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Non intendo sollecitare investimenti.
Chiunque utilizzi spunti derivanti dalla mia analisi  agisce a proprio rischio e pericolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Analisi macrotecnica del mercato

Post n°2021 pubblicato il 27 Ottobre 2018 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Monitoriamo il mercato guida mondiale ossia quello americano, ora soprattutto che sta attraversando una fase di storno, attraverso una serie di indicatori  economici e di popolari trading system sul NYSE o sull'indice SP_500  de facto benchmark mondiale :


Vediamo un indicatore  oggettivo in ottica MACRO cosa ci suggerisce :

Il Conference Board Leading Economic Index® (LEI) per gli Stati per gli Stati Uniti è aumentato dello 0,5% a settembre a 111,8 (2016 = 100), dopo un aumento dello 0,4% in agosto e dello 0,7% in luglio.

Il LEI degli Stati Uniti è migliorato ulteriormente a settembre, suggerendo che il ciclo economico degli Stati Uniti rimane su una forte traiettoria di crescita fino al 2019. Tuttavia, la crescita del LEI è leggermente rallentata negli ultimi mesi, suggerendo che l'economia potrebbe essere soggetta a vincoli di capacità e mercati del lavoro sempre più  ristretti, "Ha dichiarato Ataman Ozyildirim, direttore dei cicli economici al Conference Board. "La crescita economica potrebbe superare il 3,5 percento nella seconda metà del 2018, ma, a meno che la dinamica delle  costruzioni di abitazioni, degli ordinativi e dei prezzi delle azioni non acceleri, è improbabile che tale ritmo venga mantenuto nel 2019".

Vediamo  come alcuni  Trading System   come vedono la situazione :

IL TS  weekly  Futures MA_40  (RSI_10) indica  sempre LONG sullo SP_500 a  2662,25 ma l'indice ha sfondato la MM a 40 periodi anche se manca la conferma del RSI anche per un soffio ,  ma visto che a livello macro non ci sono pericoli allorizzonte la crisi appare innescata dalla Fed e dalla sua politica aggressiva sui tassi nonchè dalle tensioni sul commercio internazionale .

 il rendimento dei Bond decennali è al momento il seguente:

T Note_3,08 % in  lievissimo ribasso, sul Tnote il segnale short è scattato da fine 2016 ; BUND_0,35; BTP_3,44 ancora sotto pressione  da parte della speculazione internazionale!

mentre il cross Euro/dollaro ora è a 1,402, segnale SHORT confermato!


 

 
 
 

Analisi macrotecnica del mercato

Post n°2020 pubblicato il 11 Ottobre 2018 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Monitoriamo il mercato guida mondiale ossia quello americano attraverso una serie di indicatori  economici e di popolari trading system sul NYSE o sull'indice SP_500 popolare benchmark mondiale :

Vediamo un indicatore  oggettivo in ottica MACROTECNICA cosa ci suggerisce :


Il Conference Board Leading Economic Index® (LEI) per gli Stati Uniti è aumentato dello 0,4 per cento in agosto a 111,2 (2016 = 100), dopo un aumento dello 0,7 percento in luglio e uno 0,5 percento in aumento in giugno

"Gli indicatori guida sono coerenti con un solido scenario di crescita nella seconda metà del 2018 e in questa fase di un ciclo economico in  esaurimento negli Stati Uniti, non migliora molto di così", ha affermato Ataman Ozyildirim, Direttore dei cicli aziendali e Ricerca  presso il  Conference Board. "Il trend di crescita del LEI degli Stati Uniti si è moderato dall'inizio dell'anno. Le società industriali che sono più sensibili al ciclo economico dovrebbero essere alla ricerca di una possibile moderazione della crescita economica nel 2019. I punti di forza tra le componenti del LEI  sono molto deversificatei, supportando ulteriormente una previsione di crescita superiore al 3,0 percento per il resto del 2018. ”.


Vediamo  come alcuni  Trading System   come vedono la situazione :


IL TS  weekly  Futures MA_40  (RSI_10) indica  sempre LONG sullo SP_500 a 2897,50   e Nasdaq_6976,50 ma l'indice ha sfondato la MM a 40 periodi anche se manca la conferma del RSI , la crii appare innescata dalla Fed e dalla sua politica aggressiva sui tassi


 il rendimento dei Bond decennali è al momento il seguente:


T Note_3,15 % in rialzo, sul Tnote il segnale short è scattato da fine 2016 , shortandolo a leva 3x  ora saremmo al 26% in gain  ; BUND_0,49; BTP_3,53  ancora sotto attacco da parte della speculazione internazionale!

mentre il cross Euro/dollaro ora è a 1,1547, con l'indice nel grafico weekly sotto la MM a e segnale SHORTconfermato!

 
 
 

Bagno di sangue a Wall Street, Dow Jones -800 punti, Nasdaq -4%.

Post n°2019 pubblicato il 11 Ottobre 2018 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

MILANO (Finanza.com)

Laura Naka Antonelli 11 ottobre 2018 - 07:39

Il presidente Usa Donald Trump torna ad attaccare la Fed, arrivando a dire che la banca centrale Usa "sta impazzendo". Nel commentare la possibilità che l'escalation della guerra commerciale degli Stati Uniti contro la Cina sia stata responsabile del forte tonfo che ha colpito Wall Street nella sessione di mercoledì, Trump ha detto che il problema che ha è "con la Fed".

"La Fed sta facendo pazzie - ha affermato - Non so quale problema debba portarla ad alzare i tassi di interesse. E' ridicolo". 

Intervistato da Fox News, Trump ha ribadito di non essere contento della banca centrale guidata da Jerome Powell, affermando che l'istituto "is going loco". (Loco significa pazzo in spagnolo).

Quella di ieri è stata una sessione da dimenticare per Wall Street, con il Dow Jones che è crollato di più di 800 punti, in quella che si conferma la seduta peggiore dallo scorso febbraio. Bagno di sangue sul settore hi-tech, che ha sofferto la perdita più forte in sette anni.

Il Dow Jones ha chiuso in calo di 831,83 punti a 25.598,74 punti, con Intel e Microsoft che hanno perso ciascuno più del 3,5%. Il Nasdaq Composite è scivolato del 4%, a 7.422,05 punti. Lo S&P 500 è sceso del 3,3% a 2.785,68 punti. Per lo S&P 500 è stata la quinta sessione consecutiva di cali, la fase ribassista più forte dal novembre del 2016. L'indice è sceso inoltre sotto le medie mobili di 50 e 100 giorni. 

 
 
 

Tornare a BOT e CCT per vincere il ricatto dello spread

Post n°2018 pubblicato il 05 Ottobre 2018 da Lucky340
 
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di Paolo Becchi, Guido Grossi e Giovanni Zibordi su Libero, 02/10/2018

Dopo cinque mesi il governo Lega-M5S ha deciso di fare un deficit pari a quello dell’ultimo governo, cioè un 2,4% del PIL. La “finanziaria” precedente del Ministro Padoan era stata accolta bene dai mercati: il costo dei Btp era sceso al 2% e le banche erano salite in borsa; la finanziaria del Ministro Tria ha invece messo in difficoltà le banche e fatto salire il costo dei BTP al 3%. Come mai?

Tria ha speso l’estate a “rassicurare i mercati”, sospettosi di Di Maio e Salvini, ripetendo che voleva meno deficit dei precedenti governi a guida PD, voleva un 1,6% del PIL e la ragione era lo “spread”, (il famigerato differenziale del costo dei Btp rispetto agli analoghi titoli di stato tedeschi) che con il governo giallo-verde è aumentato di più dell’1% e questo implica già 5 o 6 miliardi in più di interessi nei prossimi dodici mesi. Tria spiegava che con un deficit più alto i “mercati” avrebbero fatto crollare i BTP e di conseguenza il loro rendimento, e quindi il costo per lo Stato del debito, sarebbe salito. In più le banche italiane, che hanno comprato 430 miliardi di BTP, avrebbero subito perdite sul capitale, il che le avrebbe indotte a fare meno credito e farlo pagare di più.

Come si può vedere dal grafico del deficit pubblico, Tria voleva continuare a ridurre il deficit sotto il 2% seguendo le indicazioni della UE che chiedeva una discesa all’1,6% nel 2018 e poi 0,8% nel 2019 e 0% nel 2020.

 

All’ultimo momento il Ministro delle Finanze ha dovuto piegarsi: non darà la dimissioni, ma la sua credibilità è ridotta a zero. La prima conseguenza? I titoli di stato e quelli delle banche italiane sono franati sui mercati.

Perché tanto dramma per una manovra in fondo da 10 miliardi? Semplice. La Banca Centrale Europea ha “stampato” (con il suo computer) 2,500 miliardi di euro comprando e facendo comprare alle banche titoli di stato e di questi circa 700 miliardi sono BTP. Negli ultimi anni i BTP sono stati comprati solo da Bankitalia (per conto della BCE) e dalle banche italiane, con soldi della BCE. Ma la BCE ha già ridotto gli acquisti e da dicembre li cesserà definitivamente. Per comprare BTP gli investitori esteri e le istituzioni finanziarie chiederanno non il 2% dell’anno scorso, ma il 3% o anche il 4%.

Il rischio di una crisi finanziaria non si può escludere. C’è una soluzione che non sia seguire solo i vincoli di bilancio della UE e tenere l’economia in stagnazione permanente? C’è un modo per difendersi?

Lo Stato italiano ha  un’ economia da 1,700 miliardi, che esporta per 500 mld l’anno, con un surplus estero di 50 miliardi l’anno, una produzione industriale maggiore di Francia e Inghilterra, un surplus manifatturiero con l’estero di 100 miliardi e soprattutto un’economia  che ha accumulato più ricchezza media delle famiglie di quasi tutti gli altri Paesi europei.

Dobbiamo  impiccarci per  una manovra da  10 miliardi ? Tutti a stracciarsi le vesti  per 10 miliardi, ignorando i 4200 miliardi di risparmi finanziari delle famiglie italiane, misurati da Banca d’Italia. Dove sono? Il sistema finanziario privato ed internazionale ci vende titoli, fondi, prodotti a capitale garantito, polizze e derivati vari e indirizza la liquidità degli italiani in giro per il mondo. Nel fare questo ne trae miliardi di utili, con commissioni generose e margini opachi.

Una volta i risparmi nazionali erano impiegati direttamente dallo Stato, che vendeva ai cittadini BOT e CCT: capitale garantito,  nessun rischio anche se con rendimento ridotto (al netto dell’inflazione, occhio ai tassi reali!). Indirettamente, attraverso le grandi banche pubbliche. Spesa pubblica e prestiti alle imprese reimmettevano la liquidità nel circuito virtuoso dell’economia reale. Lo Stato spendeva in interessi, ma i soldi  rimanevano in Italia.

Tutto è cambiato dal ‘92 al ‘99, mentre ci facevano il culo per entrare nell’Euro, il Ministero del Tesoro perseguiva la politica di “internazionalizzare il debito pubblico” grazie all’uso massiccio dei BTP rivolti agli investitori esteri perché avevano un tasso di interesse fisso per cui è il prezzo che variava e quindi erano adatti a speculare. I CCT invece, introdotti negli anni ‘70, avevano un tasso di interesse che variava, per cui il prezzo oscillava meno. Fino a quando c’erano i CCT e la lira che si svalutava solo gli italiani compravano i titoli di stato. Con i BTP e poi l’Euro si è arrivati a finanziare l’80% del debito con BTP in mano in maggioranza a esteri i quali incassavano metà degli interessi che lo Stato pagava tassando gli italiani.

Vendere il proprio debito pubblico all’estero è una fregatura, un errore fondamentale, qualcosa che non a caso in Asia in gran parte evitano.

Questo è il “governo del cambiamento”, e allora, cazzo, cambi!  Occorre diminuire l’offerta di BTP e offrire CCT con un “premio” in aste “dedicate” solo alle famiglie italiane. I CCT ora pagano l’euribor + 0,15%, dove l’euribor è zero, quindi i CCT pagano circa zero. Occorre offrire un “premio” pari all’inflazione italiana che è l’1,1% oggi (e niente tasse).

Nella situazione attuale del risparmio, dove i tassi di interesse sono i più  bassi della storia e metà dei titoli di stato in Europa rendono zero, dove tutti i fondi e prodotti di reddito fisso stanno perdendo intorno al -1,5%, un CCT, ad esempio, a sette anni che renda netto almeno l’inflazione (1,1%) è attraente. Per lo Stato però costa meno di un BTP a sette anni che oggi gli costa un 2,5%. Se l’inflazione o la politica della BCE che influenza l’euribor cambia,  il CCT pagherà di più, mentre il BTP aumenta il suo rendimento solo perché il suo prezzo cala. In sostanza il BTP è solo uno strumento per speculare sui tassi adatto alle grandi banche e fondi e va gradualmente eliminato.

Ci sono altre misure tecniche per aumentare il controllo dello Stato sul debito che emette: inserire nell’elenco degli operatori specialisti delle aste CassaDepositi e Prestiti e Banco Poste e “orientarle” insieme a MPS (controllata dallo Stato) alla tutela del risparmio nazionale; eliminare le aste marginali e invertire totalmente i meccanismi d’asta (il Tesoro fissa il rendimento, il mercato determina le quantità), introdurre la pratica tedesca del “parcheggio” dell’invenduto presso la Bundesbank; usare CDP per garantire la copertura (come in Germania la KFW ed in Francia la BPI).

Infine bisogna offrire ai cittadini “conti deposito vincolati” presso il Tesoro, tramite le banche pubbliche e aprire un conto corrente fiscale obbligatorio e gratuito su Banco Poste a tutti i codici fiscali (elimina il “rischio Grecia”: la chiusura dei rubinetti della liquidità manovrati dall’estero che impedisce ai cittadini di prelevare i propri soldi depositati in banca).

Da qui a fine anno scadono 30 mld di BTP e nel 2019 altri 163, controllati da investitori istituzionali. Perché non  sostituirli con BOT e CCT dedicati alle famiglie italiane per almeno il 50%? Obiettivo raggiungibile, se si adottano le misure in maniera coordinata, lanciando una campagna d’informazione corretta e trasparente.

I benefici  di questa proposta sono evidenti: può scendere gradualmente il costo del finanziamento del debito, i risparmiatori italiani si salvano dal bail-in (e partecipano alla rinascita del Paese) e lo Stato si libera definitivamente  dal ricatto dello spread.

Non c’è bisogno di chiedere il permesso a nessuno, per questi interventi: nessuna norma nazionale o internazionale li vieta.

Ci sono controindicazioni? Gli investitori istituzionali perdono una ghiotta occasione di guadagno. Li ringraziamo, restituiamo loro il dovuto, facendogli però notare che altrimenti la cosa diventa ingestibile. Le banche perdono commissioni sui prodotti per l’investimento. Spiace per i dividendi che distribuiscono agli azionisti che verranno tagliati, ma saranno spinte a fare il loro mestiere: raccogliere il risparmio privato pagandolo il giusto, e offrirlo, assumendosene il rischio professionale, a chi fa investimenti produttivi nell’economia reale. E siccome le banche private e straniere potrebbero essere poco interessate, è bene spingere con convinzione sull’idea, già ventilata, di rimettere il sistema creditizio sotto pieno controllo pubblico, come vuole la Costituzione. Banche pubbliche per un servizio pubblico, per mobilitare nella giusta direzione le immense ricchezze nazionali.

Quelle fatte in questo articolo sono proposte concrete e di semplice applicazione. E soprattutto la Ue non può  porre alcun obiezione al riguardo. Speriamo che qualcuno nel governo le prenda in seria considerazione. Se vogliamo difenderci dallo spread e dal ricatto dei mercati un modo per farlo c’è.

da https://paolobecchi.wordpress.com/

 
 
 

Analisi macrotecnica del mercato

Post n°2017 pubblicato il 14 Agosto 2018 da Lucky340
 
Tag: outlook
Foto di Lucky340

Monitoriamo il mercato guida mondiale ossia quello americano attraverso una serie di indicatori  economici e di popolari trading system sul NYSE o sull'indice SP_500 popolare benchmark mondiale :

Vediamo un indicatore  oggettivo in ottica MACROTECNICA cosa ci suggerisce :

Il Conference Board Leading Economic Index® (LEI) per gli Stati Uniti è aumentato dello 0,5 per cento in giugno a 109,8 (2016 = 100), in seguito a nessuna variazione a maggio e di un aumento dello 0,4 per cento in aprile.

"Il LEI degli Stati Uniti è aumentato a giugno, indicando  una solida crescita dell'economia statunitense", ha dichiarato Ataman Ozyildirim, direttore dei Business Cycles and Growth Research del Conference Board. "La crescita diffusa dei principali indicatori, con l'eccezione dei permessi per l'edilizia abitativa, che sono diminuiti ancora una volta, non suggerisce alcun rallentamento significativo della crescita a breve termine".

Vediamo  come alcuni  Trading System   come vedono la situazione :

  • IL TS  weekly  Futures MA_40  (RSI_11) indica  sempre LONG sullo SP_500 a 2835,75  e Nasdaq_7451,75.
  • Il trading system reso popolare da Dog Short su base mensile, ci dice che  L'indice S & P 500  ha chiuso luglio con un guadagno mensile del 3,60% opo un piccolo guadagno dello 0,48% a giugno. Tutte e tre le medie mobili mensile sullo  S&P 500  stanno segnalando "investito"e tre su cinque ETF Ivy Portfolio: il Vanguard Total Stock Market (VTI), FTSE All-World  ETF (VEU) e PowerShares DB Commodity Index (DBC) - sono su  "investito"mentre IEF-obbligazionario USA a medio termine e il  VNQ-azionario immobiliare USA danno short. 

 il rendimento dei Bond decennali è al momento il seguente:

  • T Note_2,89% stabile ; BUND_0,33; BTP_3,06  ancora sotto attacco da parte della speculazione internazionale!
  • mentre il cross Euro/dollaro ora è a 1,1404, con l'indice nel grafico weekly sotto la MM a 40 periodi e  RSI(9)  a  24,33 quindi segnale SHORT ampiamente confermato!

 
 
 

La pagliacciata delle maglie rosse

Post n°2016 pubblicato il 14 Luglio 2018 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Diego Fusaro spiega perché quella delle maglie rosse, iniziativa lanciata da Gad Lerner e rilanciata da Laura Boldrini e da tutte le organizzazioni sorosiane, sia da considerarsi una pagliacciata, mentre Giorgia Meloni risponde lanciando le maglie blu in difesa dei 5 milioni di italiani che non ce la fanno ad arrivare a fine mese ed aspettano una risposta dalla "loro" politica.

da byoblu/videos


 
 
 

VERO CHE MARIO MONTI HA SALVATO L'ITALIA? VERO CHE L'USCITA DALL'EURO SAREBBE UN DISASTRO?

Post n°2015 pubblicato il 11 Luglio 2018 da Lucky340
 

Uno dei miti del giornalismo radio-televisivo è che Mario Monti ci abbia salvato dal baratro. Elsa Fornero imperversa da Floris raccontando che senza la sua riforma dal mese successivo non ci sarebbero stati più soldi. Ma è davvero così? Alessandro Greco, blogger ed esperto di comunicazione e marketing, ha messo insieme una serie di evidenze che nessuno può negare. Ed è venuto a raccontarle a tutti voi,

da byoblu/videos

 

 
 
 

IL "WHATEVER IT TAKES" ITALIANO

Post n°2014 pubblicato il 04 Luglio 2018 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

 

Il nuovo Governo ha ambizioni di espansione della spesa pubblica. Il Documento Economico Finanziario appena approvato, però, a cui ha lavorato il Governo Gentiloni, è intriso di misure opposte, coerenti con la filosofia dell'austerity e del "Ce lo chiede l'Europa". Come conciliare Flat Tax e Reddito di Cittadinanza con il DEF? Alberto Micalizzi ha una visione chiara delle cose da fare immediatamente perché la "pacchia" finisca per tutti, a cominciare da chi ha ristretto oltre ragionevole misura la circolazione monetaria, passando per le grandi banche d'affari che hanno costruito rapporti privilegiati con lo Stato e non hanno mai pagato il prezzo delle loro speculazioni, fino all'istituzione di una nuova autorità di controllo e garanzia sulla negoziazione dei tassi di interesse. Perché l'Italia sta provando a rialzare la testa e i mercati, in fondo, cercano solo qualcuno che, con la schiena dritta e con i giusti fondamentali alle spalle, sappia declamare solennemente il suo irrevocabile "Whatever it takes", questa volta siglato a protezione degli interessi del Paese, magari - perché no - anziché da Mario Draghi... da Giuseppe Conte.

da byoblu/videos

 
 
 

Ma il deficit spending funziona?

Post n°2013 pubblicato il 18 Giugno 2018 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

I numeri sono numeri. E hanno una forza che nessuna ideologia può sopraffare. Due economisti della Cattolica di Milano, Andrea Boitani e Salvatore Perdichizzi (B-P), eurofili ed europeisti, hanno appena pubblicato un lavoro econometricosugli effetti del "deficit spending" (e del suo contrario: l'austerità), che finalmente include tutti gli anni della crisi dal (1990 al 2017) e tutti i paesi dell'eurozona.

Utilizza vari metodi per controllare i risultati; analizza le conseguenze su diversi aspetti dell'economia; e ha l'aria dello "studio definitivo" sull'argomento. I risultati peraltro confermano quelli preliminari pubblicati in passato da altri autori. Le conclusioni, semplicemente, seppelliscono l'ortodossia economica dell'Ue.

La domanda che si pongono è la seguente. Che effetti ha un aumento (riduzione) permanente della spesa pubblica di 100 (finanziata in deficit) sulle seguenti variabili: PIL; Occupazione; Deficit; e Debito pubblico, nei prossimi 3-5 anni? Di solito c'è un trade-off: puoi ridurre deficit e debito (con l'austerità), pagando un prezzo in termini di PIL e occupazione. Oppure puoi aumentare PIL e occupazione, ma aumentando i debiti. Quale delle due strategie conviene seguire, dipende molto dai parametri in ciascuna situazione.

Se l'effetto del deficit spending è una forte crescita del PIL e dell'occupazione ("moltiplicatori alti"), le entrate fiscali nei tre anni successivi aumenteranno molto, e il deficit tornerà a scendere, supponiamo da -100 a -50 a -25 a -20.

È la tesi dei keynesiani moderati. Con un piccolo aumento del debito si ottiene un forte ritorno in termini occupazionali, e una volta rilanciata l'economia si può pensare a ridurre il debito con molta più efficacia. Viceversa l'austerità, oltre a causare una forte caduta del PIL, farebbe poco per risanare le finanze pubbliche.

Ma se, al contrario, l'impatto del deficit spending sul PIL fosse debole, l'austerità danneggerebbe poco PIL e occupazione, e sarebbe molto efficace nel ridurre il rapporto fra Debito (Deficit) e PIL. L'austerità sarebbe una politica magari dura (soprattutto per alcuni) ma sensata. È la tesi dei neoliberali moderati.

Quali sono le probabilità di un risultato estremo, paradossale, che elimini il trade-off fra debito e PIL? Per esempio: può l'austerità (oltre a ridurre il debito) aumentare anche il PIL? È la teoria dei neoliberali estremi, come Alesina (nel 2010 seguito entusiasticamente da Trichet), secondo i quali il calo iniziale del deficit farebbe crescere fiducia, consumi, PIL, e occupazione. O al contrario, può un aumento in deficit della spesa pubblica (oltre a aumentare il PIL) migliorare nel medio termine l'equilibrio delle finanze pubbliche? È la tesi dei keynesiani estremi (Summers, De Long, Ball, Krugman, etc.).

Nel nostro esempio, il saldo del bilancio pubblico potrebbe passare da -100 a -30 a +5 a +30? Il debito pubblico dopo quattro anni potrebbe risultare più basso di quanto sarebbe stato senza la manovra di deficit spending?

È qui che le conclusioni di B-P sono devastanti per le regole della zona euro: in fase di recessione risulta dimostrata non solo la teoria keynesiana moderata, ma anche la tesi keynesiana estrema, con margini e in dimensioni che superano ogni aspettativa degli stessi autori.

I quali aggiungono che il deficit spending è più efficace (in recessione): (a) nei paesi ad alto debito (chi dice: "In Italia no, perché il debito è troppo alto"?); (b) quando i cambi sono fissi (eurozona); (c) quando la spesa è per investimenti. Nel 2010-15 i parametri congiuravano tutti per aumentare i moltiplicatori, rendendo le nostre economie "keynesiane". Le cure inferte da Monti e (più blandamente) dai suoi successori, fortemente raccomandate da, BCE, Commissione Europea, Ocse, sono paragonabili ai salassi contro l'anemia applicati dai medici del '700.

Il deficit spending è sempre la migliore politica? Non esistono vincoli di bilancio? La spesa pubblica "si ripaga da sola"? Il governo Conte dovrebbe aumentare la spesa pubblica in barba all'Europa? Nient'affatto. B-P dimostrano che i moltiplicatori fiscali (da non confondere con la curva di Laffer, che è tutt'altra cosa) cambiano a seconda della congiuntura. Il deficit spending è efficace in recessione, ma nelle fasi di espansione è controproducente: non fa aumentare produzione e occupazione ma solo il deficit pubblico.

Oggi, nel 2018, i moltiplicatori dovrebbero essersi indeboliti: non tanto però da sottrarre al caso keynesiano anche "estremo" un deficit spending mirato su settori con i moltiplicatori più alti. Perciò lasciamo perdere per ora il "contratto di governo": meglio non restare prigionieri delle parole e puntare sulla competenza macroeconomica (con Savona e Tria).

Un piccolo e mirato (agli investimenti) deficit spending sarebbe ancora utile: a condizione che l'Europa e la BCE siano d'accordo (e che non si tratti di "un'eccezione temporanea alle regole"). In caso contrario, la speculazione saprà di avere mano libera contro il debito pubblico italiano, privo della naturale difesa della banca centrale. (Difesa che è scontata nel resto del mondo: si fa con una semplice dichiarazione o regola). In Europa, c'è molto da discutere.

PierGiorgio Gawronski su https://www.huffingtonpost.it

 
 
 

Il caso AQUARIUS: come demolire le tesi di SAVIANO&C in maniera semplice e sbrigativa

Post n°2012 pubblicato il 17 Giugno 2018 da Lucky340
 

Luca Donadel in questo video confuta le tesi di Sviano &C sui migranti e sul caso della nave AQUARIUS

 

 

 

 
 
 
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