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Nascondi la malinconia? Sei un idiota

Post n°838 pubblicato il 21 Luglio 2021 da Fanny_Wilmot
 

A proposito della malinconia, Aristotele scrisse che è prerogativa delle menti più acute e ovviamente, avendole definite tali, non aveva motivo di biasimarle. Oggi accade esattamente il contrario: in un mondo che ci vuole performanti (il fatto stesso che si insista con l'uso di un aggettivo derivato dall'inglese la dice lunga del nonsense in cui galleggiamo) e devoti al successo (altro slogan da mettere all'indice), lasciar trapelare o peggio ancora manifestare apertamente ansia, tristezza e inquietudine equivale a dire: sono inutile, debole e condannato allo struggimento in solitudine. Ma le cose non stanno esattamente così. Escludendo i casi in cui la melancolia funge da lasciapassare per la depressione vera e propria, ogni testa pensante presenta delle crepe che non sono affatto la spia di un un disagio psichiatrico, tutt'altro. Imparando a indagarle, quelle crepe, si scoprirà che la malinconia non è un marchio infamante, e che nei casi più felici ti nobilita pure.

P.S. Ho dedicato un blog alla mia bile nera, pur potendone scrivere qui. Riprendendo il titolo del post, sì, sono un'idiota.

In alto un quadro di Hopper

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Commenti al Post:
Utente non iscritto alla Community di Libero
arien il 21/07/21 alle 19:34 via WEB
Per farti compagnia, sempreché non ti dispiaccia, sono un idiota anch’io perché, nascondo la tristezza. La malinconia mai perché ha la stessa bellezza della solitudine quando questa è una voglia o una scelta. La malinconia, invece, non è né mai voglia o scelta, è parte di noi. Non di tutti. La malinconia è un filtro che rende tutto più delicato, anche piacevole.
Mi piace Hopper, e fra lui e Vettriano, non saprei chi scegliere. Entrambi amano la vita e la filtrano sempre con il giusto pizzico di malinconia. Cosa che non guasta mai.
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
fanny il 21/07/21 alle 20:03 via WEB
Ci sono tre posti liberi, scegline uno, non chiedo di meglio. Sono anche un po' discinta...hai visto mai ;)
 
   
Utente non iscritto alla Community di Libero
fanny il 21/07/21 alle 20:06 via WEB
Pardon, quattro.
 
   
Utente non iscritto alla Community di Libero
arien il 21/07/21 alle 20:41 via WEB
Scelgo il sedile rosso, così se vuoi stendere le gambe su quello davanti e stare meno discinta... hai visto mai ;) puoi farlo... tu dove scendi?
 
     
Utente non iscritto alla Community di Libero
fanny il 21/07/21 alle 20:46 via WEB
A North Sentinel
 
     
Utente non iscritto alla Community di Libero
fanny il 21/07/21 alle 20:52 via WEB
E tu? (Non mi piace fare domande retoriche ma glielo chiesi lo stesso)
 
     
Utente non iscritto alla Community di Libero
arien il 21/07/21 alle 21:14 via WEB
Neanche mi rispose. Piegò solo le gambe sul sedile e si raggomitolò con la sua malinconia. Neanche più una parola. Scese alla fermata successiva. Neanche “ciao”. La seguii con lo sguardo dal finestrino. Si fermò e rispose al cellulare. Aveva il viso disteso. Mi sembrò addirittura che ridesse. Mah. Il treno ripartì. L’occhio casualmente finì sul suo sediolino. Aveva dimenticato là, la sua malinconia. Alla fermata successiva pensai di fare lo stesso. Lasciai la mia tristezza sul sediolino e scesi ma, fanculo, non funzionò. A differenza della donna discinta, la mia dimenticanza era premeditata come una bugia e la tristezza non ci cascò. Oppure le donne sanno raccontarle meglio le bugie.
***
Era stata solo immaginazione. Cancellai tutto e le risposi:

“Anch’io”, e sorridendole le mostrai le mani. Con la metro, e con te, ci torno volentieri.
Stavolta non c’è da remare.
“Posso?”, le chiesi indicandole il sedile a fianco a lei.
“Certo, così appoggio la testa.”
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
fanny il 21/07/21 alle 22:06 via WEB
Mi mostrò le mani come a dire: ti ricordi dei calli, vero? Ma era ovvio che me ne ricordassi, non avevo dimenticato niente, anche se erano passati anni o forse giorni. Chi può misurare il tempo sul limitare tra sogno e realtà? Guardai fuori dal finestrino, le impressioni del pomeriggio le aveva inghiottite la notte. Mi abbandonai a un'intimità umida e compiaciuta.
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
arien il 21/07/21 alle 23:43 via WEB
Mi ero seduto a fianco a lei, il braccio sulla sua spalla. Poggiò la testa. Anch’io. Sulla sua. Nessun orologio. Nessun tempo. Nessun altro passeggero.
Quel “portami con te” si alternava fra loro in un sempre e ovunque. Il treno cadenzò la loro intimità, da umida e compiaciuta fino a che si fece mare nella discrezione di cui si curò la notte.
 
   
Utente non iscritto alla Community di Libero
fanny il 22/07/21 alle 07:37 via WEB
Più tardi ne faccio un continuum narrativo :)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
narratore esterno il 21/07/21 alle 22:12 via WEB
Qualcuno sostiene che le giornate storte non si possano raddrizzare. Be', quei due, passeggeri di una stessa notte, dimostrarono che la vita non è in una bobina.
 
Gli Ospiti sono gli utenti non iscritti alla Community di Libero.
 

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E io che già mi fregava le mani :)))
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