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(appunto il dis-appunto)

 

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Becchino cancellato quadro venduto

Post n°621 pubblicato il 04 Dicembre 2018 da Fanny_Wilmot
 

Se parlare di sesso suscita spesso un'interesse di carattere dozzinale, il solo accostarsi al tema della morte non solo porta a una forma difensiva di dis-interesse ma provoca soprattutto repulsione, perplessità, riprovazione. La storia di questo quadro, Vecchie calzette, è emblematica.

L'autore, Angelo Morbelli, ritrae delle vecchiette  - ospiti del Pio Albergo Trivulzio di Milano - intente a sferruzzare e rammendare; tutto l'insieme suggerisce un'atmosfera di quieta rassegnazione, ma al di là della finestra una figura incombe: è il becchino.

Quando Morbelli, era il 1903, presenta la tela alla critica la risposta è entusiastica, ma l'elemento sinistro va eliminato perché non avrebbe mercato; così, benché inizialmente riottoso, l'artista cede: cancella il becchino e il quadro viene acquistato da un diplomatico di Montevideo.

La presenza occulta del becchino è oggi nota per via di un disegno preparatorio ritrovato da Giovanna Ginex in una collezione privata.

Della serie "meglio alludere che esplicitare".

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Commenti al Post:
je_est_un_autre
je_est_un_autre il 04/12/18 alle 09:43 via WEB
Il quadro mi sembra che resti comunque molto bello, peccato per la censura. Che poi, cosa vuoi censurare? E' il destino di tutti, non serve a niente dare una mano di vernice.
 
 
Fanny_Wilmot
Fanny_Wilmot il 04/12/18 alle 12:24 via WEB
In rete non sono riuscita a trovare il disegno preparatorio...interessante, davvero. Quelli che hanno tanta paura della morte, non hanno mai ricevuto la sua visita in sogno? Quasi nessuno è pronto ad accoglierla a braccia aperte, ma da qui a farne un tabù ce ne vuole.
 
Narcysse
Narcysse il 04/12/18 alle 10:45 via WEB
Pochi accolgono la morte nei propri giorni in vita... I piu saggi sanno vincerla prima di trovarla... Molti anziani la celebrano anzitempo con buona pace. Vivere allontanandola è decisamente vivere in povertà. Proprio in questi giorni ho avuto una perdita e nelle parole fiere e serene di questa saggia donna passata ad altra dimensione posso senz’altro affermare che la morte è un dono...inspiegabile e sacro proprio come la vita.
 
 
Narcysse
Narcysse il 04/12/18 alle 10:46 via WEB
Vita che amo e cerco di non sprecare...
 
 
Fanny_Wilmot
Fanny_Wilmot il 04/12/18 alle 12:28 via WEB
Un tempo non era così, la morte faceva parte dell'esistenza di tutti; si moriva spesso in casa dal momento che i vecchi venivano accuditi da figli e nipoti...col tempo siamo riusciti a rimuovere la manifestazioni più ingombranti della morte, ma al di là di un funerale vero e proprio, basterebbe essere costretti a "frequentare" un dayhospital di oncologia per capire che la Signora non veste di nero e non ha una falce in mano.
 
Fanny_Wilmot
Fanny_Wilmot il 04/12/18 alle 12:29 via WEB
Mi dispiace per la tua perdita, ti conosco come persona estremamente sensibile.
 
 
sblog
sblog il 04/12/18 alle 16:51 via WEB
Innanzitutto mi associo nel dispiacere. Una persona che se ne va ci lascia sempre un po' più soli, anche se spesso resta con noi la sua parte migliore.
 
sblog
sblog il 04/12/18 alle 16:52 via WEB
Il quadro. Secondo me col becchino era poù bello. :)
 
Dizzly
Dizzly il 04/12/18 alle 23:27 via WEB
..forse questo altro dipinto che sembra avere avuto la stessa sorte, rende anche senza il dettaglio in questione buonanotte
 
Dizzly
Dizzly il 05/12/18 alle 00:16 via WEB
scusa ma incuriosita ho cercato l'opera ...fa parte di un ciclo pittorico Il poema della vecchiaia, 6 tele di profonda malinconia esplicita anche senza il viatico ...secondo me andrebbero osservati insieme, non c'è bisogno dell'iconografia della morte, capisco il tuo assist, ma il messaggio non è la morte (perdona amo parlare di arte e mi dilungherei oltre misura)
 
 
Fanny_Wilmot
Fanny_Wilmot il 05/12/18 alle 07:48 via WEB
Capisco il tuo punto di vista e in parte lo condivido, ma quel "dettaglio" che il pittore ha dovuto omettere ha molta importanza relativamente al fatto che la morte era e resta un tabù. Pensaci, il quadro non aveva mercato per quella sagoma oltre il vetro...poi il che la morte non fosse il messaggio siamo d'accordo, ma perché censurarla se nelle intenzioni di Morbelli c'era? Non è forse vero che l'arte, in quanto tale, non andrebbe mai censurata?
 
   
arienpassant
arienpassant il 05/12/18 alle 08:16 via WEB
Concordo con te, il tuo dis-appunto è sulla morte in quanto tabù ed esclusa dai salotti. Credo anch'io che il quadro, per quanto bello, non sarebbe stato venduto. Non concordo con te su quel "l'artista cede". Morbelli, non faccia la vittima, perché fa anche lui la sua brava scelta, se infilare anche lui il centone nella giarrettiera o non farlo.
 
     
Fanny_Wilmot
Fanny_Wilmot il 05/12/18 alle 08:21 via WEB
Un'artista deve pur campare, no? so che il suono del verbo stride se accostato al sostantivo arte, ma non è forse col denaro che, in misura variabile, abbiamo a che fare per tutta la vita? :)
 
     
arienpassant
arienpassant il 05/12/18 alle 13:54 via WEB
"Un'artista deve pur campare, no?". Risposta esatta, ma mica te la cavi così :)
Il verbo, in effetti, non stride solo con l'artista ma stride con tutti noi quando parliamo di dignità ovvero di quell'aggeggio che, ovviamente, comprende anche l'onestà. Vale per l'artista che, suo malgrado, piega il suo testo alla censura dell'autore, dell'attrice che si smutanda al ricatto del produttore, dell'impiegato che timbra anche per gli altri, del papà che fa gli occhi dolci alla prof per succhiarle un'attenzione in più per il figliolo, del blogger che visita gli altri blog solo per collezionare figurine ed amicizie e così via :)
Diciamo che, più che col danaro, è col "do ut des" che abbiamo a che fare per tutta la vita e, quindi, non c'è dignità che non abbia un prezzo. Quel "do ut des" che era, è e sarà sempre la mercificazione di quella dignità che è una di quelle tante leggende metropolitane che sono il grande pascolo dell'umanità.

p.s.: Non so se hai notato che la dignità non viaggia mai da sola ma, proprio come noi, si porta sempre dietro l'ombra. Quell'ombra che si traduce in "obtorto collo" che, a sua volta, si traduce in "ero con le spalle al muro" oppure "non me lo aspettavo" oppure "non avevo alternative", oppure, oppure... :)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Fanny il 05/12/18 alle 14:23 via WEB
Hai ragione da vendere...spero solo di non dover vendere mai la mia dignità :)
 
Dizzly
Dizzly il 05/12/18 alle 18:12 via WEB
rispondo a 05/12/18 alle 07:48 via WEB non potrei infilarmi tra Fanny, e Arien nel mezzo, senza scivolare automaticamente qui sotto(borbotto un po' per questo).
Penso che sia lecito parlare di dignità dell'opera e del divieto di censura, però ho la sottile sensazione che per una volta l'accordo tra il gallerista e l'artista abbia favorito l'evoluzione stessa dell'opera, e in tal senso la missione stessa dell'arte, che soffre di censura, più sull'illimitatezza delle visioni, che non sulla singola libertà espressiva:)
 
 
arienpassant
arienpassant il 05/12/18 alle 20:17 via WEB
La tua sensazione toglie, giustamente, un po' d'assoluto alla mia riflessione sulla dignità, e la censura diventa necessità dell'accordo fra l'artista ed il gallerista o il commissionario.
E' sicuramente impossibile dire se l'accordo preventivo sia stato più un freno alla libertà artistica oppure uno stimolo ad un'arte meno libera ma più orientata. In fondo quanti dei capolavori rinascimentali non sono altro che "arte" soprattutto commissionata e vincolata. Quante opere sono realmente una libera espressione? Alla fine però, l'opera rimane un'opera d'arte anche se, ad esempio, Leonardo avrebbe preferito una Gioconda con un balconcino alla Jessica Parker ed un sorriso che andasse più d'accordo con lo sguardo. Forse censura, intesa come limitazione della libertà artistica, è un termine divenuto un po' estremo laddove, nel marketing ad esempio, il prodotto deve essere la sintesi di veri e propri gruppi di lavoro e l'artista deve riuscire ad accontentarli tutti.
 
   
Fanny_Wilmot
Fanny_Wilmot il 05/12/18 alle 20:36 via WEB
Non c'è stato accordo preventivo ma una forma di censura per necessità di marketing...anch'io pensavo ai grandissimi artisti "al soldo" di papi e mecenati ed effettivamente sarebbe arduo dire quanta parte della storia dell'arte sia opera senza freni della genialità e quanta no...per quanto riguarda Jessica Parker, io l'ho amata in sex and the city, indimenticabile :)
 
   
Dizzly
Dizzly il 07/12/18 alle 10:59 via WEB
Mi ricordo un primo intervento sulla riscrittua dei significati Arien in questo senso anche il termine censura potrebbe essere obsoleto. Di fatto imprimiamo un carattere alle cronache (d'epoca), per me la verità ( e con ciò quella sulle opere di Morbelli)dura poco meno che un battito di ciglia.Poi ci sono gli artisti che vogliono essere liberi, perchè con la loro opera vogliono ri-costruire almeno un uomo libero (in un certo ideale universale sufficientemente equilibrato interiormente almeno a non fare danni:)
 
Dizzly
Dizzly il 05/12/18 alle 18:14 via WEB
ho fatto cilecca ecco
 
Dizzly
Dizzly il 05/12/18 alle 18:20 via WEB
e con questo, forse, anche l'illimitatezza del pensiero, cioè ciò che si evolve continuamente; buonaserata:)
 
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