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Onori

Post n°762 pubblicato il 16 Gennaio 2020 da Fanny_Wilmot
 

"A volte, ha detto, si divertiva a pescare nei bassifondi di Internet, dove i lettori esprimevano le loro opinioni sui propri acquisti letterari più o meno come avrebbero potuto valutare i risultati di un detersivo. Ciò che aveva appreso, analizzando tali opinioni, era che il rispetto della letteratura era di facciata, e la gente non si faceva scrupolo a maltrattarla. Era divertente, in un certo senso, veder attribuire a Dante una sola stella su cinque e descrivere la Divina Commedia come "pura merda", ma per una persona sensibile poteva essere deprimente, finché non ti ricordavi che Dante, come tutti i grandi scrittori, traeva la sua visione da una profondissima comprensione della natura umana e sapeva badare a se stesso. Era una posizione di debolezza, a suo avviso, vedere nella letteratura qualcosa di fragile che andava difeso, come facevano molti suoi colleghi e contemporanei".

tratto da Onori di Rachel Cusk

Farebbe la differenza poter impedire agli ignoranti di classificare Dante con una sola stella, ma poiché questo non è possibile, lasciamo grugnire i porci - per me gli ignoranti sono tali- ridendoci su. 

 
Rispondi al commento:
boezio62
boezio62 il 25/01/20 alle 19:36 via WEB
Perche' mai si sente l'esigenza di classificare pure l'arte...mah. Mi torna in mente "L'Attimo fuggente" e sorrido. . . . "Comprendere la Poesia, di Jonathan Evans Prichard, professore emerito: ‘Per comprendere appieno la poesia dobbiamo anzitutto conoscerne la metrica, la rima e le figure retoriche e poi porci due domande, uno, con quanta efficacia sia stato reso il fine poetico e due, quanto sia importante tale fine. La prima domanda valuta la forma di una poesia, la seconda ne valuta l’importanza. Una volta risposto a queste domande, determinare la grandezza di una poesia diventa una questione relativamente semplice; se segniamo la perfezione di una poesia sull’asse orizzontale di un grafico e la sua importanza su quello verticale, sarà sufficiente calcolare l’area totale della poesia, per misurarne la grandezza. […] Procedendo nella lettura di questo libro esercitatevi in tale metodo di valutazione." . . . Il professor Keating poi commenta: “Escrementi! Ecco cosa penso delle teorie di J. Evans Prichard. Non stiamo parlando di tubi, stiamo parlando di poesia, ma si può giudicare la poesia facendo la hit parade? Gagliardo Byron, è solo al quinto posto, ma è poco ballabile”. . . . ;-))))))
 
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