Creato da Fanny_Wilmot il 01/02/2015
(appunto il disappunto)

Ultimi Commenti


 
Fanny_Wilmot
Fanny_Wilmot il 12/09/18 alle 12:50 via WEB
Nulla da aggiungere...disamina perfetta :)
 

 
sblog
sblog il 11/09/18 alle 07:47 via WEB
La solitudine. Tema spesso sfiorato, o proprio trattato, in queste tue belle pagine con le loro consuete ricercate immagini. Credo di aver già scritto quindi, e proprio qui, cosa penso in merito a ciò che la solitudine consente di fare, e non è poco. Oggi però, parafrasando quello che tu hai scritto nel post, direi che la solitudine consente di sperare di più e di meglio in uno spazio ad n dimensioni rispetto a quello che si osserva nelle nostre attuali e modeste 3D in cui ci siamo trovati per aver voluto bere un sorso di questa vita. E credo che Emily sottoscriverebbe l'estensione in campo fisico della sua considerazione filosofica. :)
 

 
Fanny_Wilmot
Fanny_Wilmot il 09/09/18 alle 21:41 via WEB
Avevo già fatto le mie ricerche...comunque grazie.
 

 
nahan
nahan il 09/09/18 alle 21:34 via WEB
Siccome è buona norma comportarsi con la giusta creanza, indico il filmetto di cui parlavo e di cui ho omesso il dire. https://www.youtube.com/watch?v=8zEQjdQmkj8
 

 
Fanny_Wilmot
Fanny_Wilmot il 09/09/18 alle 09:55 via WEB
Quanta bellezza, nonostante la carente formattazione...ma che importa? la magia del messaggio resta intatta.
 

 
nahan
nahan il 08/09/18 alle 22:34 via WEB
La formattazione come i miei filtri mascolini sono andati a farsi benedire...
 

 
nahan
nahan il 08/09/18 alle 22:33 via WEB
…di una storia d'amore senza stratificazioni psicologiche da strizzacervelli? Pensi che io lo accoppiai per intensità ad un altro “filmetto" dove lo strizzacervelli c’era! (la Barbra Streisand) Così sono tornato alla mia casa del sud e alla mia vita del sud, ed è in presenza di mia moglie e delle mie figlie che io riconosco la mia vita, il mio destino… io sono un insegnante, un allenatore ed un uomo molto amato… ed è più che sufficiente. A New York avevo imparato che dovevo amare mia madre e mio padre con tutta la loro imperfetta, vergognosa umanità e che in una famiglia non esistono crimini che non possano essere perdonati… ma è il mistero della vita, che ora mi sostiene. E guardo verso il nord, e vorrei tanto che ci fossero due vite concesse a tutti gli uomini… e tutte le donne. Alla fine di ogni giorno io attraverso in macchina la città di Charlestone, e mentre percorro il ponte che mi porterà a casa, sento quelle parole salire da dentro di me. Non riesco a fermarle o a dirvi il perché le dico, ma arrivando sulla cima del ponte, quelle parole salgono alla bocca in un sussurro… le dico come una preghiera, come un rimpianto, come una lode. Dico: Lowenstein, Lowenstein… Una delle cose che amo di te è che tu sei quel tipo di uomo che tornerà sempre dalla sua famiglia. Susan Lowenstein (Barbra Streisand)
 

 
Fanny_Wilmot
Fanny_Wilmot il 08/09/18 alle 17:34 via WEB
Quel film fu scioccante per me la prima volta che lo vidi, nel senso positivo dell'espressione...poi, i soliti radical chic dei miei stivali ebbero da ridire, lo considerarono un filmetto al cospetto di certa cinematografia francese d'antan...ora, può darsi pure che sia così, ma vuoi mettere l'emozione e la bellezza tout-court di una storia d'amore senza stratificazioni psicologiche da strizzacervelli? :)
 

 
sblog
sblog il 08/09/18 alle 11:22 via WEB
La scena che hai linkato è fantastica. Quando in un film arrivano messaggio fortissimo solo da lunghissime inquadrature senza parole vuol dire, tra l'altro, che è un grandissimo film. Il colmo è poi che il messaggio arriva non solo dai primi piani sui due protagonisti, ma addirittura da quello della mano di lei che ha afferrato la maniglia per scendere dall'auto e poi non ce la fa. Quello è davvero un indizio importante sulla "materia di cui siamo costituiti". :)
 

 
Fanny_Wilmot
Fanny_Wilmot il 07/09/18 alle 07:55 via WEB
Of course!
 
 
« Precedenti Successivi »