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Post n°854 pubblicato il 29 Agosto 2021 da Fanny_Wilmot
I giovani resterebbero stupiti se venisse raccontato loro che negli anni Settanta l'Afghanistan conobbe un periodo di libertà, e che nel 1973 vennero riconosciuti i diritti delle donne, grazie ai quali le stesse potevano andare a scuola, lavorare, votare e, pare incredibile, indossare la minigonna. Sfortunatamente questo stato di grazia durò fino al 1978, quando il regime comunista prima e l'invasione sovietica dopo precipitarono il Paese nella guerra civile, conclusasi nel 1989 con il ritiro dei sovietici e la conquista del potere da parte dei talebani. Poi fu la volta di Osama bin Laden che si ritrovò con l'Afghanistan bombardato dagli americani come ritorsione per l'attacco alle Torri Gemelle del 2001; sconfitti i talebani, una coalizione internazionale tentò di ricostruire la democrazia, e quando bin Laden venne ucciso sembrava cosa fatta. Ma i fondamentalisti talebani erano come fuoco che cova sotto la cenere, e il 15 agosto sono tornati al potere. History repeating ammoniva il refrain di una hit di qualche anno fa, e lo spettacolo terribile che ci viene restituito in tutta la sua crudezza nei canali senza filtri lascia davvero supporre che la reincarnazione del Male sia perpetua. Ora il demone che sprona alla guerra va ripetendo che dialogare con i talebani è tempo perso, e soprattutto che farlo equivarrebbe a cadere in trappola. E allora che guerra sia, con tutte le conseguenze del caso. Che non è detto escluda una seconda sconfitta per gli occidentali. La foto è di Mohammad Qayoumi che nel saggio fotografico "Once Upon A Time In Afghanistan" scrive: "Mezzo secolo fa, le donne afghane facevano tranquillamente carriera nel campo della medicina; uomini e donne si mescolavano tranquillamente al cinema e nei campus universitari a Kabul; le fabbriche in periferia producevano prodotti tessili e tanti altri beni. C'era la legge e c'era l'ordine e c'era un governo capace di intraprendere grandi progetti di infrastrutture nazionali, come la costruzione di centrali idroelettriche e strade, anche se con un aiuto esterno. La gente aveva speranza, credeva che l'educazione avrebbe potuto aprire opportunità per tutti ed era convinta che si prospettasse un brillante futuro. Tutto ciò è stato distrutto da tre decenni di guerra, ma era vero." |
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Post n°853 pubblicato il 27 Agosto 2021 da Fanny_Wilmot
Molti anni fa, neofita di Libero come di ogni altro ambito virtuale, quello che presi a chiamare maestro perché mi dava dritte tecniche per la gestione del blog, mi consigliò di chiudere i post con una domanda. Ad esempio, se l'argomento proposto avesse avuto come fulcro le dinamiche amicali, avrei dovuto strizzare l'occhio al potenziale lettore, chiosando: e tu, ci credi nell'amicizia? Di tutti i consigli di cui mastrozero fu prodigo, questo fu l'unico che ignorai perché per carattere non elemosino nulla, e tanto meno mi piegherei a mezzucci risibili per ottenere, a corollario di una qualsivoglia disquisizione, due o tre commenti sciatti e svogliati. I tempi sono cambiati, Libero è cambiato. Ora, più che allora, lo scambio di commenti è posto in essere col meccanismo del do ut des, l'unico in grado di soddisfare l'inveterata necessità di percepirsi interessanti. Per quanto mi riguarda, no, grazie.
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Post n°852 pubblicato il 24 Agosto 2021 da Fanny_Wilmot
Fino a poco tempo fa, la grammatica del disorientamento emotivo prevedeva, sotto la spinta di Tinder et similia, di passare da un appuntamento all'altro con nonchalance; ma a un certo punto, il perpetuarsi del ghosting e del più crudele breadcrumbing hanno ingenerato negli utenti sfiducia e stanchezza, soprattutto in coloro che nell'incontro con una persona nuova "e poi chissà", ci credevano. Ovviamente la pandemia ha avuto la sua parte, e ora gli osservatori più pessimisti pronosticano un online dating esclusivamente virtuale, che a guardar bene sarebbe un toccasana per fedifraghi e vigliacchi, i quali abuserebbero senza ritegno dell'orbiting, ovvero della tecnica di orbitare intorno a una persona senza avvicinarsi troppo. Ora, se siete mossi da un bisogno imprescindibile di fare sesso, siete sulla buona strada, i siti di appuntamento ne offrono a iosa; ma se è la solitudine a premere ed è all'amore che anelate, intestardendovi su percorsi agglutinanti inciviltà affettive*, dovreste avere il coraggio di riconoscervi nella consuetudine alla follia. In alto un frame del film I ponti di Madison County. Storia di un amore impossibile ma vero. *così la giornalista Judith Duportail a proposito dei neologismi succitati. |
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Le narrazioni mitopoietiche non sono false, ma appaiono tali perché vertono sul prodigioso e su personaggi talvolta fantastici; in realtà raccontano il mondo che è sotto gli occhi di tutti, restituendolo per quello che è, un coacervo di principesse (sul pisello e no), di lupi che perdono il pelo ma non il vizio, di fate turchine che all'occorrenza si trasformano in meretrici, e di eroi buoni che rendono questo circo un posto migliore. Ma solo una volta diventati adulti, quando capiterà di rileggere le fonti dell'antico stupore, capiremo che miti e favole disvelano l'assurdità della vita benché al contempo ci rincuorino, giacché non escludono, pur non dandolo per scontato, il lieto fine. Ora, una delle favole più belle di questi ultimi anni, singolarmente priva di titolo e, per il momento, di lieto fine, narra di un eroe buono chiamato Occidente, sempre pronto, armi in pugno, ad accorrere in aiuto dei popoli oppressi. Di recente, però, il nostro è stato colpito da una malattia terribile che, essendo sottoposta a incantesimo, cambia forma ogni giorno, lasciandolo costernato e sostanzialmente impotente. Tuttavia, dal suo letto di dolore, egli non si scoraggia e fa quello che può. Ad esempio, ha fatto sapere al mondo intero che quei cattivoni dei talebani, tornati a spadroneggiare in Afghanistan, non avranno vita facile. Dunque Occidente sta solo procrastinando il ritorno in scena, anche se in gran segreto medita sulla vittoria che una volta gli arrideva, mentre ora si scambia facilmente la parte con la sconfitta. |
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Post n°850 pubblicato il 17 Agosto 2021 da Fanny_Wilmot
Lo va ripetendo da un po' anche Papa Francesco che la Chiesa dovrebbe essere più aperta alle donne, ma l'appello, ammesso che sia tale, resta inascoltato. Un esempio semplicissimo: un parroco di Ventimiglia ha negato a una tredicenne di servire sull'altare perché "storicamente il chierichetto viene scelto tra i maschi"; basterebbe questo a dimostrare quanto sia ancora radicata l'ortodossia religiosa in Italia, e infatti nella revisione del diritto canonico di due mesi fa, tra i casi di scomunica è inserita la "tentata ordinazione di donne". Le politiche della Chiesa cattolica e misogina se ne infischiano anche dei dati tutt'altro che confortanti: nel 2020 si sono registrate 7000 suore in meno nel mondo. Eppure non è stato sempre così, a meno che non si vogliano accettare come normali contraddizioni che sono passate alla storia. Il caso di Ildegarda di Bingen è emblematico: nata nel 1098, divenne monaca, teologa e mistica, e si rapportò con alterne fortune ai potenti del suo tempo (Papa Alessandro III e Federico Barbarossa per citare i più famosi). Fu una delle prime donne a fornire una descrizione dell'orgasmo femminile, e lo fece in questi termini: "Quando una donna fa l'amore con un uomo, sentendo un senso di calore nel cervello che porta alla gioia dei sensi, comunica il gusto di quella delizia durante l'atto e stimola l'emissione del seme dell'uomo. E quando il seme è caduto nel suo luogo naturale, quell'impetuoso calore discende dal cervello della donna e attira il seme e lo trattiene, e presto gli organi sessuali della donna si contraggono e tutte quelle parti che sono pronte ad aprirsi durante il periodo mestruale adesso si chiudono, nello stesso modo in cui un uomo forte può tenere qualcosa stretto in un pugno". Non paga, passò all'analisi del piacere maschile e infine alla differenza tra piacere sessuale maschile e femminile: "Quando nel maschio si fa sentire l'impulso sessuale (libido), qualcosa comincia come a turbinare dentro di lui come un mulino, poiché i suoi fianchi sono come la fucina in cui il midollo invia il fuoco. Ma nella donna il piacere (delectatio) è paragonabile al sole, che con dolcezza, lievemente e con continuità imbeve la terra del suo calore, affinché produca i frutti, perché se la bruciasse in continuazione nuocerebbe ai frutti più che favorirne la nascita. Così nella donna il piacere con dolcezza, lievemente ma con continuità produce calore, affinché essa possa concepire e partorire, perché se bruciasse sempre per il piacere non sarebbe adatta a concepire e generare. Perciò, quando il piacere si manifesta nella donna, è più sottile che nell'uomo". Ovviamente la Chiesa ha fatto finta di non essere a conoscenza di questi scritti, e nel 2012 l'ha proclamata santa. Il resto è storia dei nostri tempi che potrebbero aprirsi a una svolta grazie al lavoro di teologhe agguerrite che sostengono il disegno di legge Zan, percependosi esse stesse come rappresentanti di una minoranza a cui non basta la nomina da parte di Papa Francesco della prima sottosegretaria al Sinodo dei vescovi con diritto di voto, tale suor Nathalie Becquart. In alto una mappa dell'universo la cui forma si basa su quella della vagina, disegnata dalla stessa Ildegarda. |





Inviato da: M
il 29/08/2021 alle 17:30
Inviato da: fanny
il 29/08/2021 alle 16:51
Inviato da: fanny
il 29/08/2021 alle 16:47
Inviato da: arien
il 29/08/2021 alle 15:41
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il 29/08/2021 alle 15:30