: io e D.

D. "Quando la vidi per la prima volta, pensai meccanicamente: io quella me la voglio scopare. Ero sicuro del fatto mio, alle ragazze piacevo e quindi, come accadeva puntualmente, anche la sua immagine sarebbe diventata qualcosa di concreto. Però non mi riusciva di conoscerla, era fuori sede per l'università e rientrava in città una volta al mese. Inoltre era fidanzatissima. A onor del vero fidanzatissimo lo ero anch'io, ma per me andare con un'altra non è tradire, si tradisce con il pensiero non con il corpo.

Passò un anno e infine accadde. Sabato sera, solito pub, i miei e i suoi amici. Ero solo, la mia ragazza era andata a sciare e il suo ragazzo era stato liquidato. Ci presentò un'amica comune, decidemmo di andare a ballare.

eccoti qui sei anni in più
magra e attraente tu di nuovo qui
e cerchi me tra la gente
con la mano saluti e due baci discreti tra noi due

ti amo ancora e ancora vorrei amarti

 

G. "Quando vidi D. per la prima volta pensai: però! simpatico, attraente, ma da dove salta fuori? Mi fissava senza imbarazzo, mi piaceva come mi guardava. Quando la mia amica mi confidò che era un po' che voleva conoscermi, ne fui sorpresa ma non lusingata; sapevo di piacere, il suo interesse per me era scontato. Andammo a ballare; bevvi fino a raggiungere quello stato di ebbrezza che mi permette di essere allegra ma non stupida, con qualche licenziosità di troppo che agli uomini piace da matti. A fine serata ci salutammo senza enfasi, i reciproci numeri di telefono in tasca. Mi addormentai ospitando la prosa di certe sue frasi.

 

D. e G. : Sono passate le stagioni e gli anni, non abbiamo smesso di cercarci, non ci siamo venuti a noia.

 

D. "Quelle rare volte che intercetto G. sono sempre in macchina; vorrei fermarla, chiedere come sta, se ci vediamo per un caffè. Ma lei si infila in una via e la perdo di vista. Mi servirebbe un elicottero.

G. "Quando mi capita di incrociare D. mi emoziono ancora, e subito penso: sono bella oggi? Lo saluto con discrezione, sorridendo, poi mi dileguo. Sebbene lo desideri, non sarò mai pronta a parlargli di nuovo. 

 
 
 

A Elsa Morante

Post n°653 pubblicato il 28 Gennaio 2019 da Fanny_Wilmot
 

I nostri sentimenti sono ambivalenti.

Se c'era, c'è, in me odio, c'era, c'è anche amore.

Come per Pierpaolo, anche per me

tu eri maestro e duca, e dunque

 

ora te lo confesso che mi manchi. E 

questa privatissima lettera in poesia

vuole essere il riscatto della mia (e tua)

atroce nostalgia.

 

Che fai ora? Parlo ad una morta

per me che viva s'aggira nel suo Tao

ma la tua dritta via non è la mia

 

se non con il sentimento, ma non la

ragione perfida che c'inchioda a bere

al calice della verità la menzogna

necessaria.

 

Ora, cara, ti saluto: il momento

dell'amore è passato e il cervello

lieve lieve è portato a nascondere

il pianto, e magari trionfasse

senza inganno la pietà.

Dario Bellezza

 

Ma chi era Elsa Morante? I critici sono concordi col dire che fu scrittrice dolorosa e ribelle, portata a fare della letteratura materia per torturare se stessa e il lettore, tant'è che nella sua prosa, oltre all'afflato poetico non mancano le scorie. Ma fu soprattutto coraggiosa, Elsa, nel dire che quando l'amore è assente, manca a tutti. Disperatamente.

 

"E allora mi sono guardata negli occhi. Raramente ci si guarda, con se stessi, negli occhi, e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo. Dicono che, immergendosi allo specchio nei propri occhi - con attenzione cruciale e al tempo stesso con abbandono - si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l'ultimo Altro, anzi l'unico e vero Sestesso, il centro di ogni esistenza e della nostra, insomma quel punto che avrebbe nome Dio. Invece, nello stagno acquoso dei miei occhi, io non ho scorto altro che la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me. Sempre il medesimo, con la sua domanda d'amore ormai scaduta e inservibile, ma ostinata fino all'indecenza".

Elsa Morante

 

 
 
 

La pacchia è finita

Post n°652 pubblicato il 28 Gennaio 2019 da Fanny_Wilmot
 

 

Se solo aveste avuto la bontà di leggere più libri, sapreste senza ombra di dubbio che questo blog è redatto da Fanny_Wilmot e non da un'altra persona; lo stile - sì, abbiamo tutti uno stile pur non essendo scrittori, è una firma, tant'è vero che ogni qual volta ho provato a scrivere, sempre su Libero, usando altri nick, i miei amici mi riconoscevano senza neppure chiedere conferma.

Ora, siccome tutti voi confidate nella mia pazienza e tolleranza, sappiate che queste doti sono al lumicino. Quindi o venite qui per puro divertissement oppure fate degli intenti polemici e delle offese quello che normalmente fareste della cartaigienica.

Ora sono davvero incazzata. 

 
 
 

Monique

Post n°651 pubblicato il 27 Gennaio 2019 da Fanny_Wilmot

Nel racconto di Simone de Beauvoir, Una donna spezzata, la protagonista, Monique, sente il mondo crollarle addosso quando il marito la lascia per un'altra che è il suo esatto opposto: mentre lei ha scelto di dedicare tutta se stessa alla famiglia, l'amante è avvocata di successo, divorziata, emancipata.

Sola e senza appigli, Monique cerca di farsi aiutare da uno psichiatra e prova a lavorare; ma il salto di qualità verso una vita finalmente indipendente dura poco: abbandonerà sia la psicoterapia che il lavoro.

Depressa al punto da dubitare, a ogni risveglio, di arrivare fino a sera, Monique va a New York a far visita alla figlia, franca nel rapportarsi alla madre; la speranza è che l'aiuti a prendere coscienza dei propri errori ma, una volta tornata a Parigi, si ritroverà al cospetto di una porta chiusa, quella della stanza coniugale. E sebbene desideri non muoversi più di lì, pensa:

"Ma so che mi muoverò. La porta si aprirà lentamente, e vedrò cosa c'è dietro. C'è l'avvenire. La porta dell'avvenire sta per aprirsi. Lentamente. Implacabilmente. Io sono sulla soglia. C'è soltanto questa porta e ciò che v'è nascosto dietro. Ho paura. E non posso chiamare nessuno in aiuto. Ho paura".

In effetti Monique ha tanti altri nomi, i nomi di tutte le donne che hanno sacrificato se stesse in nome dell'amore o dell'affetto per mariti, figli amanti: soggetti deboli economicamente ed emotivamente, delusi dallo scempio reso alla loro vita.

Fortunatamente il femminismo ha fatto la sua parte, di donne che si azzerano per un uomo ce ne sono ormai poche, eppure a uno sguardo attento non sfugge che persino in donne pienamente realizzate sopravvive un'ombra di Monique; lo capisci dall'emorragia sentimentale provocata da relazioni insensate, caratterizzate dalla disparità nel modo di rapportarsi l'un l'altro. E deducendo che si tratta di dipendenze patologiche, scambiate per amore, non si sbaglierebbe.

foto di Sara Robin

 
 
 

Emma Bovary, che sciocca!

Post n°650 pubblicato il 25 Gennaio 2019 da Fanny_Wilmot
 

Non si dà prova di acume considerando il romanzo Madame Bovary come narrazione del divario che intercorre tra sogno e realtà; andrebbe piuttosto inquadrato nell'ottica di un fallimento esistenziale, nato dall'ingenuità di poter vivere fino in fondo la passione senza tener conto delle falsificazioni della vita.

Emma, delusa dal matrimonio con Charles, sposo fedele e devoto, sogna una vita diversa in nome dell'amore, ma incontra solo uomini meschini ai quali si dà senza riserve, ricevendo in cambio carezze di abietta viltà.

Emblematica la scena in cui implora il ricco Rodolphe di fuggire con lei e riceve in risposta un diniego motivato da un "costa troppo"; e quando in un secondo momento le invierà la lettera d'addio sarà ancora più triviale, ricorrendo all'espediente di una goccia d'acqua per far sì che Emma pensi che ha pianto.

In un contesto che non offre vie d'uscita, Madame Bovary diventa eroina solo in punto di morte; tuttavia alla sua veglia funebre sarà la meschinità a trionfare: il farmacista Homais e il prete Bournisier, un tempo nemici, brinderanno alla sciocca Emma che aveva minacciato l'ordine sociale.

Ecco perché la corsa in carrozza tra Emma e Léon, intorno a Rouen, non poteva che avere una connotazione derisoria e profetica.

 
 
 

Il senso mancante

Post n°649 pubblicato il 24 Gennaio 2019 da Fanny_Wilmot

Stando alla "legge dei contrasti simultanei" di Eugene Chevreul, due colori complementari se affiancati si esaltano e se mescolati si spengono, mentre un tono scuro si scurisce ancora di più vicino a uno chiaro e viceversa. Se la vita fosse una questione di colori gli umani, facendo tesoro degli insegnamenti del chimico francese, non conoscerebbero distorsioni, contorsioni e contusioni né ricorrerebbero a penose generalizzazioni d'ordine filosofico per sentirsi compresi nel ruolo di raffinati pensatori. Ma la vita è straniante e paradossale come un'opera di Man Ray e tanta parte di essa è destinata a passare tra irrilevanza e oblio, tra alternanze di grigi e neri con qualche intemperanza in rosa.

Man Ray, Necklace or Anatomy

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

La neve

Post n°648 pubblicato il 23 Gennaio 2019 da Fanny_Wilmot

La neve cominciò a cadere a mezzanotte. Ed è vero

che si sta meglio in cucina,

anche se fosse la cucina dell'insonnia.

V'è caldo, ti cuoci qualcosa, bevi del vino

e guardi dalla finestra l'intima eternità.

Perché dovresti affliggerti se nascita e morte siano solo dei punti,

sapendo che l'esistenza non è una retta.

Perché dovresti tormentarti guardando il calendario

e preoccuparti quanto vi sia in gioco.

E perché confessare a te stesso che non hai denaro

per le scarpette di Saskia.

E perché poi vantarti

di soffrir più degli altri.

Anche se sulla terra non vi fosse il silenzio,

questo nevicare lo ha già sognato. Sei solo.

Quanto meno gesti. Nulla da mettere in mostra.

Vladimìr Holan

Chi volesse trovare nella produzione di Holan riferimenti alla storia ceca all'indomani della Seconda guerra mondiale, resterebbe deluso; ad eccezione di una breve parentesi, Holan fu un poeta teso a comprendere la realtà nel suo complesso. Il muro, figura ricorrente delle sue liriche, simboleggiò la barriera tra il poeta e la realtà esterna e più concretamente, per un arco temporale durato quindici anni, l'interdizione a pubblicare le sue opere in base alle direttive del Partito comunista cecoslovacco.

Holan, il poeta notturno, reagì isolandosi nella casa di di Kampa; di qui l'immagine del poeta murato che ha dato il titolo a un'antologia curata da Vladimir Justl e Giovanni Raboni.

 

 

 
 
 
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