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Pensando ai vecchi maltrattati nelle case di riposo

Post n°830 pubblicato il 20 Novembre 2020 da Fanny_Wilmot
 

Gli aguzzini che mortificano e picchiano i vecchi ricoverati nelle case di riposo (mai definizione fu più infelice) meriterebbero di essere puniti severamente; sappiamo però che se la caveranno, perché è così che va in Italia.

C'è una bellissima pagina di Marcel Proust sulla vecchiaia. Può bastare per riflettere su quello che, con un po' di fortuna, saremo.

"E adesso capivo cosa fosse la vecchiaia - la vecchiaia che fra tutte le realtà è forse quella di cui serbiamo per più tempo nella vita una nozione puramente astratta, guardando i calendari, datando le nostre lettere, vedendo sposarsi gli amici, i figli degli amici, senza capire, per paura o per pigrizia, che cosa significhi finché, un giorno, scorgiamo una sagoma sconosciuta, come quella del signor d'Argentcourt, dalla quale apprendiamo di vivere in un nuovo mondo; finché un giorno, il nipote d'una nostra amica, un giovanotto che, istintivamente, tratteremmo come un compagno, sorride come se lo stessimo prendendo in giro, noi che ai suoi occhi abbiamo l'aspetto di un nonno; capivo cosa significano la morte, l'amore, le gioie dello spirito, l'utilità del dolore, la vocazione ecc. Se i nomi, per me, avevano perduto parte della loro individualità, le parole mi scoprivano tutto il loro senso. La bellezza delle immagini sta dietro le cose, quella delle idee davanti. Per questo la prima smette di meravigliarci quando ci arriviamo, ma la seconda la capiamo solo quando siamo passati oltre.

La crudele scoperta che avevo appena fatta non avrebbe potuto non servirmi, certo, per quanto concerneva la materia stessa del mio libro. Poiché avevo deciso che non poteva essere costituita soltanto dalle impressioni veramente piene, situate al di fuori del tempo, fra le verità in cui contavo di incastonarle avrebbero avuto un posto importante quelle che si riferiscono al tempo, al tempo in cui sono immersi e cambiano gli uomini, le società, le nazioni. Non avrei avuto cura soltanto di dar spazio alle alterazioni che subisce l'aspetto degli esseri, e di cui avevo di continuo nuovi esempi giacché, pur pensando alla mia opera, ormai abbastanza definitivamente in moto per non farsi fermare da distrazioni passeggere, seguitavo a salutare le persone che conoscevo e a conversare con loro".

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto

 

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Commenti al Post:
Utente non iscritto alla Community di Libero
arien il 20/11/20 alle 17:12 via WEB
“la vecchiaia che fra tutte le realtà è forse quella di cui serbiamo per più tempo nella vita una nozione puramente astratta”

Da essere superiore, quindi immortale, osservoo con mestizia voi umanoidi che dovete fare i conti con quella vecchiaia che in realtà non è astratta, ma lo è diventata con la società che vi siete creati laddove i vecchi li avete ridotti ad essere un peso ed un costo insopportabile.
A dirla meglio, la vostra società ha raggiunto il massimo della decadenza perché, da un lato, non avete mai usato il passato come “esperienza” ma, ancora peggio, avete smesso di pensare costruttivamente al futuro. Motivo per il quale state uccidendo i vecchi in vita e, togliendogli la speranza, state invecchiando i giovani che non vedono nemmeno un orizzonte pensionistico.
Per farla breve, la vostra società non pianifica una mazza. Nella vostra misera vita, scuola e lavoro, dovrebbero essere il motore fra presente e futuro ovvero i due investimenti tassativi in una società che sia degna di definirsi tale, cosa avete fatto di concreto se non ridurvi a vivere solo di presente. Sopravvivete e basta. L’unica cosa, apparentemente intelligente, che avete smesso di fare è quella di sognare. Ho detto “apparentemente” per evitare che vi sopravvalutaste, perché se avete smesso è solo perché vi siete fatti strappare anche i sogni.
Umanoidi, tzè!
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
fanny il 20/11/20 alle 20:35 via WEB
Essere superiore, mi scusi se oso rivolgerLe la parola, ma vorrei sapere che ne pensa della frase: "La bellezza delle immagini sta dietro le cose, quella delle idee davanti. Per questo la prima smette di meravigliarci quando ci arriviamo, ma la seconda la capiamo solo quando siamo passati oltre". Non le pare di struggente bellezza? A me, forse perché sono un essere mediocre, fa tremare il cuore.
 
   
Utente non iscritto alla Community di Libero
arien il 20/11/20 alle 21:22 via WEB
Okkei, se vuoi girare la lama nelle mie carni, fa pure, ma sappi che quella frase l'ho letta una volta sola e mi ha fatto tanta invidia che, pur volendola rileggere, non l'ho fatto e tu me la riproponi pure. Questo è sparare sulla croce rossa.
 
cassetta2
cassetta2 il 21/11/20 alle 19:26 via WEB
io ho addosso tutti gli effetti della vecchiaia tipo: dolori alle ossa, stanchezza perenne, pressione bassa... tranne le cose più belle ossia la pace e i soldi del pensionamento
 
Estelle_k
Estelle_k il 21/11/20 alle 20:37 via WEB
Il mio pensiero sull'argomento è questo. Quando il nostro corpo fa un percorso naturale di decadimento non va in parallelo con la nostra vitalità mentale. A meno che non ci siano processi degenerativi in atto. Sai Fanny...mi sono sempre chiesta se fosse meglio o peggio arrivare alla vecchiaia con mente lucida in un corpo anziano con limiti fisici progressivi, oppure con una mente che è degenerata in un corpo che ancora resiste... Ma entrambe le situazioni sono sicuramente uno stupro per le persone anziane che vengono maltrattate. Buona Serata. Estelle
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
fanny il 22/11/20 alle 12:05 via WEB
E' un argomento complesso e spinoso, la vecchiaia. Grazie per l'attenzione, Estelle.
 
ormalibera
ormalibera il 23/11/20 alle 22:32 via WEB
Ai nostri tempi i malvagi vince sempre, se la cava sempre. Sono le vittime e chi non può difendersi che ha sempre la peggio. Il male sembra aver vinto sul bene. E sarà una guerra persa che tutti si girano dall'altra parte quando il male agisce.
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
fanny il 23/11/20 alle 22:40 via WEB
E' terribile quello che scrivi ma è così; non resta che confidare nelle persone buone, ce ne sono ancora.
 
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