Creato da Fanny_Wilmot il 01/02/2015
(appunto il disappunto)

 

EastEnders (anche noi come loro)

Post n°575 pubblicato il 10 Settembre 2018 da Fanny_Wilmot
 

 

EastEnders è un "British television drama" ed è molto seguito nel Regno Unito. Una chiave di lettura del successo di EastEnders la offre Zygmunt Bauman, ed è di una semplicità confortante; a proposito della precariertà esistenziale dei personaggi, a cui tanti spettatori sono affezionati da anni, dice:

"Milioni di fans di EastEnders guardano e confermano: sì, conosciamo già tutto ciò, l'abbiamo vissuto. Ciò che abbiamo imparato a nostre spese è che la condizione dell'essere abbandonati a se stessi, senza poter contare su nessuno che ci regali una carezza, un consiglio o un aiuto, è terribile e spaventosa, ma che non ci si sente mai tanto soli e abbandonati, come quando si lotta per garantirsi che oggi ci sia qualcuno sulla cui presenza si possa fare affidamento anche per il domani e il dopodomani se - quando - la ruota della fortuna girerà dall'altra parte".

E così, seguendo le vicissitudini di personaggi fittizi, trasformiamo in buona una disposizione cattiva e diamo alla solitudine il colore della speranza. Sulla durata degli effetti resto dubbiosa, però.

 
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Tra Bleckner ed Emily Dickinson

Post n°574 pubblicato il 09 Settembre 2018 da Fanny_Wilmot
 

 

Ci sono artisti che, in corso d'opera, trattano questioni importanti, esistenzialmente importanti; è il caso di Ross Bleckner che, con pennellate spesso solo accennate, tocca temi quali l'Aids e la precarietà del vivere. Ma la sua non è una pittura triste, basta guardare le ninfee: creature fragili e delicate e tuttavia portatrici di un'idea di speranza.

Poi, come viene detto da più parti, accostare la pittura di Bleckner alla poesia di Emily Dickinson è un lampo. Di certo entrambi hanno catturato, magistralmente, riverberi di un prima e di un dopo.

 

Ho preso un Sorso di Vita


Ho preso un Sorso di Vita
Vi dirò quanto l'ho pagato
Precisamente un'esistenza
Il prezzo di mercato, dicono.
M'hanno pesata, Granello per Granello
Bilanciata Fibra con Fibra,
Poi m'han dato il valore del mio Essere
Un solo Grammo di Cielo!

Emily Dickinson

 
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Amarsi

Post n°573 pubblicato il 07 Settembre 2018 da Fanny_Wilmot
 
Tag: amore

 

Lontano dall'oggetto amato sembriamo diventare tanto più padroni di noi stessi quanto più impetuosa è la nostra attrazione, poiché volgiamo verso l'interno l'intera forza della passione che si estendeva verso l'esterno; ma quanto in fretta, quanto rapidamente siamo distolti da tale illusione quando colui al quale credevamo di potere rinunciare ci sta di nuovo all'improvviso davanti agli occhi, quasi fosse un essere indispensabile.

tratto da Le affinità elettive di J. W. Goethe

foto: Flower of Forgetfulness di Brigitte Carnochan

 

Amore liquido ha letto Goethe e ha aperto le braccia in segno di rassegnazione. Proprio non capisce come sia possibile ragionare d'amore in questi termini; lui è uso alle relazioni fragili, sorrette dalla brama di soddisfare voglie e mai passioni, e men che meno progetti di vita a due...

Amore liquido dice che mi stima perché spesso dico che l'amore, quello da cui tanta eccelsa letteratura ha tratto ispirazione, è sopravvalutato. Non sa che mento e mi tormento. Guardando I Ponti di Madison County.

 

 

"Quei dilemmi amorosi che l'amore ci pone di continuo ci istruiscono, ci rivelano via via la materia di cui siamo costituiti".

M. Proust

 
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Cosa significa il piacere?

Post n°572 pubblicato il 06 Settembre 2018 da Fanny_Wilmot
 
Tag: amore

Io sono con te,

e tu esalti il mio cuore.

Se non ci sono abbracci  e carezze

ogni volta che giungi a casa mia,

cosa significa il piacere?

Se desideri carezzare le mie cosce e il mio seno

sono per te.

Te ne vai perché ti sei ricordato del cibo?

Sei forse un uomo schiavo del ventre?

Te ne vai perché hai fame?

Ti allontani perché hai sete?

Prendi il mio petto!

Traboccherà per te il suo contenuto!

È splendido il giorno degli abbracci...

Poeta anonimo egizio

 

Perché l'amore basta a se stesso o dovrebbe bastare a se stesso...Poi, si sa, il cuore fa del suo meglio ma non sempre riesce nell'impresa; deve vedersela con vecchi sedimenti e nuove seduzioni, convincimenti atavici e insoddisfazioni quotidiane. Ma se il miracolo si compie, gli stranieri resteranno per sempre alla sua porta.

 

 

 

 

 

 
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L'imperativo č fare

Post n°571 pubblicato il 05 Settembre 2018 da Fanny_Wilmot
 
Tag: fare, oziare

 

La metropoli non ammette il ritardo poiché ogni sfasamento rispetto al presente cancella la vita, la rende distonica, priva di sintomi. L'imperativo è fare, senza chiedersi il perché, questa domanda taglia fuori dalla corsa: immaginare di fare significa trovarsi fuori dalla realtà e appartenere alla nuova schizofrenia, alla dissociazione. Il pensiero distacca dall'azione, rappresenta un impedimento: è come chi, volendo correre, sente un dolore al piede sinistro.

tratto da Beata solitudine di Vittorino Andreoli

foto Sharon Wish

 

E sì, pronunciare frasi come "sia benedetto il tempo trascorso ad oziare sotto un ulivo" fa sorridere (di sufficienza) i beneducati, e contrariare coloro che "cara, sapessi, ho una vita così piena io...sai che c'è? che ti invidio, posso dirlo? anzi no, non scherziamo, non ti invidio affatto...io morirei al solo pensiero di starmene da sola all'ombra di un ulivo, in quel silenzio mortifero a cui la campagna ti consegna...".

In realtà di certe fughe arboree neppure parlo più. Ogni volta che posso mi eclisso in punta di piedi e a chi, con insistenza, chiede un resoconto della mia giornata, mento. Bisognerà pur sopravvivere a certe disarmoniche compresenze, no?

 

 

 
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