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Un blog creato da Fanny_Wilmot il 01/02/2015

INSTABILITAS LOCI

(appunto il dis-appunto)

 
 

 

Settembre è peggio del capodanno

Post n°860 pubblicato il 12 Settembre 2021 da Fanny_Wilmot
 

Ogni anno la solita solfa: archiviata l'estate, tutti alle prese con la lista dei buoni propositi. Perché ovviamente l'anno comincia a settembre, mica a gennaio (valla a capire quest'altra distorsione mentale). Ora, chi ha più di vent'anni sa per esperienza che la lista delle cose da fare - o da non fare - andrà puntualmente disattesa, e allora perché intestardirsi? Non mangeremo cibi sani né andremo in palestra, men che meno avremo a cuore gli altri. Il Covid, che pure ha ridimensionato l'anelito a proiettarsi in un futuro in cui ci figuriamo vincenti, nulla ha potuto nei confronti di un tessuto sociale che tende alla massificazione anche quando scambia la fine con l'inizio, trasformando i buoni propositi in una mera questione di calcolo, e non già in una seria pratica spirituale.

 
 
 

Hilary Mantel, addio Inghilterra decadente e moralista

Post n°858 pubblicato il 06 Settembre 2021 da Fanny_Wilmot
 

Hilary Mantel - autrice della "Trilogia di Cromwell", e prima donna a vincere per due volte il Man Booker Prize - ha deciso di lasciare l'Inghilterra e trasferirsi in Irlanda, perché le è inviso il clima moralista promosso dalla cancel culture; è altresì vero che Mantel ha biasimato gli attivisti per i diritti gay e trans i quali, pur essendo dalla parte della ragione quando si difendono dagli attacchi dei nostalgici di un mondo che non c'è più, sono arrivati al punto di accusare JK Rowling di essere transfoba e terf. Ci vuole misura in tutto, sostiene Mantel, ricordando d'essere stata vittima di un incidente grammaticale quando una pubblicazione universitaria le ha cambiato il gender, definendola "they" (loro) invece che "she" (lei), come se il fatto d'essere una scrittrice presupponesse il rinnegare la propria femminilità, e che la rivendicazione della stessa sia un anelito patetico e anacronistico.

A 18 anni dalla pubblicazione, esce ora in Italia I fantasmi di una vita, un memoir in cui Mantel racconta la sua infanzia nell'Inghilterra del dopoguerra, i lutti e le malattie. Dando una scorsa all'anteprima, salta all'occhio che la sua somiglia a tante altre vite, ma due sono i punti che la legano a me: la critica del senso di colpa come retaggio della religione cattolica, e il significato che dà al dolore: "Le sofferenze sono utili solo perché capisci meglio i dolori delle altre persone, e puoi aiutarle. Per il resto le sofferenze sono inutili". Brava Hilary. Il dolore come prezzo da pagare per il solo fatto d'essere vivi ha stancato, e si ha tutto il diritto di deprecarne la nequizia.

 

 
 
 

Racconta la tua storia

Post n°857 pubblicato il 02 Settembre 2021 da Fanny_Wilmot
 

La Libera università dell'autobiografia si trova ad Anghiari, delizioso borgo medievale in provincia di Arezzo. Chi si iscrive accetta di raccontare la propria storia che, al termine del primo anno di formazione (Graphein), si sarà trasformata in autobiografia. Ora, al di là del discorso accademico, scrivere di sé è terapeutico e pure lenitivo: non è un caso che una cospicua produzione diaristica appartenga a contesti di guerra o detenzione.

Quando gli appartenenti a questa community scrivono di sé senza la volontà di stupire, e senza ricorrere a sofisticazioni letterarie, consegnano al lettore l'impronta della loro nobiltà d'animo: li riconosci immediatamente perché liberi dal complesso d'apparire piccoli o insignificanti. E forse in segreto se ne gloriano come di una grande vittoria personale.

 
 
 

Eutanasia, legalizziamola

Post n°856 pubblicato il 01 Settembre 2021 da Fanny_Wilmot
 

In relazione al controverso dibattito sul fine vita, l'associazione Luca Coscioni ha annunciato di aver raccolto più di 750 mila firme affinché il prossimo anno si tenga un referendum per l'abolizione del reato di omicidio del consenziente, a meno che non si tratti di un minore, di una persona inferma di mente o di un soggetto il cui assenso sia stato estorto. Proprio perché controverso, il dibattito vede contrapporsi i favorevoli all'eutanasia legale e coloro che nella punizione dell'omicidio del consenziente vedono una forma di difesa del soggetto particolarmente debole o terminale. Di conseguenza, per uno che sostiene che ogni malato ha il diritto di disporre della propria vita, ce n'è un altro che gli sbarra la strada, facendo leva sulla difficoltà di poter accertare, in alcuni casi, il consenso di chi ha scelto di morire.

Dovesse malauguratamente toccarmi in sorte una fine tanto atroce, mi appellerei innanzitutto all'articolo 32 che, pur prevedendo il diritto alla cura, dice anche che "nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario". Perché se in qualità di involucro il mio corpo serve solo a farmi soffrire, sarebbe il caso che mi si lasciasse andare ad esplorare in pace il mistero più grande.

 

 
 
 

La coppia aperta funziona? chiedetelo agli intellò francesi

Post n°855 pubblicato il 31 Agosto 2021 da Fanny_Wilmot
 

 

Che una storia d'amore possa finire è noto a tutti - i disincantati lo mettono addirittura in preventivo -, ma quando c'è da affrontare in prima persona una separazione che minaccia d'essere definitiva, molto difficilmente si riesce nell'impresa di ritagliarsi un ruolo pragmatico, e quindi si fa di tutto perché l'altra metà della mela non alteri irrimediabilmente la simmetria che, pur con qualche incrinatura, si vuole ancora perfetta. Alcune coppie, prima della Waterloo amorosa, provano a salvare capre e cavoli ricorrendo all'escamotage della coppia aperta che però, da entrambi i contraenti il patto non scritto, pretende rispetto per le relazioni private che correranno parallelamente a quella ufficiale. Mica facile. Per restare felicemente in coppia, bisognerà instaurare una comunicazione trasparente (se così non fosse, si paventerebbe un tradimento) che i contemporanei à la page definiscono "non-monogamia consensuale". Pare che in Italia certe aperture mentali stentino a decollare, ma coloro che ambiscano ad emanciparsi dal giogo della coppia chiusa, possono chiedere lumi a Yvan Attal il quale, a proposito della compagna Charlotte Gainsbourg, dice di lasciarla libera di frequentare altri uomini. A condizione di non esserne edotto.

foto: Yvan Attal e Charlotte Gainsbourg

 

 
 
 
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